Iperromanzo/2. Iperlibri: un esempio che funziona.


Continuiamo il discorso iniziato sabato scorso e partiamo subito dal vedere qualcosa che fa esattamente quello che dico. Ricordo, per chi non avesse voglia di rileggere, che stiamo parlando di iperromanzi, cioè di romanzi che non abbiano uno svolgimento lineare ma che siano composti di parti legate con un ipertesto.

Per cominciare diciamo subito che si può anche fare sulla carta, ma è una pesantezza terribile. Ho letto libri a scelta (se vuoi che il protagonista faccia così vai a pagina 50; se vuoi che faccia cosà vai a pagina 73) ma sono una palla, per usare un francesismo. Si leggono, ma sono scomodi. E poi, sfogliandoli per arrivare alla pagina di destinazione, vedevo passare delle cose interessanti e mi fermavo a leggere a caso. Insomma, se non si è capito, l’esperienza non mi è piaciuta.

Questo ci dice che serve un ereader per fruirlo al meglio, cioè quello che stiamo cercando è un ebook. Ci sono diverse case editrici che propongono solo libri digitali: su equiLibri digitali trovate un elenco oltre a due righe che raccontano su quale mercato lavorano.

Per farvi vedere cosa funziona ottimamente in digitale vado a prendere un “iper” che però non è un romanzo: Qui Siria pubblicato da QuintadiCopertina. Se date un’occhiata vedrete che è un ottimo testo, pieno di riferimenti ed approfondimenti. Ma non racconta esattamente una storia: alla fine non si scopre un assassino.

Sul web si potrebbe dire lo stesso di Wikipedia: ci sono i link. Si naviga. Spiega. Ma non racconta.

Nel mio piccolo ho anche io un esempio che funziona: tanti (troppi?) anni fa ho deciso di tenere un diario. Una cosa normale, per un ragazzo giovane. Però ero un giovane nerd, all’epoca. Potevo avere un diario di carta? Ovviamente no.

Usando un programma chiamato Toolbook, costruii un diario ipertestuale. Le varie sezioni non cominciavano con la data, ed oggi non saprei dire neppure in quale anno siano accadute le situazioni che racconto. Ancora oggi, però, mi diverto a rileggerlo — anche se è complicato farlo perché non è scritto in html (Barners Lee ci stava ancora ragionando su al CERN, direi).

Il suo difetto? Ancora una volta: non è una storia. Non ha un inizio, uno svolgimento, una fine. È solo una collezione di pensieri; le mie associazioni mentali — almeno quelle che facevo in quei giorni — sono rimaste condensate sotto forma di link. Sono solo tante “fotografie”: messe insieme raccontano un paesaggio. Raccontano uno stato d’animo complessivo. Ma alla fine non scopri chi sia l’assassino.

***

Leggi tutte le pagine del progetto.

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9 thoughts on “Iperromanzo/2. Iperlibri: un esempio che funziona.

  1. Michele, infatti Qui Siria, è un reportage giornalistico e non un romanzo. Un racconto della storia “in divenire”. Quindi non può avere un finale del tipo “chi è l’assassino”. Un inizio ce l”ha però, il 7 marzo 2011, quando sono sbarcat a Dalasco. E anche uno svolgimento (anche se non lineare) perché racconto la Siria dall’inizio delle rivolte (metà marzo 2011) fino ad ottobre 2013 (chiusura bozze). E l’ipertesto, come sottolinei, è indispensabile in narrazioni così complesse: permette appunto di documentare il lettore senza appesantire il testo. E un e-book permette comunque di continuare la narrazione dei fatti. Anche se, purtoppo, per scrivere il finale sulla Siria ci vorrà ancora molto tempo.Antonella Appiano

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    • Benvenuta 🙂
      Sono veramente felice ed onorato che tu abbia commentato qui. “Qui Siria”, in effetti, è riportato come un esempio “che funziona”: l’ipertesto, per la sua capacità di approfondire, è fondamentale. Come è anche un fatto (triste) che la Siria – come tutti i posti dove c’è la guerra – non abbia ancora il giusto finale che tutti meritano: e vissero felici e contenti.
      Io invece, nel mio piccolo, sto cercando di capire in quale modo si possa costruire un romanzo. Cioè una storia inventata, autoconclusiva, e che permetta al lettore di esserne parte attiva. Una cosa molto diversa, ed anche molto meno importante, di quella che hai realizzato tu.
      Ancora complimenti e spero di rivederti tra queste pagine.

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      • Grazie 🙂 e grazie per l’attenzione al mio “Qui Siria”. Un ebook del genere è ancora poco capito in italia. Dici “ebook” e la gente pensa a una semplice trasposizione in digitale di un cartaceo. Invece può essere molto di più. E mi ha richiesto l’impegno di scrivere “pensando” in modo diverso, seguendoun altro filo conduttore. Anche perché, prima, avevo sempre pubblicato in carta. Il progetto, pensato con Quintadicopertina, è nato proprio con lo scopo di cercare di spiegare la guerra siriana. Senza schede, timetine, mappe interattive, ipertesti sarebbe stato impossibile. O molto noiso, come scrivi giustamente. Un obiettivo divulgativo, quindi. Interessante il tuo spunto sulla possibilità di scrivere un romanzo con la tecnica dell’ipertesto.Perché no? Non credo che un romanzo sia meno importante di un reportage giornalistico. Perché l’importante è raccontare storie. Ci rivedremo certo.A presto! Antonella

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  2. Pingback: Ipertesto: Qui Siria un esempio che funziona di Michele Scarparo - Con bagaglio leggero

  3. Navigando son capitato qui… e sei finito nei preferiti 🙂

    Ancora non ho letto tutto, ma voglio offrire una mia considerazione personale.

    “Lo scoprire l’assassino” è proprio del romanzo sequenziale, perché l’autore, pagina dopo pagina, ci porta a conoscere via via gli indizi, e, come in un gioco, ci mettiamo in gara con l’autore per essere per primi noi a conoscere il nome dell’assassino, prima della necessaria rivelazione dell’autore… ma tutto questo accade sequenzialmente…

    In un ipertesto, quasi mai io seguo la trama lineare, anzi seguo i link per istinti, e paradossalmente potrei perdermici dentro e non arrivare mai a “scoprire l’assassino”… o lo potrei trovare subito… perdendomi il viaggio…

    L’iperromanzo è però concettualmente simile alla classica avventura testuale… Zork anyone? 🙂

    E ci sono degli strumenti per programmare questi “giochi” che altro non sono che romanzi ipertestuali con multipli finali…

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    • Ciao e benvenuto 🙂
      Sono contento che tu abbia apprezzato. L’avventura e la programmazione purtroppo sono escluse dai lettori attualmente in commercio per ebook: questi dispositivi, infatti, non eseguono neppure javascript.
      Noi abbiamo pensato quindi di spostare i diversi percorsi nel “gusto” della storia: la trama rimane la stessa con un unico finale, ma a seconda delle scelte il lettore avrà un romanzo più rosa oppure più d’azione.
      A risentirci tra queste pagine 😉

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