L’estate sta finendo (posto che sia cominciata…)


Anche quest’anno sono finite le ferie e con loro, ahimè, l’estate: l’Italia, dal punto di vista meteorologico (e purtroppo non solo), non è più garanzia di terra rara e fortunata e così il rientro finisce sempre per trasformarsi in un tuffo prematuro nell’autunno, quando non addirittura nell’inverno. Ho approfittato di questi giorni di relax in compagnia del mare per leggere moltissimo, più quanto non abbia forse mai letto in vita mia, colmando qualcuna tra le tante lacune che ho. Ho imparato ad amare la letteratura russa, spaziando da Gogol su fino a Shalimov e ho imparato a guardare con sospetto quella americana che, per formazione, pensavo mi si addicesse maggiormente. Il tutto senza farsi mancare un buon vecchio Euripide e qualche pagina di Ovidio, da sempre la letteratura che preferisco.

Tutto questo leggere, fatto soprattutto per vedere come scrivono quelli bravi e magari trarne qualche insegnamento, ha definitivamente chiarito in me un po’ di cose. In primo luogo la mia passione per i romanzi: ormai è stabilito che, tra la vasta ed eterogenea fauna degli scrittori, io appartengo al genere dei romanzieri e tra questi alla specie degli architetti. Le storie brevi mi piacciono molto, specialmente quelle ben congegnate con un qualche tipo di “Coup de théâtre” finale. Però mi piace soprattutto leggerle; quanto a scriverle, per me, rappresentano una specie di allenamento, una partitella tra amici di quelle fatte così, giusto per divertirsi un po’ in compagnia.

La cosa che mi dà soddisfazione, invece, è la scrittura di un romanzo. O meglio, più che la scrittura in sé, la costruzione della trama e delle storie che le sono collegate con l’obbiettivo di suscitare un qualche tipo di emozione in chi legge. Perché mi affascina l’idea di costruire una macchina, fatta di parole, con la quale trasmettere qualcosa ad un’altra persona. Di più ancora, pensare che, al di là di quelle pagine, ci sia qualcuno con il quale si crei una sintonia, un legame che ci unisca per quanto divisi da tutto: il tempo, lo spazio, le persone. Credere che ci si possa giocare insieme, con questo legame, come se fosse una leva che, se ben manovrata, sia capace di accendere e spegnere sentimenti e far nascere e crescere la meraviglia.

Invece, anche se mi appassiona la creazione di una trama come se fosse una macchina, non sono uno scrittore da gialli o da thriller. Mi piacciono poco anche da lettore, se devo essere sincero: ne ho letti parecchi – Agatha Christie su tutti – ma non riesco ad appassionarmi al genere. Credo che, ai miei occhi, la pecca più grande sia la preminenza della struttura logica, che potremmo perfino definire enigmistica, rispetto all’intreccio delle persone e delle personalità. Questo è il motivo fondamentale per il quale preferisco leggere di Anna Karenina piuttosto che di Poirot, per citare due personaggi conosciuti da tutti.

Questo è anche il motivo per il quale ho deciso di essere meno presente sul blog e di lavorare più sui testi. Finora ho sfornato storie “a raffica”, pensando più alla rapidità d’esecuzione che non alla qualità del testo: la scelta delle parole, la musicalità delle frasi e, in certi casi, anche la stessa costruzione della trama sono state sacrificate all’idea di pubblicare ogni giorno, riducendo per quanto possibile lo scarto tra l’idea e l’esecuzione del pezzo. L’idea alla base di questa scelta era dovuta al fatto che volevo mettermi alla prova come fanno gli artisti di strada: un passante arriva, chiede, e loro fanno il numero richiesto. Voila!

Dopo sei mesi abbondanti, però, è ora di cambiare e lavorare su qualcosa d’altro, direi. Per usare un parolone si potrebbe dire che vorrei cercare un approccio più professionale alla scrittura e meno amatoriale di quanto abbia fatto finora. Non ho ancora chiaro fino in fondo cosa questo significhi per il blog: vorrei continuare a scrivere storie, ma è anche possibile che scriva qualche post teorico come quello dell’iperromanzo.

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11 thoughts on “L’estate sta finendo (posto che sia cominciata…)

  1. Bentornato! Mi fa piacere vedere che hai elaborato un sacco di nuove idee per quest’anno, spero che continuerai a postare spesso e ci terrai aggiornati sui tuoi progressi. Le tue storielle non sono poco professionali, ma capisco il desiderio di spendere più tempo scegliendo ogni singola parola per rendere il testo perfetto. Io quest’estate ho scritto due paginette per un concorso e ci ho messo tre mesi… e sono sicura che se non fosse scaduto il bando avrei continuato a rimodellare la storia e il vocabolario!
    Hai pensato a selezionare le tue storie brevi più belle e creare un free e-book disponibile per il download sul blog? Potresti attirare nuovi followers, ho visto che in alcuni casi per poter scaricare l’e-book prima si deve condividere il link su google+ oppure è richiesta l’iscrizione al blog.
    Ti auguro un anno pieno di scrittura! 🙂

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    • Ciao! Ma che bello tornare e trovarvi così solleciti a commentare! Devo ammettere che è proprio una bella sensazione 😀
      Molto di quello che ho scritto è già scaricabile gratuitamente nella pagina download, lassù in alto; devo anche ammettere che farei molta fatica a stabilire quali siano le mie storie migliori.
      Avevo anche attivato lo scaricamento gratuito previo link o tweet, ma non è piaciuto quasi a nessuno l’obbligo di permettere ad una applicazione terza di agganciarsi al proprio account. Allora ho pensato di farlo “a mano”: chi scarica è gentilmente pregato di dirlo ai propri amici (sempre beninteso che gradisca!)
      Quanto alla frequenza di pubblicazione, in questo momento davvero non saprei dire; sto partendo con un romanzo nuovo e dovrei fare editing di uno vecchio: è probabile che debba “scendere” a non più di 2/3 post a settimana.
      Grazie per tutto e tanti auguri anche a te (e in bocca al lupo per il concorso!) 😉

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  2. Ciao Michele, ben tornato da me e dal Coniglio. Concordo con Lisa, la qualità del tuo lavoro è tutt’altro che dilettantesca. Ma so per la piccola esperienza personale dei lavori che abbiamo fatto insieme che il meglio di te viene fuori sull’elaborata progettazione di una storia di lungo respiro. Quindi… non vedo l’ora di vederti all’opera sui tuoi nuovi progetti!

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    • Troppo gentile, come sempre.
      Dopo aver fatto una full immersion di Tolstoj e Dostoevskij (per non parlar degli altri), riprendere in mano le mie cose è stato uno shock. Lo so: potevo andarmi a cercare qualcuno della mia stazza, invece che prendermela con i giganti. Ma a me piacciono le cose complicate… 😉

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  3. In bocca al lupo per i tuoi nuovi lavori! Non preoccuparti per i post che non scriverai, quando le tue opere saranno concluse non ce ne faranno sentire la mancanza 😉

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    • Sarà un altro anno impegnativo! Prometto di scrivere tutte le volte che posso, cercando però di rispettare più la qualità che la puntualità (il che non è affatto semplice: la puntualità me la garantisce l’orologio, ma mi servirebbe un adeguato strumento di misura per la qualità…) 😉

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  4. Bentornato Michele. Credo sia giusto puntare in alto, sempre di più. Se ci confrontassimo con chi è al nostro livello, stopperemmo il nostro processo di miglioramento. Ecco perchè ti leggo volentieri, perchè so di poter apprendere e confrontarmi con uno scrittore, altro che dilettante (come ha propriamente detto Spartaco).
    Quando vorrai pubblicare, sará sempre un piacere leggerti!
    Buon inizio!

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  5. Ciao Michele 🙂
    sei mancato e ora che scopro che non pubblicherai le tue storie tutti i giorni!!! 😉
    Per me hai cambiato l’approccio, forse anche un po’ lo stile ma sei riconoscibile, nel senso che mi incuriosisci e lasci sempre quella aria sospesa tra le righe per poi dare la soluzione finale che sgancia emozioni.
    Mi raccomando anche storie divertenti nelle quali vai forte e grazie per tutti i tips e risorse.
    Un salutone :)))

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    • Pubblicherò meno perché mi cullo nell’illusione di abbassare la quantità per alzare la qualità 😉
      Lo stile non è ancora quello che voglio, ma studio per avvicinarmici…
      Un salutone anche a te 🙂

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