Magia al Polo Sud (EDS della Donna Camèl)


Questo esercizio di scrittura viene da un tema dato sul blog della Donna Camèl (mi raccomando l’accento) qualche tempo fa. Seguo questi EDS da qualche mese perché mi sarebbe piaciuto partecipare, ma tra i “Consigli”, la “Calvinata” e tutto il resto non ho davvero mai avuto il tempo materiale per farlo. Adesso però uno spiraglio s’è creato e così mi sono imbucato anche io in quella festa. Intanto che ci siete leggete anche i racconti degli altri partecipanti, mi raccomando!

Tramonti di Angela
La grande bolgia di Stefano
Il professore delle favole di Hombre
Pinocchio e Ciccciuzzu Babbaluci di Dario
Avventura al Policlinico de Il Coniglio Mannaro
Il morbo infuria e Bazar di Melusina
Madonna Segreta di Gordon
Temporale primaverile di Pendolante
Frammenti di vita di Lillina
I custodi del lunedì mattino di Marco
Di padelle ne è piena la storia di Pernonsprecareunavita
Spifferi di luce di Stefano
Alice nel paese dei cosplayer di Veronica

Il tema è:

  • 1 arcobaleno intero
  • 20 grammi di magia non di più
  • 1/2 tazza di personaggio letterario scappato da un romanzo, fumetto, film, canzone, videogioco o opera di fantasia in genere

Buona lettura.

***

Io so che se l’odore fosse visibile, come lo è il colore, vedrei un giardino d’estate nelle nubi dell’arcobaleno.
ROBERT BRIDGES

I piccoli cristalli di ghiaccio stavano lentamente accrescendo, negli strati superiori della troposfera. Le molecole d’acqua andavano via via aggregandosi in esagoni lucenti, senza che le persone, grandi come formiche sulla terraferma, potessero accorgersene. Circa diecimila metri più in basso, Giovanni guardava sconsolato la distesa bianca che lo circondava. La stazione di ricerca al Polo Sud non era certo un bel posto per viverci: era necessaria molta determinazione per rimanere così lontani da casa per così tanto tempo.

A tutti gli effetti passare l’estate australe là, aveva le stesse difficoltà logistiche di passare sei mesi sulla luna: era solo meno costoso il viaggio. Così anche lui, come gli astronauti, pensava che sarebbe stato più saggio non avere troppi legami nel mondo reale, con il lavoro che faceva. Perché più che un lavoro era una missione e di sicuro passava più tempo con i pinguini che in famiglia.

Si sa però che spesso il cuore è in perfetto disaccordo con i sillogismi del cervello: lui una ragazza l’aveva, a casa, e l’amava. Maria, questo il suo nome, l’aspettava pazientemente durante i lunghi periodi nei quali era assente. La cosa migliore, nonché la più straziante, era comunque l’esistenza di Internet: si poteva inviare o ricevere una mail con facilità ed essere vicini ad ogni istante ai propri cari; peccato che tanta prospicenza  fosse dotata della solidissima barriera del vetro del monitor, cosicché alla fine il potersi parlare diventava non dissimile a quanto devono provare i carcerati con i parenti in visita.

Giovanni quel giorno di dicembre, per il quale era inutile stabilire se fosse mattina o pomeriggio, si stava giusto crogiolando nella nostalgia di casa, come in un vecchio maglione che però è così liso che non si può più portare. Guardava fuori, attraverso gli occhiali protettivi, i pinguini sciamare in lontananza ed aveva cominciato, quasi senza accorgersene, a canticchiare “Over the rainbow” perché si domandava, come Dorothy del Mago di Oz, se ci fosse, lassù in alto, un posto in cui i sogni impossibili diventino realtà. Da qualche parte oltre l’arcobaleno, dove volano uccelli azzurri. Se ci volano felici gli uccellini, oltre l’arcobaleno, non posso volarci anche io?

Canticchiando aveva ripensato a Maria; aveva allora estratto il tablet e le aveva inviato una mail dicendole che avrebbe tanto voluto avere un arcobaleno, per poterci volare sopra e realizzare il suo desiderio di essere con lei. Incredibilmente, quasi per magia, anche lei doveva essere davanti al computer: gli rispose nel giro di un minuto che, davanti ai suoi occhi, c’era davvero un arcobaleno. Era persino intero, traversando da parte a parte tutto il cielo, e che lei si immaginava lassù, con lui.

da wikipedia

I piccoli cristalli esagonali erano intanto stati sospinti dal vento, che si era alzato forte e capriccioso, fino ad essere sul tragitto che compivano i raggi solari per giungere dall’astro fino a Giovanni. In quell’istante, mentre lui si meravigliava della singolare coincidenza, davanti a lui si andavano componendo diversi fenomeni dovuti alla singolare interazione di luce e ghiaccio: arcobaleni, pareli e cani solari. Così la magia si compì del tutto e lui poté risponderle che sì, anche lì c’era l’arcobaleno e che adesso stavano volando insieme, lassù, oltre l’arcobaleno, dove i sogni impossibili diventano realtà.

***

Leggi le altre puntate dell’EdS: Una settimana piena di colori

NdA: Questo post è stato scritto quando ancora non sapevo che avrei partecipato ai tempi supplementari dei “colori” di Donna Camèl. Letto insieme agli altri sette contiene una imprecisione: si dice che è “dicembre” ma, nel contesto degli altri post “colorati”, lo svolgimento dell’azione è presumibilmente marzo, subito prima del rientro.
Nonostante tutto, però, ho deciso di non cambiarlo per rispetto a chi lo aveva letto in origine.

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24 thoughts on “Magia al Polo Sud (EDS della Donna Camèl)

    • Ciao e benvenuto.
      Nella nostalgia ci si sta bene da soli, come in quei maglioni importabili ma che hanno addosso un sacco di ricordi. O almeno io la vedo così; anche se forse altri hanno altre sensibilità, in merito.

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  4. Pingback: I custodi del lunedì mattino | Il pendolo

  5. Pingback: Spifferi di luce | Pensieri strani...eri

  6. Recupero solo ora il tuo EDS, e mi è piaciuto molto. Hai reso bene il senso di solitudine e di distanza fisica tra i protagonisti, e la sensazione della “visita carceraria” è ben nota a chiunque sia costretto a comunicare con una persona cara tramite lo schermo di un pc. Per fortuna a volte, come in questo caso, vengono in soccorso gli arcobaleni 🙂 Bravo!

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  7. Pingback: Over the rainbow | Tratto d'unione

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