In fine di un personaggio


“Nessuna lacrima nello scrittore, nessuna lacrima per il lettore. Nessuna sorpresa per lo scrittore, nessuna sorpresa per il lettore.”
Robert Frost, da Collected Poems. Leggilo qui in lingua originale.

photo credit: harry harris via photopin cc
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Lo sapevo fin dal principio che dovevi morire. Non avevo altra scelta e l’ho fatto. So bene che non sarà per questo, che andrò in prigione, ma ciò non significa che sia stato facile. In un certo senso eri me; sentivo nella mia testa i tuoi pensieri. È chiaro che io non mi sarei mai comportato come te ma tu, in fondo, non potevi che comportarti come me.

Ho lavorato mesi, per farti morire: con pazienza, come uno scalpellino, smussando a poco a poco gli angoli e le asperità che avrebbero potuto deviare gli eventi da quello che avevo architettato. In un angolo della tua testa anche tu non potevi ignorare cosa ti sarebbe successo, ma hai fatto di tutto per ignorarlo. Poi, quand’è stato ora, non vedevi l’ora. Sapevi bene perché doveva andare così: è la vita che lo impone. Una delle sue leggi più atroci, o forse l’unica legge vera che c’è: perché ci sia una vita nuova, un ricambio generazionale, è necessaria una morte.

Quella volta era la tua, il pegno. Tuo figlio il premio: avrebbe potuto esserci premi più grande?  Ti ci sei tuffato, nella tua morte, con l’entusiasmo che si riserva ai progetti migliori. Hai fatto di tutto per nasconderla a tutti. Perché sembrasse accidentale. Un brutto caso della vita.

Ma tu sei sempre stato il più esigente, tra i personaggi che ho creato, e non ti bastava raggiungere il tuo scopo; non ti era mai bastato. A te, come a me, serve sempre l’approvazione. L’applauso. Non è forse questa, l’essenza dell’artista? Non sono i denari; non è neppure il godimento che procura la creazione di un’opera perfetta. Ma è l’applauso: quel sorriso estasiato che ti garantisce lo stupore del pubblico nel momento in cui ti è riuscito il trucco, e tutti rimangono a bocca aperta mentre si spellano le mani.

Per poter aver il tuo applauso dagli altri protagonisti della storia, anche se postumo, hai costruito per bene le cose; seminato gli indizi. Bombe ad orologeria, destinate a deflagrare a tempo debito. Per far sapere che sapevi; che volevi. Che la loro vita era un regalo tuo, e solo tuo. Hai giocato a fare Dio: hai deciso chi doveva morire e chi vivere.

Adesso, a noi e a chi è rimasto tra di loro, non resta che guardare quei fiori che occhieggiano dalla terra ed osservare un bambino che cresce. Perché non c’è amaro più dolce di saperlo tuo.

***

Leggi tutti i Saggi sulla Scrittura.

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