L’iperromanzo non è un romanzo


Oggi scriverò poche righe: giusto una nota per ragguagliarvi sullo stato del progetto “La Calvinata”.

Prima di tutto la decisione di introdurre situazioni “trigger”, cioè ambientazioni oppure parole che introducano oppure identifichino l’esistenza di un link. Questo dovrebbe aiutare chi legge ad identificare meglio l’esistenza di un collegamento che porti da un’altra parte del racconto, al di là del fatto che poi il segno sia visibile anche graficamente. Giusto per chiarire il concetto è l’uso del telefono che viene fatto nel film “Matrix”: quando sente squillare l’apparecchio, lo spettatore sa che si stanno per mettere in comunicazione il mondo reale con quello simulato.

Anche la definizione di una possibile trama ha fatto qualche passo avanti: usare le funzioni di Propp dà la garanzia di avere uno svolgimento appassionante, anche se in realtà, al termine, l’impressione sarà forse quella di aver letto una raccolta di racconti piuttosto che un romanzo. La pratica di spezzare una storia è comunque piuttosto comune: basti prendere un qualsiasi romanzo epistolare oppure “Mondo piccolo” di Don Camillo. In entrambi i casi si troveranno molte piccole storie che, lette una di seguito all’altra, danno comunque l’impressione di essere un unico racconto.

Infine una notazione di carattere tecnico, se così si può dire. Scrivere un iperromanzo è molto diverso dallo scrivere un libro — da cui il titolo di questo post. La costruzione di un’intelaiatura per la trama passa in secondo piano mentre assume grande importanza la struttura “fisica” della storia. In questo senso siamo molto più vicini alle metodologie di lavoro che accompagnano lo sviluppo di un software o di un sito piuttosto che al lavoro normale di chi scrive.

Non fatevi spaventare da tanta teoria e paroloni: anche se non sembra stiamo producendo una specie di videogame che non avrà bisogno di una playstation per essere giocato. Vi invito ancora una volta a fare un giro sul blog del progetto http://calvinata.blogspot.it e, magari, ad aderire. L’unione fa la forza e tante penne danno al collettivo — o alla cooperativa, come mi piace chiamarla — una forza che nessuno di noi possiede singolarmente. Se ci sono aspetti poco chiari domandate e qualcuno sicuramente risponderà ai vostri dubbi.

Buona domenica e ci vediamo sulla “Calvinata”!

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2 pensieri riguardo “L’iperromanzo non è un romanzo

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