L’incontro


photo credit: Stuck in Customs via photopin cc

Ci sono molti nomi per lo stesso posto. Uomini con tradizioni e religioni diverse lo chiamano Eden, Campi Elisi, Valhalla, Nirvana. Noi lo chiamiamo semplicemente Paradiso. Però non è il nome, a dare il profumo alla rosa; un uomo, trovandosi là con i suoi cinque sensi limitati, avrebbe visto semplicemente una bellissima distesa ondulata di prati fioriti, immersi nel cielo azzurro e tiepido della primavera inoltrata. Se fosse stato abbastanza accorto, avrebbe anche forse sentito un soave profumo nell’aria; con uno sforzo ulteriore di concentrazione, si sarebbe anche potuto allontanare un poco dall’estasi ed avrebbe notato che i fiori ed il paesaggio sembravano essere cangianti, per adattarsi in ogni istante ai desideri dell’osservatore. O forse erano i desideri di chi era immerso in quello spettacolo, ad essere coerenti con le sue mutazioni.

Lui invece percepiva gli odori più che qualsiasi altra cosa: dopotutto la nostra vita riecheggia fin lassù, ed una esistenza passata ad usare il naso più che a guardarsi intorno aveva un certo peso. Fu per quello che la sentì arrivare prima di tutti gli altri: nella brezza, mischiato ai fiori, c’era un altro odore. Dapprima fuggevole, come una nota sepolta nella memoria. Poi più forte, fino a diventare così chiaro da rendere impossibile sbagliarsi. Lei stava arrivando.

La gioia lo invase con la forza di un’ondata; la potenza del suo sentimento fece sbocciare all’istante mille papaveri e mille girasoli. Le nuvole smisero di correre oziose nell’azzurro e si strinsero le une alle altre, fino a costruire un palazzo: pareti eteree dividevano saloni senza fine. I riflessi del sole dipingevano le facciate d’oro, con i tulipani che le adornavano come rubini e le rose bianche come diamanti. I raggi della luna, invece, dipingevano d’argento le volte delle stanze: lì campanule ed orchidee facevano a gara per prendere la tonalità e la bellezza di lapislazzuli ed ametiste.

Lui l’aspettava nel salone più interno, quello più riccamente decorato: vi si aprivano 24 finestre, ornate d’edera e narcisi; una cascata di mimose, pendenti dal centro della cupola che ne costituiva il soffitto, illuminava tutto come se fosse stato un grande candelabro di cristalli e candele. I profumi dei fiori riempivano i saloni in un modo così perfetto, che neppure il più grande sultano avrebbe potuto avere un decimo di quella ricchezza. I petali, che si staccavano con grazia, creavano tappeti di incredibili figure e colori: neppure con tutta la seta del mondo si sarebbe potuto ottenere un arazzo tanto magnifico.

Lei si presentò davanti alle porte della corte principale: il sole, con i suoi raggi, le dischiuse e l’annunciò all’interno. Avanzò nel grande spiazzo, desiderosa di arrivare fino al salone delle 24 finestre ma ancora titubante: era infatti appena arrivata e non era ancora abituata a quella che sarebbe divenuta la sua vita d’ora in avanti e per sempre. Avanzò tra due ali di gigli che sembravano inchinarsi al suo passaggio; giunta al cortile interno credette di aver concluso il suo viaggio, ma questa volta fu la luce della luna ad aprire le porte interne del palazzo. Nel primo salone due pareti di gelsomini la condussero alla stanza più interna. Da là fiordalisi e glicini odorosi l’accompagnarono sempre più in alto, nel palazzo delle nuvole. Dopo aver attraversato mille ambienti, ciascuno più incantevole del precedente, in un tripudio di fiori, odori e colori si spalancarono le ultime porte. Dinnanzi a lei si aprì la meraviglia del salone delle 24 finestre, talmente in alto da essere del tutto al di sopra delle nubi.

Lui la vide: per la gioia cominciò a saltare ed a correre tutto intorno. La felicità di entrambi era incontenibile: come un vaso sotto una fonte, il loro animo si era riempito presto di questo sentimento fino a tracimarne. Sulle loro schiene, le ali frullavano di contentezza: le folate d’aria scompigliavano i lunghi riccioli di Vivy ma a Mr. Pio, col pelo corto e ben piantato sulle quattro zampe, importava assai poco.

***

Queste storie sono scritte su richiesta dei lettori. Richiedine una o leggi quelle già scritte in Dimmi che storia scrivere.

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7 pensieri riguardo “L’incontro

  1. Grazie Michele!!! 😀
    Che emozione! Che emozione leggere una storia che in un certo senso ti riguarda… avevo il batticuore 😛
    Mi è piaciuta moltissimo, hai avuto una grande e stupenda fantasia sul luogo dell’incontro, pieno di particolari, me lo hai fatto immaginare vividamente, quanti colori! Come piacciono a me 😀
    Mi è sembrato di leggere una favola… e il finale mi ha fatto troppo sorridere.
    Insomma; mi hai dato un bell’anticipo su ciò che se il Signore vorrà, accadrà 😉
    Ti ringrazio tanto tanto tanto. 🙂

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  2. questa favola fa veramente sognare, non sono rimasta bambina, ma certe emozioni sono belle viverle a tutte le età, io mi sto emozionando a leggere le tue belle storie, poi di mr Pio, sono veramente felice che Vivy, abbia avuto questa favola per trovare quel emozione bellissima di sentire ancora una volta Mr Pio vicino … bravissimo

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