Iperromanzo/5. Un’idea: la mia.


Nella mia blanda scaletta, questa settimana di vacanza dai Consigli di Scrittura avrebbe dovuto essere dedicata per la maggior parte del tempo alle favole ed a Rodari. Invece l’iperromanzo ha finito per assorbire quasi tutto lo spazio disponibile, con l’eccezione — doverosa — della festa del papà.

Sono stato un po’ preso alla sprovvista da tanta attenzione ad una cosa che, mi sembrava, fosse una mia piccola riflessione ad alta voce. Mi hanno contattato diversi tra gli autori citati e con diversi di voi si sono sviluppate discussioni sia qui che sui social. Molte riflessioni interessanti sono venute da Spartaco Mencaroni che mi ha, ancora una volta e non per colpa sua, messo in rotta di collisione con Calvino.

Ultimamente, per molti motivi diversi, mi sono spesso trovato a confrontarmi con Italo Calvino: con le sue lezioni americane, con la sua idea di iperromanzo ed anche con la sua idea di trama combinatoria. Purtroppo per me, la scuola ha fatto il suo dovere ed io non ho mai avuto neppure la tentazione di leggere una riga di quelle che ha scritto. Così adesso mi trovo sull’orlo di un grande precipizio che sto riempiendo, giusto per non caderci dentro, a paginate di wikipedia e saggi vari sull’argomento trovati in rete. Non è così, che si fa, lo so. Però ho un po’ di urgenza: mi dispiacerebbe molto rispondere tra sei mesi a chi spende del tempo per commentare ai miei sproloqui.

Prometto a tutti che colmerò le mie lacune in modo più coscienzioso; intanto ho cominciato a seguirlo su Twitter (@Calvino_Italo). Non è molto, ma da qualche parte bisognava pur cominciare. 😉

Adesso provo a raccontarvi l’idea che ho io; quella che se oggi avessi tempo mi metterei a disegnare sulla carta. Dico disegnare perché la cosa più complicata di tutte, in questo progetto, sarebbe la struttura dei link. Più difficile della stesura dei testi. Più fondamentale della trama. Questo oggetto vago, che nessuno potrà leggere ma che tutti useranno (ed il termine è fondamentale) è la portante che condurrà il lettore dall’inizio alla fine dell’iperromanzo. Cioè dalla pagina 1 (che ci sarà per forza) fino all’ultima: quale che sia, nel senso che neppure io saprei quale sia.

Disegnandolo otterremo un grafo orientato, per essere precisi. Navigando all’interno del grafo, i link dovrebbero condurre, obbligatoriamente anche se non in maniera coercitiva, verso alcuni nodi che penserei come più o meno conclusivi. Nel disegnare questo oggetto va tenuto conto che, probabilmente, ci saranno dei percorsi che saranno scelti con una preferenza maggiore, mentre altri rimarranno lì, a disposizione dei lettori più intrepidi o più coinvolti. Va inoltre tenuto conto che gli ebook sono fatti per essere sfogliati come un libro, e quindi i nodi vanno disposti in un ordine che abbia senso anche se decidessimo di stampare il nostro iperromanzo su carta.

Ogni nodo lo vedo come una storia. Un piccolo racconto auto-conclusivo; una specie di fermo immagine. Il senso della storia lo dà il navigare, tanto quanto lo scorrimento di immagini statiche da senso al cinema. Le storie che ho in mente potremmo pescarle, ad esempio, dai Consigli di Scrittura. Prendendo “7 e 40. Anzi: 41” e “7 e 40. L’altra faccia della medaglia.” abbiamo due storie.  Hanno almeno un punto di contatto: una identità spazio-temporale. Potremmo avere una collezione di storie così; ambientate in luoghi più o meno contigui ed in tempi più o meno consecutivi. Però tutte legate da almeno un punto di contatto: il protagonista, un’emozione, un luogo, un tempo e così via.

I punti di contatto sono i link da attraversare; quelli che permettono a chi legge di seguire le storie anche per associazione mentale. Esattamente come il nostro pensiero è un flusso di coscienza per associazioni; e, di associazione in associazione, ci porta nei meandri più strani della nostra mente.

Ecco: questa è l’idea che ho. Dal poco che ho letto e capito ci sono dentro concetti di molta gente brava davvero: Joyce, Calvino, Borges per dire i primi tre che mi vengono in mente. Il risultato non è un videogioco oppure una storia “a scelta”. È un’altra cosa; però, prima o poi nella vita, mi piacerebbe proprio vederne il risultato finale.

***

Leggi tutte le pagine del progetto.

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7 thoughts on “Iperromanzo/5. Un’idea: la mia.

  1. Cosa posso dirti, il progetto è di certo ambizioso!
    E sicuramente anche molto intrigante!
    Mi fai scatenare con la fantasia… penso ad esempio che opere del genere possono essere le opere in corso. Magari ricche di spunti per far ricerche, magari che necessitano di forum di discussione… Qualcosa che comunque non è più sotto il totale controllo dello scrittore.
    Ecco, magari invece si potrebbe fare che anche un forum di discussione sia sotto il suo controllo, e di tot in tot lì vengano fornite delle cose nuove. Come un gioco, un romanzo da vivere attivamente.

    Moz-

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  2. Certo che è una calvinata bella e buona… ma pure Baricco, checche se ne dica, ci ha messo del suo… certo un’emozione come punto di contatto è labile, ci vorrebbe qualcosa di primordialmente tangibile.. ma si potrebbe tentare. Ed il tutto grazie a Moz. Punto di contatto universale. 😉

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    • Buongiorno e benvenuto 🙂
      Ma che bello: “calvinata”! Adesso cerco di organizzarmi e nel giro di un paio di settimane provo a lanciare una chiamata alle armi 😉
      Certo che Moz, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo 😉

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  3. Ci sono stati progetti simili, di romanzi scritti da più persone in rete, anche conclusi di recente. Il problema secondo me è far rimanere accesso l’entusiasmo sia di chi scrive che di chi legge… Io avevo una idea simile, ma lievemente diversa per quanto riguarda l’associazione di idee, che spesso c’è stata anche qui nel tuo blog.
    MI piace questa cosa, sento palpabile il desiderio di attuarla, di coinvolgere e di fare. E’ bello e mi interessa vedere come la svilupperai. Io ho qualche mia idea, ma sono curiosa.. come al solito ehehe! Bravo Michele, attivo e produttivo! 😀
    E’ bello leggerti. Anche l’idea di Moz mi piace..

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