“Just write”: perché è importante scrivere


Oggi ho letto un interessante articolo di Penna Blu con una lista di metodi per inventare storie. È sempre interessante vedere come un altro scrittore approcci il problema: dopo tutto per me la scrittura — e la costruzione di una storia, soprattutto — sta diventando una costruzione con i LEGO®: man mano che mi impratichisco con la cosa non si tratta più di inventare sempre tutto da capo, riscoprendo ogni volta la ruota.

Adesso sta diventando più facile usare personaggi dal carattere più sfumato. Oppure costruire storie dentro le storie: mi hanno sempre affascinato quei libri in cui ci sono molteplici piani di lettura. Anche se la lista di 12 metodi fa molto americano e segue perfettamente i dettami degli analisti di blog sbandierati a fine anno (con il solito elenco di regole più o meno fantasiose) io non mi ci trovo.

Sarò il solito Bastian Contrario, credo. Ma più che nei metodi in sé non mi trovo in quella critica finale al “Just Write”. I metodi non sono altro che tecnica: trovare un’ambientazione piuttosto che un’altra non mi fa certo venire un’idea: inutile pensare all’arredamento se non ho neppure i muri. Dopodiché sono d’accordissimo sul fatto che l’arredamento può trasformare gli stessi muri in ambienti molto diversi, da repellenti ad accoglienti fino ad arrivare al paradiso.

Rimane il fatto che senza muri non si va da nessuna parte. E “Just Write” per me non significa altro che mettersi alla tastiera e tirare su una fila di mattoni. Anche se non ho un progetto. Oppure ce l’ho ma all’improvviso è diventato da fantastico a schifoso. Fa lo stesso. A differenza del muro di mattoni un pezzo scritto lo posso spostare più facilmente; se scrivo storie su più livelli quello che ho scritto lo posso traslare da un piano all’altro. Oppure può servirmi solo per pensare e fare chiarezza dentro di me; completato questo (fondamentale) compito, si butta via. Qualcuno asserisce che lo scrittore si vede non da quello che produce, ma da quello che scarta.

E allora “Just Write”: anche se significa scrivere una specie di flusso di coscienza, mio o di un personaggio non importa. Tanto sono io comunque, e la scrittura serve anche per scavarsi dentro. O per togliersi un sassolino dalla scarpa. Al limite metto in bocca al personaggio i miei dubbi sulla storia e sul suo sviluppo: anche questo crea suspense nel lettore che intanto si pone le stesse domande (invece di chiudere il libro). Ed io ho un po’ di tempo in più per inventare una risposta 🙂


A proposito di LEGO: proprio mentre pubblico salta fuori da Twitter questo post di Rizzoli. Il mondo è veramente strano, a volte…

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5 pensieri riguardo ““Just write”: perché è importante scrivere

  1. Avrai letto su Penna Blu che in fondo la penso proprio come te.
    E’ il mio tipo di approccio, o sarà che non ho mai avuto un blocco.
    Se devo scrivere, scrivo… Le cose sono già dentro di me.

    Moz-

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    1. Benvenuto 🙂
      Il mio pensiero guida è il vecchio detto: il genio è 1% ispirazione e 99% traspirazione. Posto che a me fa difetto proprio quell’1%, non mi rimane che la traspirazione. Ci sono momenti in cui viene più facile, ed altri meno. Però anche atleti famosi (e strapagati!) non sono sempre al top della forma. E anche Michelangelo (un genio a caso dal mazzo) lavorava su commissione e non su ispirazione.
      E se lo faceva lui che aveva anche l’ispirazione dalla sua… vuoi che non lo possiamo fare noi? 😀

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      1. Magari Michelangelo era sempre ispirato e veniva semplicemente pagato per la sua eterna ispirazione… che ne sappiamo 🙂
        E’ come se ti pagassero per scrivere su questo o quel giornale, ma alla fine tu scriveresti comunque! XD

        Grazie per il benvenuto, mio omonimo!! 🙂

        Moz-

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        1. Sono abbastanza sicuro che non fosse sempre ispirato 🙂
          Ma sono sicuro che tutti i giorni avesse voglia di scalpellare un pezzo di marmo XD
          Spero di riaverti qui… e intanto mi faccio un giretto da te. Ho visto che hai molta più storia di me alle spalle!

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          1. Magari sempre al massimo dell’ispirazione no, intendo come stato di grazia, però secondo me ha sempre avuto qualcosa da dire (era un genio, quindi era sempre qualcosa di geniale XD)

            Beh, allora ti aspetto da me, qui ci ripasserò volentierissimo data l’accoglienza 🙂
            Sì, sono attivo dalla fine del 2006, il blogging mi piace molto!

            Moz-

            Mi piace

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