Estella


foto_klimt_wasserschlangen (1)La marea le trascinava via gli occhi quasi fossero tessuti di seta azzurra srotolati dal vento mentre i pensieri si rincorrevano come matasse che cadono aggrovigliandosi insieme ai capelli sulla fronte. Non li spostava, era abituata che lo facesse lui con quelle sue mani ruvide, a tratti sembrava di passare il viso sulla corteccia di un vecchio limone in fiore. Camminava all’indietro fino alla roccia dove le aveva detto che con quel suo vestito lungo di lana avrebbero costruito una mongolfiera per volare leggeri fino al porto della loro Itaca. Al molo avrebbero trovato una bambina ad aspettarli. La pelle di creta calda coperta, per non farla sciogliere al sole di mezzogiorno, i capelli colore della cenere del sigaro che lui fumava ogni notte sotto il terrazzo della casa di pietra e il sorriso un po’ sbavato come l’inchiostro sulle lettere nascoste tra le mani della grande statua di Psiche…

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