Miniplot #9


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L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola”…

Il mio miniplot è: Rimpicciolii di colpo, mi facevo sempre più piccola e nonostante tutto mi sembrava non bastasse mai. La verità è che avrei voluto sparire; ma la realtà non è pietosa come la fantasia e non permette a nessuno di svignarsela alla chetichella. Men che meno di fermare il tempo, o di tornare indietro per fare – o non fare – una certa cosa.

Biblioteca Scarparo #27


La Biblioteca Scarparo oggi è in onore di Simona Colombo, che in tasca ha un biglietto di sola andata per l’arcipelago indonesiano: sul suo blog, oltre a spiegare le ragioni della sua scelta, ha chiesto di suggerirle un libro da portare via con sé. Chi vuole è libero di aggiungere in quel post un saluto e un consiglio, ma noi qui le suggeriremo la quarta di copertina per il libro che lei potrà scrivere, sulla scorta di questa sua meravigliosa esperienza.

Fatevi avanti, dunque, ché questa sarà una nuova, ulteriore realizzazione della biblioteca più pazza che ci sia!

Buona scrittura!

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Storia in sei parole #37 – Parole intraducibili: Zenosyne


Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla.

Lasciamo per un po’ le felici parole d’amore e torniamo a quelle che descrivono sensazioni non sempre piacevoli. Quella di oggi è Zenosyne e descrive la sensazione che il tempo abbia preso a scorrere più velocemente. Potrebbe essere perché si sta vivendo un momento gioioso. Oppure potrebbe essere un classico effetto collaterale dell’essere diventati diversamente giovani.

Ecco le mie sei: «Vendesi: orologio che funziona. Pure troppo».

Giocate con me?

Biblioteca Scarparo #26


La Biblioteca Scarparo oggi vi propone un romanzo scritto a quattro mani da due figure che hanno lasciato una traccia profonda nel XX secolo: Bill Gates e Oriana Fallaci.

Sarei molto curioso di leggere la quarta di questo libro, ma visto il proliferare degli aforismi apocrifi della Fallaci vorrei anche vedere una sua ipotetica frase estrapolata da questo ipotetico testo.

Buona scrittura!

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Acchiappami: i consigli di Nicholas Sparks


da Wikipedia

da Wikipedia

Quando Sperling & Kupfer ha rifatto il sito italiano di Nicholas Sparks, i consigli che l’autore americano dava agli aspiranti scrittori sono andati perduti. Così Marco Amato, già autore di un guest post sull’argomento, si è rimesso in caccia per noi. Io gli ho dato una mano, nel mio piccolo. Lui ha recuperato i consigli perduti (cosa per cui lo ringrazio ancora una volta) e io la lettera d’esempio che Sparks spedì agli agenti per trovarne uno che lo rappresentasse. Purtroppo la lettera l’ho trovata solo in lingua originale e al momento fatico a trovare quell’oretta per tradurla; se però qualcuno avesse voglia di farlo mandatemi la vostra versione: io la pubblicherò rendendo il giusto merito al traduttore. Chi avesse voglia di leggere quanto abbia da dire sull’argomento lo stesso Nick, può leggere il suo sito personale qui: http://nicholassparks.com/for-writers/

I consigli

Primo stadio: scrivere un ottimo romanzo

Fate in modo che il vostro romanzo sia migliore possibile. Rendetelo originale, con una trama coinvolgente, un impeccabile stile di scrittura e personaggi e ambientazione interessanti. Non presentatelo se ha bisogno ancora di qualche intervento, se è abbozzato, oppure se non è ancora concluso. Rivedetelo, rivedetelo, rivedetelo. Di fronte a meno dell’1% di probabilità di trovare un agente (alla luce della quantità di lettere di presentazione che gli agenti normalmente ricevono), mandare un libro che non sia il top delle vostre capacità è stupido e sintomo di pigrizia. (Va da sé che il libro avrà le pagine numerate, la punteggiatura corretta, non conterrà refusi eccetera.)

Anche se siete convinti di scrivere meglio degli autori “famosi” che leggete (e, da quanto ne so, potrebbe essere davvero così), ricordate che non siete in competizione con loro. Loro dispongono di un pubblico consolidato e hanno vendite garantite. E siccome pubblicare è una professione – ebbene sì, di nuovo! – la vostra unica speranza è offrire il lavoro migliore che potete realizzare, paragonato ad altri aspiranti scrittori che si ritengono altrettanto dotati. (Anche in questo caso, il loro lavoro potrebbe essere di ottimo livello.)

Secondo stadio: passare al vaglio gli agenti letterari

Successivamente, trascorrete un po’ di tempo nella sezione Scrittura/Editoria di una libreria. Più tempo investite, meglio sarà. Il libro che ho usato io e che spesso raccomando è The Insiders Guide to Book Editors, Publishers and Literary Agents di Jeff Herman. Ci sono altri “manuali per scrittori” altrettanto famosi che presentano elenchi di agenti, forniscono indirizzi, indicano il modo migliore per contattarli e quali passi intraprendere per farlo. Seguite le indicazioni fornite da ciascun agente. Ignorare il metodo da essi adottato per esaminare le presentazioni sarebbe un rischio.

Terzo stadio: scrivete un’ottima lettera di presentazione

Questo è il passo finale per trovare un agente, dal momento che quasi nessuno esaminerà un manoscritto senza una lettera di presentazione. La esigono e se la trovano convincente e con essa anche il romanzo da voi descritto, vi chiederanno di inviare una parte o tutto il manoscritto per esaminarlo.

Prima di tutto una lettera di presentazione è un biglietto da visita e la pagina in assoluto più importante che uno scrittore inedito potrà mai scrivere. Fornirà la prima impressione, e servirà ad aprire oppure chiudere la porta. È davvero fondamentale, quindi non bisogna sprecarla. Io impiegai due settimane e diciassette stesure per scriverla.

Una buona lettera di presentazione deve rispettare poche regole. Primo, non deve essere più lunga di una pagina. Dovrebbe contenere il vostro nome, indirizzo e numero di telefono. Dovrebbe essere scritta al computer e indirizzata a un agente in particolare, non a un’agenzia. E dovrebbe contenere tutte le informazioni di cui ha bisogno l’agente per decidere se leggere o meno il manoscritto. Per esempio potrebbe contenere:

  • Una descrizione della vostra esperienza di scrittura maturata fino a questo momento.
  • Un breve riassunto della trama.
  • Altri libri simili al vostro e la motivazione per cui vostro è il migliore.
  • L’indicazione del possibile mercato del vostro libro.
  • Una motivazione per cui volete lavorare con questo agente in particolare.
  • Una frase che dichiara che il libro è terminato e una richiesta di esaminarlo.

La lettera di presentazione che scrissi io era abbastanza allettante da spingere 12 agenti su 25 a chiedermi di leggere una parte o tutto il manoscritto. Si può dire che fosse una lettera di presentazione molto riuscita, soprattutto considerato che Le pagine della nostra vita era il mio primo romanzo. Se volete leggerla, è riportata qui sotto. (Tenete presente che, sebbene gran parte delle informazioni nella lettera fossero veritiere, a volte la verità era stata un po’ modificata. Questa precisazione vale solo per il quarto paragrafo, e rispondeva a necessità di brevità.)

La lettera

Egregio Signor o Signora Agente,

Vorrei farvi conoscere il mio secondo libro e primo romanzo intitolato, The Notebook (ndr: in Italia tradotto con Le pagine della nostra vita).

Il mio primo libro, Wokini (ndr: in Italia tradotto con Il bambino che imparò a colorare il buio), in cui ho collaborato con Billy Mills, è stato pubblicato da Orion Books, una divisione di Random House nel 1994. Un lavoro di ispirazione, è stato descritto da Al Neuharth, uno dei fondatori ed ex presidente di USA Today, come una “potente immagine del senso della vita”, mentre Peter Ueberroth l’ha definito “travolgente e perspicace.” Un discreto successo commerciale, entro maggio 1995, aveva venduto oltre 56.000 copie.

Questo romanzo, Le pagine della nostra vita, è una storia d’amore ispirata da due persone particolari che recentemente sono scomparse dopo sessantanni di matrimonio. Non erano nessuno conosciuti, ma c’era una grande storia d’amore tra di loro, una passione di fondo e una comprensione che avevano richiesto una vita per svilupparsi. In questo giorno ed periodo, l’amore incondizionato che sentivano l’uno per l’altro crea una storia meravigliosa, una che è fin troppo rara e troppo bella per lasciarla morire senza che venga raccontata.

Come Romeo e Giulietta o I ponti di Madison County, tuttavia, tutte le grandi storie d’amore hanno bisogno di tragedia e separazione, così come l’amore, per toccare completamente il lettore, e la loro storia non ha fatto eccezione. L’Alzheimer è diventato parte della loro vita durante i loro ultimi anni insieme e i miei ricordi più vivi sono quelli di mio nonno seduto da un lato del letto e che sta leggendo a sua moglie di sessantanni, una donna che non lo ricorda. Vederli in questo modo mi ha quasi spezzato il cuore, ma mai una volta lui si è lamentato della sua situazione. “Nella mia mente”, mi diceva, “lei è la giovane donna che ho sposato molto tempo fa e nulla potrà mai cambiare la situazione.” Questa storia è la loro storia, una storia d’amore, l’amore più fedele che abbia mai visto.

Le pagine della nostra vita è un romanzo tenero ambientato nel Profondo Sud, una storia d’amore scritta in prosa lirica. Come la maggior parte dei romanzi del sud, Le pagine della nostra vita descrive tutto ciò che è speciale sulla regione e la sua gente: la tradizione, la lealtà, la gentilezza, l’amore e il ricordo. Eppure questo romanzo è unico per due motivi importanti. In primo luogo, si tratta di una delle poche storie appassionanti scritte sugli anziani e rivela un raro ma dignitoso ritratto di una coppia alle prese con la realtà ultima delle loro vite che finiranno a breve. Ancora più importante, tuttavia, Le pagine della nostra vita è il primo romanzo che descrive gli effetti strazianti della malattia di Alzheimer su due persone che si erano amate per tutta la vita. Il risultato è un elogio commovente alla vecchiaia stessa – una storia di amore e di dolore che praticamente riassume il notevole contesto di vita della maggior parte delle persone.

Come un giovane scrittore nel Sud, sto cercando un agente con sede a New York City. La vostra esperienza come avvocato è molto impressionante, e sarebbe un onore lavorare con voi su questo romanzo.

Ho incluso una breve sinossi e la biografia per la vostra opinione. Il romanzo è di 52.000 parole e del tutto completo. Posso inviare una copia del manoscritto completato?

Cordiali saluti,

Nicholas Sparks

PS: Dato che il 22% delle persone in questo paese (40 milioni) hanno più di 52 anni e 4,5 milioni di persone soffrono di Alzheimer, questo libro è unico e commerciabile ad un vasto pubblico. Inoltre, a 52.000 parole, è abbastanza breve per non avere costi proibitivi per la maggior parte delle case editrici.

[Un grande ringraziamento a Barbara Businaro di Webnauta per la traduzione velocissima!]

Acchiappami n. 12 – Cristina Poja


photo credit: calligraphie via photopin (license)

photo credit: calligraphie via photopin (license)

Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

È passato parecchio tempo dall’ultima volta: sgranchite le meningi, che c’è bisogno dei lettori di questo blog!

***

nome del file: Sinossi – La croce sulla luna.docx

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


Titolo: La croce sulla luna
Autore: Cristina Poja
Genere: Thriller psicologico
Parole: 70.500
Caratteri (spazi inclusi): 426.165

Sinossi

Giuseppe è un ingegnere informatico di 33 anni, soggetto a emicranie e impressionabile per natura. Persona intraprendente e ottimista, ama lo sport, non conosce colpi bassi. Il suo collega Filippo, al contrario, è roso dall’invidia per lui. I due lavorano a stretto contatto nella stessa banca e Filippo, nonostante si dimostri amichevole e cordiale, vorrebbe sopraffare l’altro perché divorato dal tarlo della competizione. Per di più Filippo ambisce a risalire la china sociale, desidera migliorare il suo tenore di vita. Per questo si dà al gioco d’azzardo indebitandosi sempre più. Entrambi sono innamorati della stessa ragazza, Livia, che intreccerà una storia d’amore con Giuseppe.

La vita di Giuseppe viene messa sottosopra dalle rivelazioni di Eva, un’anziana signora che sostiene di essere una sua lontana parente. Sembra che un pendente, la cui forma racchiude i simboli delle religioni cattolica e musulmana, sia stato trafugato dalla chiesa di San Giovanni in Laterano da un loro antenato. Il gioiello, finito nelle mani di Giuseppe, sarebbe la causa di una maledizione che grava sulla loro stirpe. Giuseppe cade facilmente nelle maglie di questi racconti esoterici, impressionato dal fatto che molti membri della sua famiglia sono morti prematuramente o in circostanze non chiare.

Ogni episodio di questo romanzo ha una doppia lettura: il piano razionale degli eventi si intreccia con quello ultraterreno sostenuto dalle tematiche pseudo-religiose dei racconti di Eva. Il protagonista finisce in carcere, accusato di furto e sospettato dell’omicidio di Eva. Un insieme di accadimenti fortuiti e la tenacia di Livia riescono a rimettere in ordine i tasselli di un puzzle ben congeniato: dietro ad ogni fatto si cela il piano escogitato da Filippo ai danni del collega. Alla fine Filippo viene arrestato. Coprotagonista di questa storia è la città di Roma con la sua bellezza e le persone che la popolano. Prima fra tutte il senzatetto Constantin che accompagna il protagonista in molte peripezie e che con il suo senso pratico lo tiene ancorato alla realtà.

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Leggi tutte le lettere inviate in “Acchiappami (se ci riesci)”

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EDIT: Cristina, molto diligentemente, prima di scrivere la sua sinossi ha spulciato tutto quello che avevamo detto e scritto sull’argomento. Tra le altre cose ha letto e apprezzato il guest post di Marco Amato (Acchiappami – Consigli sulla lettera di presentazione) nel quale è citata la lettera che Nicholas Sparks mandò agli agenti per spingere il proprio romanzo. Purtroppo non l’ha potuta leggere: Marco aveva trovato un link con la lettera, nascosta nel sito di Sparks, ma Nicholas (o forse Sperling & Kupfer, che ne curano il sito italiano) nel restyling l’hanno rimossa. Marco ha recuperato i consigli di Nicholas (che pubblicherò domani, in un post apposito) ma la lettera pare perduta. Mi rivolgo dunque ai lettori del blog: qualcuno, tra di voi, l’ha salvata? Se così fosse, potremmo (ri)metterla a disposizione di tutti…

Grazie mille,
Michele

Miniplot #8


wiaw-feel-typing

 

L’esercizio di oggi è il Miniplot: si tratta di scrivere non più di qualche riga, che cominci con l’incipit che vi segnalerò. Una menzione d’onore a chi saprà scovare da quale libro io abbia tratto la frase che diventa il nostro punto di partenza.

L’incipit di oggi è: “Quando scoprii che sarei stato mortale come mio padre”…

Il mio miniplot è: Quando scoprii che sarei stato mortale come mio padre avevo da poco compiuto cinquant’anni. Sarà stata la cifra tonda. O forse il rendermi conto che avevo un mare di acciacchi che non erano più casuali e ricordavano troppo da vicino quelli di cui lui si era sempre lagnato. Soprattutto, la consapevolezza che il buco che aveva lasciato non si sarebbe riempito, profondo com’era per colpa di tutte le cose che aveva usato in vita e che adesso se ne stavano lì, in casa, a prendere polvere. A mostrarmi, per differenza, il calco delle mani che non le stringevano più.