Abracadabra


Ci sono stati molti post interessanti questa settimana. Tanti spunti che meriterebbero ciascuno (almeno) un momento di riflessione dedicato. Oggi, tra le diverse opzioni, voglio provare a concentrarmi su due pensieri convergenti su cosa significhi scrivere. Il primo viene da “Sono (e) dunque scrivo” di Martina Melgazzi ed è una domanda tanto banale quanto centrale: “Come è possibile scrivere dal punto di vista di una persona che non sei tu? Come si può far nascere una nuova personalità dal nulla?” Il secondo viene da “startfromscratch” di Maria Di Biase che, partendo dal fatto che gli scrittori spesso non leggono (e sbagliano), finisce per parlare del perché uno scrittore scriva.

Lo scrittore è uno di quei mestieri che hanno un’aura mistica per cui nell’immaginario collettivo non è più un lavoro: è una figata (nel senso crozziano del termine). Certamente non è così: qualsiasi lavoro, fatto per lavoro — se mi perdonate il pasticcio di parole — non è divertente. Le cose più belle ripetute fino alla noia stancano. Doversi alzare la mattina con l’angoscia di terminare una storia, perché il contratto impone oggi come scadenza, non rende la giornata speciale, ma solo stressante. Di sicuro esistono mestieri peggiori, senza neppure dover fare un grande sforzo di fantasia. Ma, come tutti i lavori, anche questo ha i suoi lati negativi. Altrimenti si chiamerebbe “hobby”.

Sono certo quindi che chi scrive per campare, per poter pagare le bollette ed il mutuo, trovi parecchio fastidioso l’esercito degli amatori che spingono in nome dell’arte o di un qualche ideale, vero o presunto che sia. Certo non basta puntare la sveglia tutte le mattine alle otto e sedersi davanti ad una tastiera per essere scrittori. Serve ben altro. Però capisco bene Jack London quando afferma: “Perciò ficcate di nuovo la testa fra le nuvole e lasciateci in pace.”

Questo piccola premessa molto prosaica, secondo me, serve bene per capire invece quale sia il mestiere in questione: lo scrittore è un mago. Meglio: un prestigiatore. Costruisce inganni per professione; inventa stratagemmi dove la mano è più veloce dell’occhio. Ecco perché il titolo di questo post è “abracadabra”: rappresenta la magia che ti fa guardare un trucco, rimanere a bocca aperta e dire: “Wow! Come avrà fatto?”

Scrivere significa costruire un magnifico marchingegno ad orologeria, che dovrà essere mosso dalla fantasia di chi legge. Significa mettere in fila delle cose “facili” come le parole, perché chi legge, anche se ha davanti un foglio, in realtà veda delle montagne. Una battaglia. Annusi il profumo di un fiore. Oppure veda accadere cose che neppure a Hollywood riescono a far apparire in un film.

Scrivere significa costruire fantastiche diavolerie degne di Wile E. Coyote (magari con risultati migliori) in cui un’ambientazione si spinge su una scena, che fa muovere un personaggio, che dice una battuta che infine, ci fa sorridere. Oppure piangere.

Quando uno scrittore invece scrive per il gusto di sentire la propria voce, perché pensa di avere qualcosa da insegnare al mondo, oppure perché pensa che tanto basti essere originali (o strani) per avere ragione si sta dimenticando che questo è un mestiere che si fa in due: uno da una parte della tastiera e l’altro dall’altra parte del foglio.

Vendere dei libri aiuta. Fare delle comparsate, o delle serate da qualche parte, fa aumentare il conto in banca. Sono cose importanti, di sicuro. Con lo stomaco vuoto è assai dura scrivere. Però, appena al di sopra di questo, gli occhi lucidi d’emozione di chi legge la tua storia non hanno prezzo.

Ecco perché chi scrive fa la magia di far apparire una vita che lui non ha mai vissuto fino a giocare a fare Dio, inventando persino universi interi. Solo per questo motivo: abracadabra.

Solo per sentirsi dire: “Wow! Come hai fatto a farlo?”

Annunci

2 pensieri riguardo “Abracadabra

  1. Ciao. Se parli di scrittori professionisti sono anche d’accordo con te. Le scandenze, i contratti… tutte cose che in fondo faranno bene al portafoglio ma di certo fanno male alla vena artistica. All’ispirazione. In fondo l’ispirazione non si compra. Si ha. Si affina con l’esperienza. Ma nessun negozio la vende.
    Credo anche che scrivere per mangiare, nel senso letterale della parola, sia molto difficile e non renda poi granchè a meno di fare le comparsate di cui tu parli. Opure, a meno di non essere Steven King o Umberto Eco (tra l’atro insegnava, ora credo sia pensionato)
    Se ti riferisci a persone che come me scrivono per diletto, è prima di tutta una cosa personale. Un piacere intimo. Quasi una necessità. Se poi, ci si ritrova ad avere lettori fissi, lettori che vengono e poi tornano e commentano, certamente il momento della condivisione è ancora più piacevole. Ed essendo più piacevole, invoglia a fare sempre di più e sempre meglio.
    Sul fatto che comunque uno scrittore, professionista o dilettante sia un prestigiatore concordo. Fa magie con le parole. Crea e disfa storie e personaggi. Ci mette del suo intimo e personale e della sua fantasia. Usa il pc come un cilindro, però, invece del coniglio bianco, esce una storia.
    La cosa che non mi piace è scrivere perchè si crede di avere qualcosa da insegnare. O sei uno storico, uno scienziato e scrivi qualcosa inerente alla tua specialità, oppure… accontentati di scrivere qualcosa di bello, di interessante. Qualcosa che lasci il segno. Se poi il lettore ci vede un insegnamente, ancora meglio.

    Mi piace

    1. Grazie e benvenuta 🙂
      Sì: ero partito proprio dai professionisti perché molti dell’esercito di cui facciamo parte, da quanto posso vedere, immaginano lo scrittore professionista come appartenente ad un mondo dorato. Cosa che in realtà, non è. Anche grandi come Eco non hanno mollato un lavoro “sicuro” per scrivere.
      Per il resto siamo sulla stessa lunghezza d’onda: io credo che scrivere sia fare un piccolo gioco di prestigio. Forse neppure tanto piccolo.
      Non per insegnare. Non per lanciare messaggi. Questa è una cosa che proprio non mi piace…

      Mi piace

Lasciare un commento è sempre una buona idea!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...