Una settimana da brividi


Questi ultimi giorni sono stati interessanti. Mi sono trovato alle prese con due racconti per me “fuori standard”: Il Barone Otto e Buio. Dato che uso i “Consigli di scrittura” anche per sperimentare la mia capacità di scrivere in situazioni che non sempre siano quelle che prediligo, credo che dovrei trarne più di una indicazione.

Partiamo dalla fine. Buio si presenta in home page con un disclaimer, cosa assolutamente inusuale per me. Dato che di solito, sul blog, scrivo pagine che vorrebbero strappare un sorriso, mi era sembrato doveroso avvisare chi legge che quello non era uno dei soliti pezzi. Inoltre, a post fatto, ero anche curioso sul risultato. Si sa che non c’è miglior modo di indurre qualcuno a fare qualcosa se non proibendoglielo.

E invece siete stati proprio bravi: avete letto i cartelli e deciso se entrare oppure no. Infatti ci sono stati meno accessi del solito a quella pagina. Questo mi ha confermato che ho la fortuna di avere lettori sopra la media.

Andando al nocciolo della questione, invece, ho ottenuto mediamente due risultati opposti a quelli che cercavo. Con Il Barone Otto volevo una cosa più simpatica: l’idea era di stare a metà tra Dracula e la favola di Rodari C’era due volte il barone Lamberto. Il risultato è stato che in diversi lo avete etichettato come “inquietante”. Specialmente il ricorso ai comportamenti ripetitivi è stato fastidioso per alcuni e tranquillizzante per altri; in un caso o nell’altro è stato comunque un particolare che ha colpito.

Per Buio il mio punto di partenza è stato Misery. Ho letto diversi romanzi di King, però il genere horror non è il mio preferito e credo si sia visto bene. A qualcuno è piaciuto, così com’è. Qualcun altro mi ha detto che non ho osato abbastanza. Il che è assolutamente probabile: ho evitato il più possibile lo “splatter” mentre mi sarebbe piaciuto molto farvi sentire il suono del trapano del dentista. Ma forse è un suono che da fastidio solo a me. 😉

Entrambe le storie, viste dal mio punto di vista, hanno comunque un elemento in comune: sono troppo corte: in entrambe ho faticato per stare nella solita paginetta di Word. Io per primo non amo leggere a video storie troppo lunghe: è faticoso per gli occhi ed anche per la testa, a mio parere. E quindi il limite di una pagina mi è sempre sembrato un buon compromesso.

Solo che una barzelletta sta in poche righe. Così come una frase toccante sull’amore o sulla solitudine. Un’emozione più complessa, che magari ha bisogno di essere costruita, come la paura, no. Di sicuro bisogna essere molto più bravi di come sono, però a memoria non ricordo frasi, aforismi o citazioni varie che mettano i brividi. Se invece ne conoscete mi piacerebbe che me le inviaste.

La cosa davvero interessante sarebbe chiedere ad uno scrittore bravo — sempre King, per rimanere in tema — di scrivere la storia paurosa più breve di cui sia capace. Allora probabilmente si vedrebbero bene tutti i meccanismi che usa senza che sia in grado di nasconderli, diluiti dentro pagine e capitoli. Ma non lo farebbe mai: dubito che svelerebbe così i suoi segreti! 😀

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3 thoughts on “Una settimana da brividi

  1. Sono andato a leggermi Buio, quel post mi era sfuggito!!
    Molto bello, ritmo incalzante.

    Quanto ai segreti, dubito anche io che King li svelerebbe, tranne il suo segreto peggiore: esagerare sempre :p

    Moz-

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