Onde elettromagnetiche


photo credit: A Bear Named Bryan via photopin cc

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Mary Karr: The Magnetism and Madness of the Written Word

http://www.brainpickings.org/index.php/2013/01/31/why-we-write-mary-karr/

“Be willing to be a child and be the Lilliputian in the world of Gulliver.”

***

L’avevo trovato per caso, perché non sono solito frequentare i reparti di psichiatria. Che sono gli stessi posti che una volta si chiamavano manicomi, ma che adesso sono stati messi sotto una patina di rispettabilità, per legge. L’avevo trovato nell’angolo più buio di quel salone, pieno di poltrone sulle quali i pazienti aspettavano che i giorni della vita finissero di scivolargli via tra le dita, per levare l’incomodo e tornarsene in cielo a scorrazzare tra le nuvole, non più solo con la fantasia. I più fortunati avevano perso da soli la capacità di muoversi; gli altri, invece, erano aiutati a starsene seduti buoni buoni da lenzuola annodate a mo’ di corde.

Appena entrato, file di occhi indifferenti mi avevano ignorato, rendendomi chiaro in maniera lampante che non ero il benvenuto, lì. Come non era gradito nessuno che potesse ricordare loro che, al di là dei muri, esisteva un mondo con il sole, la musica, la notte, l’amore, il sesso, gli amici, il vino e le sigarette. Ero passato davanti alle loro bocche sbrodolate, ai pigiami macchiati, senza che ci fosse un cenno qualsiasi che spezzasse quella cortina di ostilità, tessuta da quegli sguardi vuoti. Le gelide luci dei neon rendevano lo squallore così piatto e irrilevante da riuscire a schiacciare, sotto il loro bianco asettico, persino la piccola televisione accesa.

Erano altre, le cose che davano tridimensionalità alla scena.

L’odore, per esempio, dolciastro e nauseabondo, che sembrava venire da quei corpi legati. Da quelle intimità negate. Da quelle bocche aperte su anime cieche. Così impietosamente vive perché mischiate con un altro odore in sottofondo, rigido come una bacchettata e impersonale come una prigione.  Una nota chimica, strisciante, che diceva “disinfettante” o, forse, solo “pastiglie e medicine”.

La scena, per il resto immobile come una foto in bianco e nero, trovava uno sfogo nelle urla che, ogni tanto, straziavano l’aria. Urla di dolore. E di paura. E di rabbia. Che rimbalzavano tra le pareti, come topi in un labirinto, alla disperata ricerca della via d’uscita. Echi malati, anelanti la libertà ma destinati a spegnersi in catene, chiusi tra quelle mura senza un domani.

Ero entrato, e lui era là. In quella sala. In un angolo buio. Lì, sul muro, al riparo di una crosta di vernice, aveva scritto un nome di donna. L’unica cosa che avesse e che lo aiutasse, alla sera, a non provare troppo schifo all’idea che nel giro di qualche ora sarebbe stato giorno. Di nuovo. Tutto il suo mondo si era ristretto in quell’unico punto sul muro: amore, speranza, gioia. In una parola: vita. Si era compressa lì, come una stella che fosse implosa in un buco nero; la cui luce, vibrazione di onde elettromagnetiche, era finita per sempre sepolta sotto il peso di pensieri inconoscibili. Lui lo sapeva bene come funzionavano, queste cose, perché aveva insegnato Fisica a lungo all’università, prima che la malattia prendesse il sopravvento.

Ecco perché lo avevo trovato là, mentre scuoteva avanti e indietro una calamita, davanti al muro con su scritto quel nome, cercando di non dare troppo nell’occhio. Al mio sguardo perplesso aveva risposto con un sorriso, poi mi aveva detto queste parole. Solo queste quattro parole: “Illumino il mio amore”.

***

Vedi tutti i Consigli di scrittura di grandi autori

EDIT: C’è stata una interessante discussione, su G+, in merito al fatto che sia davvero possibile generare un’onda elettromagnetica muovendo avanti e indietro una calamita. Abbiamo un parere autorevolissimo che dirime la questione se il professore sia pazzo del tutto oppure no: quello di Marco Delmastro (che ringrazio ancora una volta per la gentilezza di aver risposto alle mie stupide domande!). Colgo anche l’occasione per invitarvi (se già non lo facciate) a visitare il suo blog “Borborigni di un fisico renitente” perché ne vale davvero la pena!

Ecco la sua risposta in merito:
Tecnicamente, la variazione periodica di un campo magnetico genera un’onda elettromagnetica. Che questa poi abbia le proprietà di un’onda visibile è un’altra storia: molto dipende dalla frequenza di oscillazione (che la piazza in diverse zone dello spettro, magari a livello di onde radio piuttosto che di luce) e di intensità. Ma insomma, non è un’idea sbagliata 🙂

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8 thoughts on “Onde elettromagnetiche

    • Lo sapevo che questo era criptico 🙂
      La luce è un’onda elettromagnetica: cioè una vibrazione. Quindi (molto in teoria), scuotendo una calamita si potrebbe produrre un’onda luminosa, semplicemente perché si produce una variazione del campo elettromagnetico nello spazio. Peccato che, per arrivare alla frequenza della luce visibile, andrebbe “shakerata” con una frequenza tra i 400 e i 700 terahertz, cioè almeno 400 milioni di milioni di volte al secondo 😉

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    • Ciao gala, benvenuta 🙂
      Nella storia si parla di “malattia”, senza specificare. Devo ammettere che non mi sono davvero posto il problema; però credo che i problemi abbiano sempre due facce: mi immagino quindi che lui avesse, dal punto di vista caratteriale e psicologico, delle lacune che ha cercato di riempire con il suo Amore. Ma questa non è mai una buona idea: bisogna essere capaci di stare in piedi da soli, se si vuole andare insieme a braccetto 🙂

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  1. la chiusa, per quanto irreale, rende bene un pensiero poetico più che folle…nei manicomi o nei centri di salute mentale, quello che non manca mai, sono le sigarette
    così giusto per darti una notizia certa. 🙂

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    • Ciao e benvenut* 🙂
      Le sigarette! È vero… adesso che mi ci fai pensare, m’è tornato in mente. Ma ancora adesso, nonostante la normativa su fumo e posti pubblici?
      Non ho mai frequentato tanto il posto in sè e così, per la descrizione, mi sono lasciato guidare più dalle sensazioni che provo entrando nelle case di cura per anziani. In quel caso sigarette non ce ne sono, lo so per certo 🙂

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