Il Disastro del Ciclo – Una storia di donne e matematica


da www.piday.org
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Spartaco, alias Coniglio Mannaro, mi ha nominato per scrivere una storia per il Pi Day. Come dice lui:

Molti sanno, e molti non sanno (che paradossi in apertura di post!), che il 2015, per una mera questione di convenzioni sociali e di calcolo del tempo, ospiterà, secondo il calendario nostrano, un momento particolare e unico in questo secolo. Lo potremmo chiamare “Pi moment”, o “istant Pi”, o quel che vi pare…
Ciò richiede di considerare la modalità con cui gli anglosassoni indicano il trascorrere del tempo, ci sarà un istante puntiforme nella linea del tempo in cui tutti gli orologi indicheranno nei loro display esattamente le cifre del celeberrimo numero irrazionale.

Ciò avverrà il 14 marzo 2015 (3.14.15) alle ore 9:26:53.
Ovviamente, nel misurare il tempo, non siamo obbligati a limitarci ai secondi, ma possiamo scendere al livello di precisione desiderato: il buon Pi Greco, essendo un numero irrazionale, ci seguirà di buon grado, sopravanzandoci senza fatica con le sue cifre illimitate in una gara di precisione che si ferma solo alla costante di Plank (ammesso che il tempo sia quantizzato; ma le interpretazioni alternative della meccanica quantistica si sprecano…)

Così ho deciso di partecipare anche io al Carnevale della Matematica, che sarà ospitato da Gianluigi Filippelli, con questo piccolo raccontino che cerca di fare dell’umorismo per matematici. In più ho voluto tirare in ballo anche qualche cliché femminile, con il supporto di Lisa Agosti, che ringrazio per gli spunti. Ah, dimenticavo: ovviamente il titolo non fa riferimento a quel ciclo. Buona lettura.

***

Bice era rimasta chiusa nel suo ufficio, al Dipartimento di Matematica, tutta la mattina e il calendario appeso alla parete segnava il 13 marzo 2015. Aveva riempito fogli su fogli di formule e numeri; aveva scosso la testa, poi aveva ricontrollato ancora una volta di non aver fatto errori. Alla fine, angosciata, si era resa conto che mancavano meno di ventiquattro ore alla fine del mondo. Con le dita che tremavano aveva tirato fuori il cellulare dalla borsa e aveva composto un numero. Non c’erano voluti più di due squilli prima che Gianna, la sua migliore amica fin dall’infanzia, rispondesse.

— Gianna, devo dirti una cosa terribile!
— Hai perso la borsa?
— Non dire scemenze! Non vedi che ti sto chiamando con il cellulare?
— E allora?
— Hai presente la storia del Calendario Maya, dei millenaristi, della fine del mondo e tutto quel can can che hanno fatto qualche anno fa?
— I soliti americani e i loro film…
— Invece è vero: hanno solo sbagliato i conti. Ho appena capito come funziona: domani è il giorno del pi greco e…
— Lascia perdere: io non ci ho mai capito niente di matematica… E quand’è che finisce?
— Domani, appunto. Alle 9, 26 minuti e 53 secondi.
— Domani? Allora al diavolo la dieta. Oggi pomeriggio mi compro un barattolo di Nutella da 3 chili. Ti aspetto stasera, per festeggiare degnamente.

Bice era rimasta interdetta, ma aveva chiuso la telefonata dandole appuntamento per la sera. Ancora scossa aveva deciso di telefonare anche a Elena, che l’aveva salutata con voce gioiosa, non immaginando quello che lei avrebbe dovuto dirle.

— Ciao Bice, che piacere sentirti.
— Ho una notizia terribile.
— Chi è morto?
— Ancora nessuno, ma domani tutti!
— Tutti chi?
— Ho appena finito di fare i calcoli, domani è il giorno del pi greco…
— Cosa vuol dire?
— È il 14 marzo. Scritto con la notazione inglese è il 3/14. Però è anche il 2015 e così le cifre si sono allineate…
— Le cifre si allineano tutti i secoli. Lo hanno fatto nel 1915, lo rifaranno nel 2115.
— Ma lo sanno tutti che nella Bibbia c’è scritto “mille e non più mille“. Tutti hanno pensato all’anno duemila, senza considerare gli altri termini del problema.
— Mi hai già fatto venire il mal di testa, con tutti questi numeri. E allora?
— È la fine di un ciclo: sai il pi greco è quel numero che definisce il cerchio. La conseguenza è che domani finirà il mondo…
— Che disdetta. E io che sono appena uscita dalla parrucchiera!

Bice aveva chiuso la telefonata con uno scatto, rabbiosa. Non c’era nessuno che davvero volesse capire quello che aveva appena scoperto. Così aveva riaperto il telefono e, sulla rubrica, aveva cercato il numero di Roberta, anche lei insegnante. Anzi, della professoressa Roberta: quella che, ogni volta che apriva bocca, sembrava vantarsi di averla inventata lei, la matematica.

— Roberta: ho fatto una scoperta terribile. Domani è il giorno del pi greco.
— Lo so.
— Ho fatto i conti: è la fine di un ciclo. Perché pi greco è il rapporto tra il raggio e la circonferenza, e quindi definisce un cerchio. Cioè un ciclo.
— So anche questo.

Bice era rimasta spiazzata dalla voce gelida della collega. Così aveva insistito:

— Ma finirà il ciclo, e con quello finirà anche il mondo…
— Allora non ti dispiacerà troppo sapere che puoi fare a meno di tornare a casa, perché in questo momento ci sono io, qui, a letto con tuo marito.

Roberta aveva chiuso la telefonata così, senza aggiungere altro.

— Se tua moglie fosse meno oca, — aveva spiegato Roberta all’uomo, allibito, che la guardava — avrebbe saputo che un ciclo è fatto da due volte il pi greco, e che il mondo finirà il 28 giugno 2031 alle 8, 53 minuti e 07 secondi. E adesso abbracciami, stupido, che da oggi sei solo mio…

***

Queste storie sono scritte su richiesta dei lettori. Richiedine una o leggi quelle già scritte in Dimmi che storia scrivere.

 

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16 pensieri riguardo “Il Disastro del Ciclo – Una storia di donne e matematica

    1. Grazie 🙂
      È sempre un bell’esercizio (e una grande sfida) scrivere “da donna”. Quando poi il risultato piace alle dirette interessate, è davvero il massimo!
      Il Carnevale comunque non è una “gara”: si partecipa solo per il gusto di partecipare.

      Mi piace

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