Con gli occhi dell’amore


photo credit: guendal via photopin cc

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Kurt Vonnegut: 8 Rules for a Great Story

http://www.brainpickings.org/index.php/2012/04/03/kurt-vonnegut-on-writing-stories/

“Write to please just one person. If you open a window and make love to the world, so to speak, your story will get pneumonia.”

***

Colonna sonora:

Che m’importa di quel che si dice? Sono tutte maldicenze, figlie dell’invidia: due occhi come i suoi, colore del cielo di maggio, non mentono. Non possono mentire. Ha detto che ama me e me soltanto; che le altre al mio confronto non son degne neppure di alzare il loro sguardo su di me; che, se anche avesse amato un’altra donna prima di me, adesso di per certo se n’è dimenticato. Si vede dal sorriso che non mente, con quelle labbra, rosse come ciliegie, che richiamano le mie nel desiderio di gustare la primavera; la barba, corta eppur morbida, tanto virile a vedersi quanto invitante, irresistibile tentazione che chiama una mano delicata su quelle gote, capaci di dire magnifiche parole d’amore.

Che m’importa se la lattaia dice che anche lei s’e sentita rivolgere gli stessi discorsi? Se fosse vero avrebbe dovuto dirlo prima, invece di lamentarsi con me, dopo. L’unica cosa certa, a parer mio, è che lei non abbia mai avuto due spalle così da accarezzare la notte, teca di muscoli sodi ed elastici sotto le dita, mentre cercava rifugio e protezione sul suo petto. Due braccia capaci di cingerti, forti come il metallo e delicate come le ali di una colomba, che apre le proprie piume a protezione della nidiata di pulcini. Non possono mentire due mani così possenti, impietose nel brandire la spada ma languide e voluttuose quando accarezzano, e capaci di posarsi con tanta grazia su quei punti in cui il corpo si ricongiunge con l’anima.

Che m’importa se la serva giura di averlo a lungo veduto a casa della baronessa, in particolare nelle notti in cui il barone era fuori per la caccia? Forse che la servitù avrebbe permesso a chicchessia di intrufolarsi nella villa e vagare indisturbato, di notte, per le proprietà? Forse che il barone, avendo saputo che qualche losco figuro aveva ardito aggirarsi tra le cose a lui più care, avrebbe taciuto sottomesso? No di certo!  Come possono mentire i suoi caldi lombi, che sotto la luce della pallida luna mi hanno coperta per ripararmi dal freddo notturno mentre sussurrava il suo amore per me?

Impossibile non sentire il suo trasporto nei miei confronti; impossibile non bearsi della luce dei suoi occhi quando mi giura eterno amore; impossibile non sentire la sua soggezione e la sua pudicizia ogni volta che passo le mie eburnee dita tra i suoi ricci corvini, morbidi come il vello d’un agnello. Son certa che domani verrà da mio padre per domandargli ch’io divenga sua sposa e chi dice che non finirà così è solo preda della bile; e se stanotte, nel segreto della mia camera, mi verrà a trovare è solo perché il nostro amore non può aspettare, travolgente come l’acqua che scende vigorosa dai monti.

Perché lo so che ama solo me, il mio Giovanni. Don, Giovanni.

***

Vedi tutti i Consigli di scrittura di grandi autori

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5 thoughts on “Con gli occhi dell’amore

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