Sogni


Oggi niente racconti, ma solo una piccola chiacchierata. Anche io ho deciso di partecipare all’evento Sogni e scambi di Natale di Blogger and Blog di Ximi, che prevede di condividere un mio sogno per quest’anno e contemporaneamente di sponsorizzare quello di qualche altro partecipante all’iniziativa. L’idea mi era piaciuta fin da subito, ma ho tardato tanto perché, dovendo scegliere un “sogno” per il mio 2015, sono rimasto a lungo senza un’idea precisa.

Sono ormai diversi anni che per i motivi più svariati aspetto l’anno successivo nella speranza che possa migliorare; niente di apocalittico, per carità, ma le solite cose che affliggono tutti (qualche caro che se ne va, la salute che non è più quella di una volta, la crisi che non rende le cose più facili, ecc.) hanno dato l’impressione di non concedere mai una tregua. Si chiama “vita”, lo so. Non avere più vent’anni e tutta la speranza del mondo, davanti a me, non rende le cose più semplici.

Però si può fare di meglio: come diceva qualcuno, il miglior modo di realizzare un sogno è svegliarsi e scendere dal letto. Come diceva qualcun altro, la differenza tra un sogno e un obbiettivo è una data.

Il mio sogno (quello vero, grande) sarebbe che il 2015 portasse lavoro per tutti. Credo che l’Italia (o gli italiani) abbiano davvero bisogno di avere un minimo di sicurezza, nel futuro. Di credere che si possa costruire qualcosa, a partire da domani, senza continuare a giocare solo in difesa come ormai facciamo tutti da anni. Da troppi anni. E c’è una cosa sola, che vale come il petrolio, sulla quale siamo seduti da secoli e che ci ostiniamo a non sfruttare. Non è il genio italico, la Ferrari, il made-in-italy, o la gastronomia. Tutte cose importanti, per carità, ma questa le batte tutte.

È la CULTURA.

Fuori dal nostro paese pagherebbero oro per avere quelli che per noi sembrano essere solo sassi. Allora, per prendere due piccioni con una fava, il mio sogno piccolo è di riuscire a vendere uno dei miei romanzi. L’ultima volta che ho aperto il cassetto dove riposano mi sono sentito dire: “Hic manebimus optime”. Sarà. La questione, per me, non è certo economica (pur avendo pubblicato “Il nome della rosa”, Eco non ha smesso di lavorare. Il che dovrebbe insegnare quanto si possa guadagnare vendendo libri) ma riuscire a fare questo piccolo passo significherebbe che il mercato della cultura non sia irrimediabilmente in contrazione. Significherebbe lavoro per tutta la filiera. Magari non solo per i libri, ma anche per musei, turismo e tutto l’indotto possibile e immaginabile. Abbiamo un tesoro, qui; sarebbe ora di cominciare a farlo fruttare, per il bene di tutti.

Con un sogno così, non posso non sponsorizzare quello di Gloria Vanni, del blog Less Is Sexy. Lascio a lei la parola:

Il mio sogno è che sempre più persone considerino il proprio benessere come il frutto di scelte fatte con coraggio, passione e voglia di cambiamento. Cose che sono dentro di noi, sono chiare e leggere quando siamo bambini. Le perdiamo di vista crescendo. Il mio sogno è che sempre più persone scelgano di prendere in mano la propria vita, con un sorriso, anche quando gli altri ti sconsigliano di farlo.

Il mio sogno è che il (sor)ridere sia la lingua più diffusa e praticata nel mondo.

È di questo, e di altro, che parliamo, ci confrontiamo e facciamo pratica dentro e fuori un blog sociale come #LessIsSexy : http://www.lessissexy.com

Aggiungo un altro sogno: vorrei trovare un mecenate/sponsor in sintonia con il progetto che voglia sostenerlo dal punto di vista economico. Intanto continuo a portarlo avanti con le mie forze e ad aprile sono due anni…

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10 thoughts on “Sogni

  1. Sono da poco passate le 10, sto preparando il post di domani, il mio sogno e tre parole per il 2015 e leggo questo tuo post. Ho un sussulto, nessuno mi ha detto nulla, non mi hai avvertita: che emozione questo sostegno e condivisione!

    Grazie, Michele! Vorrei dirti che, grazie a te, il mio cuore fa i salti di gioia e non si limita a canterellare. E mi auguro che tutti i nostri sogno si trasformino in realtà! Come te sogno che questo Paese, che amo, non perda mail la sua dignità, il sorriso e suo cuore. Quelli puliti e grandi 🙂

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