Una lettera (quasi) perduta


photo credit: Dan Coulter via photopin cc

Tiziana era appena rientrata ed era sola in casa. Il suo compagno era ancora al lavoro, come al solito; quella mattina aveva mangiato due biscotti e bevuto il caffè e poi era uscito. In silenzio, come al solito. Non c’era niente che veramente non andasse nella loro vita; avevano tutto quello che si può desiderare: un lavoro, una casa, degli amici.

Solo che, con l’andare del tempo, a lei era sorto il dubbio che la routine avesse depositato la sua patina grigia sulla loro unione: la magia di risvegliarsi insieme, nel tepore del letto, era andata svanendo. È difficile, dopo tanti anni passati uno accanto all’altra, mantenere la freschezza dei primi tempi; per riuscire in questa impresa titanica, serve un lavoro ed una dedizione costante che i problemi e le urgenze della vita piano piano erodono. Come il mare, anche la vita, un’ondata dopo l’altra, è in grado di far crollare scogliere di solida roccia.

Così Tiziana era sempre all’erta, a caccia di qualsiasi piccolo indizio che potesse indicare l’aprirsi di una crepa tra lei ed il suo compagno. Solo che gli uomini hanno una sensibilità diversa e capita che la stanchezza oppure una preoccupazione sul lavoro diano l’impressione di un distacco che non c’è. Una pausa, appena troppo lunga, prima di rispondere rischia di diventare la spia di un Dubbio. O, peggio ancora, di una Bugia. Il tono sbagliato, senza volerlo, di una frase finisce per sembrare un atto d’accusa.

Tiziana si era accoccolata sul divano, in attesa che anche lui rientrasse, in compagnia solo del pacco di posta appena ritirato dalla buca delle lettere. Stava lì, con l’anima in subbuglio, all’inseguimento di questi tetri pensieri. Rincorrere questi fantasmi — perché di fantasmi si trattava — l’aveva riportata di colpo ad un episodio accaduto molti anni prima, quando ancora lei ed il suo compagno non convivevano. Avevano litigato pesantemente e lei non ne aveva più voluto sapere, di lui, per un po’. Poi aveva deciso comunque di perdonarlo, perché aveva capito che lui era la persona con la quale avrebbe voluto dividere la propria vita e che ne amava le virtù tanto quanto i difetti. Lui le aveva sorriso in modo strano, quando lei gli aveva detto che era disposta a ricominciare; da quel momento, ed erano passati ormai quasi vent’anni, erano diventati una coppia invidiata da tutti.

Pur di scrollarsi di dosso quella sensazione, Tiziana cominciò ad aprire le buste: qualche bolletta e molta pubblicità. Mentre controllava l’estratto conto, la chiave aveva girato nella toppa:

— Amore, sono tornato!

Lei l’aveva salutato quasi soprapensiero, perché sotto a quella della banca, c’era una busta ingiallita, con sopra il suo nome da ragazza. Chi mai potrebbe essere? E una lettera, poi! si domandò. L’aprì, curiosa di leggerne il contenuto e timorosa di scoprirlo. Già solo la prima riga la lasciò stupefatta: “Milano, febbraio 1998”. Sedici anni fa.

Tiziana,
mi sono reso conto di avere sbagliato. Tu sei la persona che amo ed è stato stupido voler anteporre il mio orgoglio a te; vorrei tanto poter tornare indietro e cancellare tutte le idiozie che ti ho detto, ma non è possibile. Tu sei tutto quello che io possa mai desiderare. Sei così bella che oggi i miei amici pensavano che mi fossi drogato, ed invece gli stavo solo descrivendo il tuo sorriso.
Ti prego: perdonami e riprendimi. Perché io, senza di te, non ci so stare.

— Tiziana? Tesoro? È un minuto che ti chiamo… Stai bene? Cosa c’è scritto in quella lettera?
— Niente, amore. Niente. — disse Tiziana, asciugandosi gli occhi, — c’è solo scritto che il nostro amore è più forte di tutto. Anche delle Poste.

Lei lo baciò. Lui la guardò senza capire.

***

Queste storie sono scritte su richiesta dei lettori. Richiedine una o leggi quelle già scritte in Dimmi che storia scrivere.

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10 thoughts on “Una lettera (quasi) perduta

  1. Wuaooooooo, che emozione, e pensare che bhe è pure stato un anno particolare x me il 98 ! Bellissima bellissima e poi, si in effetti molti atteggiamenti mi rispecchiano, perché ho sempre sto chiodo di rinventare il mio rapporto per non farlo morire della grigia quotidianità.. grazie grazie di cuore, ps: posso mettere le tue storie che hai scritto x me , indicando il tuo blog, nelle mie perle di felicità? ! Perché le tue storie mi hanno fatto sognare e te ne sono grata di tutto ♡ .

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  2. Bello l’espediente della lettera ritrovata che riesce a dare sicurezza e rinverdire l’amore della donna che si sentiva trascurata. A volte ci vuole poco a risvegliare un amore che spesso e volentieri si trascina pigro e svogliato. Ma in fondo in fondo questo esiste.

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    • È sempre difficile mantenere la giusta “presa”nell’amore: come sempre non va bene né troppo né troppo poco.
      Quella della lettera, invece, non è proprio un’idea tutta mia: dopo tremila anni di scrittura, inventare delle cose nuove è sempre complicato. Però non è mai semplice neppure usare quello che c’è già…

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