Le mille e una sorpresa


photo credit: bill barber via photopin cc

Ci sono cose che sono state delegate sempre di più a qualcuno che non siamo noi, fino a quando con il tempo non questo qualcuno se ne è appropriato definitivamente e le ha trasformate fino a farle diventare diverse da quello che erano. Uno degli esempi più eclatanti, ed alla portata di mano di tutti, è la cucina: un ristorante italiano in america non fa gli stessi piatti che si mangiano qui, ma fa delle ricette che, ispirandosi a quelle che si mangiano abitualmente in Italia, si adattino al gusto corrente d’oltreoceano. Allo stesso modo se andate a Pechino scordatevi involtini primavera e riso alla cantonese come quello che mangiate qui: i ristoranti cinesi (da noi) fanno mangiare una versione “italiana” dei piatti asiatici.

La stessa cosa mi è appena capitata con un libro: “Le mille e una notte”. È gratuito e scaricabile liberamente, curato da Silvia Masaracchio e reperibile via http://bachecaebookgratis.blogspot.com/, alla quale va il mio ringraziamento per aver messo a disposizione un classico come questo. Ebbene, qual è il problema? Non so voi, ma io ero stato ormai convinto dalla Disney che Aladino fosse un bravo ragazzo, che volasse sui tappeti volanti e che fosse persiano: infatti è sempre disegnato con le babbucce appuntite. Invece no. È una canaglia senza voglia di lavorare. Non c’è l’ombra di un tappeto volante in tutta la storia. Ma soprattutto, Aladino è cinese.

Da non credere, vero?

I “tappeti volanti” in realtà è solo uno in tutto il libro, in una storia che non è quella di Aladino, e nella quale sta insieme ad altre due meraviglie che sono una specie di cannocchiale d’avorio ed una mela il cui odore guarisce istantaneamente (ma allora davvero una mela al giorno…!); meraviglie che però la Disney ha semplicemente fatto sparire. Così, tra un Aladino cinese che sposa una principessa cinese (dotata però di un nome assai indiano), sultani che pretendono di avere per sé tutte le ricchezze e tutte le donne più belle, storie strane ed atroci di cannibalismo, ammazzamenti, torture animali e tombaroli, “Le mille e una notte” è quanto di più lontano ci sia da una raccolta di fiabe.

Lo shock è immediato, dato che si apre con la sultana che, vista l’assenza del marito appena andato fuori città, ne approfitta e si concede giornate di piacere in compagnia di dieci ancelle ed undici schiavi di colore: se pensavate di leggerlo ai vostri figli, forse è meglio aspettare che crescano un po’ e superino l’età delle api e dei fiori. Anche la morale che viene ribadita più volte è parecchio lontana dalla nostra: quasi tutti fanno fortuna non per meriti, ma proprio per “caso”: trovando lanterne magiche, diamanti, ori e quant’altro senza esserseli guadagnati.

Emblematica la storia di un povero cordaio cui vengono date, per ben due volte, duecento monete d’oro per diventare ricco e che lui, al colmo di ogni sventura, ogni volta finisce per perdere. Poi gli regalano un piccolo pezzo di piombo: per caso capita che un pescatore ne abbia bisogno per le reti. Il primo pesce che pesca, quest’uomo lo regala al cordaio per gratitudine. Allora, sempre per caso, capita che nello stomaco del pesce ci sia un diamante enorme; come conseguenza il cordaio diventa ricco. Una volta che ha denaro a profusione, ritroverà anche le monete d’oro perdute.

Nonostante ciò, il testo è ricchissimo di descrizioni splendide, barocche. Ho cercato di usare questo stile per una delle storie su richiesta e devo dire che il risultato mi ha abbastanza soddisfatto, anche in considerazione del fatto che il tema della storia non era per nulla semplice. Un libro che consiglio comunque di leggere, perché fornisce un bello spaccato di una civiltà, quella persiana tardo-medioevale, che io purtroppo conoscevo solo quasi attraverso i cartoni animati.

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7 thoughts on “Le mille e una sorpresa

  1. Ciao . Michele con piacere scaricherò la “vera” versione . In effetti aladin della disney è molto bello! Ma conoscere e rifarsi a sto punto un altra opinione , non guasta mai. Grazie ler la segnalazioni. Sempre preziose.

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  2. Beh che choc! Ma mica è una novità… quanti libri sono stati “adulterati” in molti modi diversi… andare alla fonte è sempre fondamentale… ma a proposito di questo libro, l’altro giorno, per il post su Pio, ne stavamo parlando a casa e Fabio mi ha detto: “Guarda che ce l’abbiamo il libro “Le mille e una notte”! E con mia somma sorpresa ho scoperto di averlo a casa e indovina!! E’ vecchissimo!! Pensiamo fosse del papà di Fabio, ma la prima proprietaria ha scritto una data accanto il duo nome: 1926 :O

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