Iperromanzo/4. E adesso su le maniche.


Finalmente posso fare anche io come Douglas Adams: questa dell’iperromanzo è diventata una tetralogia in cinque post. Abbiamo fatto un po’ di teoria sulle storie non sequenziali, abbiamo visto alcuni esempi di iperlibri che funzionano ma non sono romanzi, abbiamo analizzato e poi approfondito il parallelo tra la struttura di un (iper)libro e quella di un labirinto. E adesso?

Adesso non ci resta che rimboccarci le maniche.

Abbiamo visto che un labirinto a rete non è fruibile su un ereader. Per lo meno su quelli attuali. Quindi dobbiamo, anche se a malincuore, scartare le soluzioni più complesse. Che sono – ovvio! – quelle più appetibili. Ci sarebbe anche la possibilità di gestire un minimo la cosa: ad esempio, potremmo cercare di simulare il fatto che le pagine del nostro iperromanzo tengano conto delle scelte del lettore; il modo più immediato di farlo è duplicare interi brani/capitoli da dislocare in sentieri di lettura diversi. Però questo implica un complessità non banale in fase di realizzazione (come minimo i refusi si moltiplicano…) e non garantisce poi una così grande libertà di manovra. La soluzione è già stata tentata senza grandi ritorni in “Chi ha ucciso David Crane?” (vedi iperromanzi”).

Un altro problema potrebbe derivare anche dal fatto che i lettori elettronici non impediscono di fruire comunque gli ebook in maniera sequenziale; la cosa non è grave di per sé, ma vi divertireste in un labirinto le cui pareti sono porte che vi permettano di attraversarlo senza sforzo?

Come dice Sherlock Holmes, una volta eliminato l’impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, dev’essere la verità. Quindi abbiamo sostanzialmente tre tipi diversi di iperromanzi, tutti realizzabili senza doversi arrampicare sugli specchi:

Il romanzo “didascalico”

Prendete i Promessi Sposi, per fare un esempio. Manzoni fa molte digressioni (oggi si chiamerebbe infodump, ma questo è un altro discorso) nelle quali racconta la vita al tempo di Renzo e Lucia. Bene: perché non rendere la storia più snella e lasciare queste parti di approfondimento solo ai lettori veramente interessati? Perché, in alternativa, non mettere racconti satellite “nascosti” ai lati e tra le pieghe del racconto principale? Una cosa a metà tra lo spin-off e l’easter-egg, volendo fare un paragone con serie tv e programmi per computer.

Il romanzo a scelta

Questo sarebbe un labirinto ad albero classico. Istituzionale, mi verrebbe da dire. Ogni volta che l’autore immagina una scelta deve, da quel punto in poi, costruire due storie parallele. Un lavoraccio, lo so. Significa esplorare tutto l’universo del possibile legato ad un possibile punto di partenza. Anche quello che è più scomodo per chi racconta. Non importa avere mille scelte, ma già tre scelte binarie (del tipo aut/aut) fanno otto storie distinte. Una volta finito però, credo che possa essere molto soddisfacente sia per chi scrive che per chi legge.

L’importante, citando Ghostbusters, è non incrociare mai i flussi: gestire le implicazioni del collasso delle scelte effettuate in due rami distinti credo che garantirebbe dei mal di testa (a chi scrive, naturalmente) formato famiglia.

Il non-romanzo a rete

Questa non è una storia nel senso classico del termine. Potrebbero essere molte piccole storie diverse, molti racconti, che si incrociano. Che hanno rimandi sottili (ma anche no) tra gli uni e gli altri. Non ha problemi particolari di struttura, se non per il fatto che la struttura stessa è come un ulteriore racconto, quello che da il senso a tutti gli altri. Ci potrebbe essere nascosta una morale. Oppure, costruendo la rete come un albero, si potrebbe dare l’impressione che si voglia suggerire una soluzione. Non sarà così, almeno formalmente. Ma chi scrive potrebbe usare il non-detto tanto quanto l’esplicito per suggerire al lettore un ideale punto d’arrivo.

E adesso su le maniche.

Se non si è capito, la mia prediletta è la terza. Mi piacerebbe molto cimentarmi con una cosa così. Non saprei neppure io come definirla: “cosa”, per ora, mi sembra un buon termine.

So che in diversi vi siete appassionati al tema. E voi? Cosa ne pensate? Avete idee alternative? Soluzioni diverse e percorribili?

***

Leggi tutte le pagine del progetto.

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10 thoughts on “Iperromanzo/4. E adesso su le maniche.

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