Il Caos è la cosa più bella che c’è


Molti artisti scoprono la loro vocazione quando il loro talento nascente è svegliato dal lavoro di un maestro. Ciò significa che molti artisti sono convertiti all’arte dall’arte stessa. Trovare la propria voce non vuol dire vuotarsi e purificarsi dalle parole degli altri ma adozione ed un abbraccio filiale, comunità, e discorsi. Si potrebbe dire che l’ispirazione è inalare la memoria di un atto mai compiuto. L’invenzione, ammettiamolo onestamente, non consiste nel creare dal nulla ma dal caos. Ogni artista sa che è vero, per quanto serbi nel profondo questa consapevolezza.”
Jonathan Lethem, from The Ecstasy of Influence: Nonfictions, etc. Leggilo qui in lingua originale.

 

photo credit: Gemma Bou via photopin cc

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Il caos: quanto di più aborrito, disdicevole, delebile ci sia. A parole. Fin da quando eravamo piccoli (“Hai messo in ordine la tua camera?”) ci hanno inculcato che il caos è il male. Peggio del lato oscuro della Forza. Non che da grandi mogli (“Se mi lasci i calzini sul letto un’altra volta giuro che…”) oppure superiori (“Se non mi porta la pratica 98743bis tra due minuti le faccio una lettera di richiamo!”) mollino la presa: neppure gli squali hanno la dentatura tanto forte.

Siamo così impegnati a mettere tutto “in ordine” che ci dimentichiamo delle cose importanti. Della Vita, ad esempio: quella con la V maiuscola. Se il buon Dio avesse fatto ordine (“Il carbonio: a destra. Lo zolfo: sotto. L’acqua: a sinistra.”) dove sarebbe finito il brodo primordiale? Invece di una stupenda fanghiglia mescolosa, ci sarebbe stato il laboratorio di un piccolo chimico e noi saremmo rimasti solo polvere.

E il sesso? Non è forse il più fantastico modo di mescolare il DNA? Non sono in tanti, tra piante, animali, e tutti gli altri, a sopravvivere senza sesso. Cioè, anche a noi capita, ma quella è un’altra storia. Voglio dire: tutti quelli che si riproducono senza sesso non sono andati tanto in là nella scala dell’evoluzione. Hanno pagato l’ordine monotono dei loro geni con la calma piatta della loro vita; avranno risparmiato il costo della cena, ma hanno rinunciato alle gioie del dopo cena.

Anche le più grandi menti sapevano perfettamente che il caos è meglio dell’ordine: Leopardi ha scritto lo Zibaldone e non lo Scaffale. Erasmo da Rotterdam ha scritto l’Elogio della Pazzia e non la Preferenza per la Logica (L’ordine si porta dietro una certa pacatezza; una matura pacatezza. Elogio è un termine troppo forte: meglio scegliere il più sobrio Preferenza).

Eppure una oscura congrega cerca di costringerci a mantenere tutto ordinato, catalogato, sistematizzato. Come se un certo concetto estetico (“Vedi come è bella la tua camera ordinata?”) prevalesse sull’ordinamento in senso stretto. Eppure, con ordine, si dovrebbe intendere solo la capacità di ritrovare le cose nel posto in cui sono state lasciate l’ultima volta: poco importa se per trovare i pantaloni sia necessario fare dei carotaggi tra gli asciugamani e la batteria di pentole in acciaio inox. Anzi: gli accostamenti casuali potrebbero far nascere nella nostra mente idee brillanti che altrimenti sarebbero per sempre rimaste nel limbo dell’improbabile (“In una pentola da 18 potrei far bollire un set in spugna per gli ospiti?”).

E allora! Cosa fate ancora davanti alle vostre tastiere, così insulsamente allineate con i vostri monitor? Liberiamoci dall’ordine! Potere al caos!

Non fate la mia fine: l’altro giorno mio figlio è venuto da me domandandomi: “Papà, dove sono i Carpazi?”
Sconsolato, ho dovuto rispondergli: “E chi lo sa, tesoro? È tua madre che mette via la roba!”

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Leggi tutti i Saggi sulla Scrittura.

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EDIT: Questo articolo ha vinto il primo premio come “post in evidenza” nella Blogger and Blog Community

premio

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14 thoughts on “Il Caos è la cosa più bella che c’è

  1. La tua ironia mi piace! Tuo figlio mi pare troppo esigente!!!
    Sul caos che regna sovrano nelle menti degli artisti ne avrei da aggiungere.. ci sono anche gli opposti dove l’ordine era quasi ossessivo.. insomma esistono i due estremismi che forse sono la fonte di idee e di liberazioni, condizionamenti o anarchie in cui sguazzare per prendere spunto…

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    • Per fortuna sua – di mio figlio, voglio dire – non esiste. 🙂
      Non ho figli, nella vita vera, e le ultime righe sono solo una vecchia barzelletta che a me piace molto.
      Io, da incasinato cronico, nell’ordine ossessivo mi ci trovo piuttosto male… ma che gli artisti siano gente strana, non ci piove!

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  2. E pensare che credevo di averlo inventato io il caos… quando conobbi la mia futura (ed attuale) consorte.. la invitai a casa e rimase molto colpita dall’ordine, dalla pulizia e dalla meticolosità dell’arredo. Se avesse aperto una sola anta a casaccio le sarebbe crollato un mito.. (e non solo il mito.. ahah..)

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  3. Adoro il filo ironico e sarcastico che sei riuscito a rendere nel testo, complimenti! Mi hai fatto ridere di gusto :). Quando ho letto la frase “Cosa fate ancora davanti alle vostre tastiere, così insulsamente allineate con i vostri monitor?” ho istintivamente guardato la scrivania e tutta la miriade di roba inutile che c’è sopra..forse troppo, forse troppo poco? a me, ad ogni modo, il caos piace! 🙂

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