Se una notte d’inverno un viaggiatore


Ebbene sì: ho fatto il grande passo ed ho cominciato a leggere Calvino. Ho sempre avuto, a torto o a ragione, una certa diffidenza verso i moderni, sia per quanto riguarda gli scritti che comunque verso le arti in genere. Di solito il mio limite è all’altezza del liberty: superate quelle colonne d’Ercole, di solito fatico ad orientarmi e, quindi, a capire. Senza capire perdo anche il gusto estetico e l’arte, per così dire, mi si svapora tra le mani. Il mio non è un limite assoluto, ovvio, però diciamo che rende abbastanza bene le mie percezioni in materia.

Complice il progetto dell’iperromanzo, però, mi sono trovato a più riprese di fronte a Calvino. Poiché sono molto curioso, non ho potuto sottrarmi al comperare un libro che ho finito per divorare nei (pochi) momenti liberi. Il titolo scelto, dopo diversi ripensamenti, è stato “Se una notte d’inverno un viaggiatore”.

Devo dire che mi sono divertito moltissimo a leggerlo; non che sia — apertamente — un libro comico, ma ci sono molte cose, dette dall’autore direttamente al lettore, che sembrano indirizzate più a chi scrive che non a chi legge solamente. Il tutto mentre in secondo piano abbiamo come protagonisti un Lettore ed una Lettrice che cercano con ostinazione di finire un romanzo (che in realtà è il romanzo, cioè proprio “Se una notte…”) e sullo sfondo ci sono altri dieci romanzi, scritti con stili diversi.

È bello vedere Calvino dibattersi nello stesso tipo di problemi che stiamo affrontando nella Calvinata; vedere che tipo di soluzioni ha trovato e dispiacersi del fatto che lui avesse solo la carta davanti a sé: credo che si sarebbe molto divertito anche lui insieme a noi alle prese con un progetto del genere. Soprattutto il testo è pieno di echi che rimandano alla scrittura di storie per gli iperromanzi tanto che, da un certo punto di vista, se ne potrebbe quasi estrapolare un manuale. Ecco perché a me è rimasta fortissima l’impressione che lui abbia scritto soprattutto per gli scrittori, dileggiando anche, sia tra le righe che palesemente, certe idiosincrasie di autori, case editrici, tipografie ed infine lettori.

Un romanzo dalla struttura atipica che mi sento di consigliare in primo luogo a chi scrive, per il gusto fanciullesco di smontarlo e rimontarlo insieme con Calvino, per andare a caccia dei giochi di parole, per divertirsi insieme all’autore a “zompare” da un piano di lettura ad un altro: perché una delle cose più divertenti è che Calvino è un mago gentile: fa il trucco e poi ti racconta anche come ha fatto a farlo.

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8 thoughts on “Se una notte d’inverno un viaggiatore

      • Non sono lezioni noiose! Il titolo prosegue :”Sei proposte per il prossimo millennio” (la “leggerezza”, la “rapidità”, l'”esattezza”, la “visibilità”, la “molteplicità”) da far nostre nella nostra esistenza sciatta e svagata.
        Buon divertimento. Sono certa che il treno arriverà in orario, con il suo pensieroso viaggiatore.

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        • Sono certo che non lo siano; e poi, a parte qualche passaggio che definirei azzardato, mi diverte come scrive. Ho una lista piuttosto lunga di cose che vorrei leggere: le “lezioni” le ho messe vicino alla cima. Sul podio, diciamo. 😉

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