In vacanza dalla vita


Tutti gli scrittori sono vani, egoisti e pigri, e dietro le loro motivazioni si nasconde un mistero. Scrivere un libro è un orribile, estenuante lotta, come una lunga malattia dolorosa. Si potrebbe mai intraprendere una cosa del genere se non si fosse obbligati da un qualche demone cui non si può né resistere né comprendere? Perché tutti sanno che questo demone è semplicemente lo stesso istinto che fa gridare un bambino per ottenere l’attenzione. E tuttavia è anche vero che non si possa scrivere nulla di leggibile se non si lotta costantemente per cancellare la propria personalità. La buona prosa è come un vetro. Non posso dire con certezza quale delle mie motivazioni sia la più forte, ma so quale merita di essere seguita. E guardando indietro il lavoro che ho fatto, vedo che è dove non ho avuto uno scopo politico che ho scritto libri senza vita, mi sono perso in passaggi involuti, frasi senza senso, aggettivi decorativi e fandonie in generale.
“Why I Write,” George Orwell. Leggilo qui.

photo credit: ♡Blackangelツ via photopin cc

È da tutta la vita che ci sto provando: finalmente, tra qualche minuto ce l’avrò fatta. In tanti hanno tentato finora, ma pochi ci sono riusciti. Riusciti davvero, voglio dire. Gli illusionisti hanno fatto finta per secoli, ma nessuno di loro è mai sparito.

Eppure, questo è un desiderio di molti. Anzi, di tutti. Tutti abbiamo desiderato farlo: a volte per mettere alla prova gli altri, altre volte per mettere alla prova noi stessi. Tuttavia, questo è uno dei desideri più pericolosi che esistano perché, per rinascere, bisogna pur morire. Quando pensiamo a scomparire, in realtà siamo come i bambini: ci copriamo gli occhi e siamo convinti che nessuno ci veda. Allo stesso modo, se pensiamo al nostro mondo senza di noi, lo pensiamo solo come se fossimo trasparenti: sparire, però, è tutta un’altra faccenda.

Anche i vetri non si vedono, eppure si sentono bene quando per errore ci sbattiamo la testa; un vetro è invisibile ma non assente. Così, quando ci sentiamo più deboli, oppure quando vorremmo tanto avere una conferma da chi ci è vicino, ci piacerebbe diventare di vetro. Vedere quanto gli altri si disperino per la nostra assenza, mentre in realtà noi siamo lì, nascosti tra le pieghe del vento, a gioire della loro ansia.

Per scomparire, invece, bisogna essere molto più forti di così: è necessario essere capaci di immaginare un mondo altro, diverso da quello nel quale siamo immersi tutti i giorni. Occorre avere il coraggio di dimenticare chi ci è attorno, perché altrimenti saremo noi a soffrire della loro assenza. Occorre anche non temere l’ignoto; ci spaventa, certo, però la nostra non deve essere incoscienza. Ciò che ci serve è solo la capacità di non temere di usare le armi che abbiamo a disposizione. La curiosità. La voglia di meravigliarsi, come quando eravamo bambini. Il desiderio di aprire gli occhi su di un panorama nuovo, con odori esotici e sconosciuti che ci dicono: “non è questa la tua casa”, mentre una mano straniera ci coccola, amorosa.

Spesso basterebbe anche solo un assaggio. Una “vacanza dalla vita”. Avere un mese, oppure anche solo un’ora, nella quale proiettarsi fuori dalle costrizioni di tutti i giorni. Basta una piccola boccata d’ossigeno, per poter rimanere in apnea per un periodo anche lungo: siamo tutti subacquei nel gran mare degli obblighi quotidiani. Ma io ho deciso che non mi basta più dare le solite quattro bracciate attorno al mio piccolo scoglio.

Il mare è grande: il richiamo della spuma e delle piccole scaglie di sole, generate dalle onde che giocano in lontananza, è irresistibile ormai. Ho troppo lungamente rimpianto di non aver mai avuto il coraggio di allontanarmi, per non essere capace di sopportare il rimorso di averlo fatto. Mi domando solo chi tornerà al mio posto: non io, che mi perderò tra quei flutti lontani, ma un altro me più forte, più esperto e con i polmoni ancora più grandi per poter sopravvivere nel mare della vita di tutti i giorni. La mia personalità, la mia anima, sarà annegata in quelle acque straniere e cancellata per sempre.

In fondo basta così poco: un respiro e poi un tuffo. Dove l’acqua è più blu.

***

Leggi tutti i Saggi sulla Scrittura.

Annunci

5 pensieri riguardo “In vacanza dalla vita

  1. Come dice la canzone dei Litfiba, “voglio un’ora d’aria, un’ora d’aria al giorno, evadere del fondo…” 🙂
    Non me ne intendo di mondi subacquei (invece me ne intendo di mondi sommersi) ma penso che il concetto sia quello^^

    Moz-

    Mi piace

  2. Sarebbe da leggere ad occhi chiusi, ma occorre dotarsi di lettore! Ho provato una sensazione simile quando ho imparato a fare snorkeling al mare (ho scritto un post sul mio blog): la sensazione che tutto si fermi, che ci sia il silenzio là sui fondali ed invece c’è vita. Di una vita però che non necessariamente interagisce con noi e quindi per una volta ci si può permettere il lusso di essere semplici spettatori.

    Mi piace

Lasciare un commento è sempre una buona idea!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...