Acchiappami (se ci riesci)


photo credit: calligraphie via photopin (license)

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Prima dell’estate abbiamo giocato al gioco degli incipit. È stata una bella esperienza, dalla quale si possono trarre molti insegnamenti; visto però che ci siamo scoperti, azzardando qualche incipit nostro, è logico supporre che ci sia una storia da qualche parte che non aspetta altro che di essere inviata a una Casa Editrice, a un Agente o comunque a qualcuno che possa darci in cambio un Pass per la Repubblica delle Lettere. Per inviare una storia serve (spesso) una lettera d’accompagnamento; sbagliarla significa farsi cestinare ancor prima che la aprano. E raggiungere il cestino a pagina zero non è un grande risultato.

Allora ecco la mia idea: raccogliere le lettere (non le storie!) e commentarle insieme, copiando (più o meno) il gioco chiamato “HOOK ME” di The Writing Café. Per migliorarle, esporne i punti deboli, imparare a riassumere la nostra storia e per mettersi dall’altra parte della barricata e capire cosa dovremmo dire e cosa no: scrivere una sinossi, a volte, è più difficile che scrivere il romanzo. Allora, ecco il gioco dell’autunno (e oltre, se ci saranno adesioni): Acchiappami! (se ci riesci).

Perché è proprio questo, che dobbiamo fare: acchiappare chi prenda in mano quella lettera, fargli venir voglia di leggere la nostra storia ancor prima che metta le mani sul manoscritto.

Prima di tutto, le regole

  1. Scrivete una lettera come quella che mandereste a un Agente o a una CE. È chiaro che non serve la parte personalizzata all’inizio né i saluti finali (es. “Egr. Dott. Gran Lup. Man. Michele Scarparo, Le invio questa mia perché x, y e z. Distinti saluti.”). Vanno incluse le informazioni commerciali (es. titolo, numero cartelle, genere). Potete includere anche una vostra biografia/curriculum, se credete sia importante. Oppure potete lasciare la lettera anonima, verrà pubblicata comunque (a meno che non sia offensiva o inopportuna, a mio insindacabile giudizio). Se volete evitare di esporre nomi o altre informazioni, fatelo mettendo nella lettera [PROTAGONISTA] oppure [TITOLO DEL LIBRO] oppure [NOME DELLA SCUOLA] al loro posto, basta che il risultato sia comprensibile. Per essere più chiaro: non scrivete [LUOGO], ma spiegate che posto sia.
  2. Mandatela alla mia casella email: miscarparo70@gmail.com. Non utilizzate nessun altro canale. L’oggetto della mail dovrà essere “Acchiappami – lettera di presentazione”. Potete inviare mail anonime, se credete, oppure indicare nel testo della mail che non volete apparire e io eviterò di mettere qualsiasi tipo di riferimento. La mail dovrà contenere, in un file a parte, la vostra lettera. Il file deve avere le seguenti caratteristiche:
    * nome “acchiappami-nome dell’autore-nome del libro” (se vorrete rimanere anonimi, potrete chiamarlo “acchiappami-anonimo-titolo”);
    * essere redatto OBBLIGATORIAMENTE in TIMES NEW ROMAN corpo 12, massimo 80 colonne;
    * il formato dovrà essere PDF, DOC, DOCX, ODT.
    Questo non perché io sia bizzarramente rigido, ma in relazione al fatto che ci sono delle specifiche da soddisfare, quando si fanno degli invii. Meglio abituarsi sin da subito all’idea.
  3. Le lettere saranno esaminate pubblicamente, dai lettori di questo blog. Ogni lettera apparirà in un post univoco, pubblicato il primo venerdì disponibile, perché chiunque abbia un contributo da dare possa farlo avendo un intero week-end per rifletterci sopra. Scrivere è difficile. Farlo bene è difficilissimo. Nessuno ruberà le vostre idee, perché svilupparle in un libro richiede mesi di duro lavoro. Ogni scrittore ha già le proprie storie a cui badare, senza doversi accollare anche le vostre. Tutti gli altri, semplicemente, non saranno capaci di rubarvele.
  4. Il titolo del post sarà “Acchiappami n° X“. X, va da sé, sarà il progressivo affibbiato alla vostra storia.
  5. Tutti i generi sono accettati.
  6. Ricordate sempre che non sarà criticata la storia, ma la lettera: la capacità di riassumere, la capacità di fornire informazioni commerciali utili a chi dovrà stampare e distribuire il libro, ecc.
  7. I post verranno raccolti in una pagina contenitore, per renderne più semplice la consultazione.

Di seguito, ecco come mi immagino una lettera e il tipo di commenti (naturalmente è stata tradotta, commenti compresi, da The Writing Cafè).

Acchiappami n° 0

Lai Cathwell è tutto tranne che normale. In effetti, è una sedicenne in grado di leggere la mente che ha finto di essere pazza negli ultimi due anni e mezzo. In più, in questo mondo, il significato di normale sta sparendo. I Nyte, quelli nati con poteri strani e sovrumani, appaiono con sempre maggiore frequenza. Così come gli abusi e le discriminazioni nei loro confronti.

Comunque, quando i Nyte dichiarano che distruggeranno i settori che permettono la sopravvivenza dei non-dotati, Lai decide che è tempo di mostrarsi e combattere. Ma non userà i propri poteri per vincere la battaglia dei propri amici, perché scopre che le cose non stanno andando esattamente secondo i piani.

Il suo più grande problema è imparare a lavorare con Al, un combattente che cerca la vendetta a ogni costo; Jay, un perfezionista ossessionato dall’essere accettato dagli altri; e Erik, un ragazzo che soffre di amnesia e che cerca sia la memoria che il proprio posto nel mondo. Insieme, questi quattro improbabili soldati proveranno a non uccidersi a vicenda, a combattere gli amici ribelli, impareranno dell’esistenza di una organizzazione segreta che sta cercando la pace tra normali e dotati e si confronteranno con i propri più inconfessabili desideri – che scopriranno diversi da quelli che immaginano.

OUTCAST è lungo 225 cartelle ed è il primo romanzo di una trilogia fantasy young adult.

Commenti (in grassetto)

Lai Cathwell è tutto tranne che normale. In effetti, è una sedicenne in grado di leggere la mente che ha finto di essere pazza negli ultimi due anni e mezzo. In più, in questo mondo, il significato di normale sta sparendo. I Nyte, quelli nati con poteri strani e sovrumani, appaiono con sempre maggiore frequenza. Così come gli abusi e le discriminazioni nei loro confronti.

Meglio combinare le prime due frasi in una unica, più succinta e concreta: “La sedicenne Lai Cathwell, in grado di leggere la mente, si è nascosta negli ultimi due anni e mezzo. Togliere “tutto tranne che normale”: è troppo cliché. Perché si finge pazza? Per evitare abusi? Meglio esplicitarlo, ed includere i motivi per cui i Nyte sono soggetti ad abusi. Perché il significato di “normale” sta sparendo? È un concetto utile a capire il conflitto oppure la storia? Se non è così, meglio eliminarlo. Sarebbe carino spiegare da dove derivi “Nyte”, così come tutti i termini inventati, a meno che non siano palesi.

Comunque, quanto i Nyte dichiarano che distruggeranno i settori che permettono la sopravvivenza dei non-dotati, Lai decide che è tempo di mostrarsi e combattere. Ma non userà i propri poteri per vincere la battaglia dei propri amici, perché scopre che le cose non stanno andando esattamente secondo i piani.

È ovvio che userà i propri poteri per combattere, meglio non ripeterlo. Perché i non-dotati hanno bisogno di settori appositi in cui vivere? “Andare secondo i piani” è una frase cliché. Se chi ha i poteri viene discriminato, perché è considerato “dotato” (che ha un’accezione positiva) e gli altri “non-dotati”?

Il suo più grande problema è imparare a lavorare con Al, un combattente che cerca la vendetta a ogni costo; Jay, un perfezionista ossessionato dall’essere accettato dagli altri; e Erik, un ragazzo che soffre di amnesia e che cerca sia la memoria che il proprio posto nel mondo. Insieme, questi quattro improbabili soldati proveranno a non uccidersi a vicenda, a combattere gli amici ribelli, impareranno dell’esistenza di una organizzazione segreta che sta cercando la pace tra normali e dotati e si confronteranno con i propri più inconfessabili desideri – che scopriranno diversi da quelli che immaginano.

L’ultimo paragrafo è complicato e non mette a fuoco la trama. Meglio togliere l’elenco dei personaggi (e il loro background) e concentrarsi sulla storia, il protagonista e il conflitto: tutto il resto è secondario. Perché la protagonista è finita insieme agli altri tre personaggi? Possono essere citati come fonte del conflitto di Lai? Chi sono gli antagonisti? I non-dotati è troppo generico.

OUTCAST è lungo 270 cartelle ed è il primo romanzo di una trilogia fantasy young adult.

Le informazioni commerciali vanno bene; la lunghezza è buona. Non è necessario, ma è sempre carino chiudere con un “grazie per il tempo che mi avete dedicato” per rendere la lettera un po’ più personalizzata.

 

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22 thoughts on “Acchiappami (se ci riesci)

    • No, non sono la stessa cosa. Però spesso è richiesta una sinossi, e anche quando non sia richiesta potrebbe essere una buona idea infilarcela – tranne quando sia esplicitamente detto di non metterla.
      Quindi mi aspetto che arrivino lettere che, dopo una presentazione e qualche informazione commerciale, ci mettano una bella sinossi per dare modo all’editore di capire se valga la pena oppure no…

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  1. Non so quanto potrò esservi d’aiuto ma vi seguirò volentieri. Questo è, forse, uno degli aspetti che in molti sottovalutano (“tanto è il romanzo che devono valutare”) però tempo fa mi capitò di parlare con un editore e lui mi disse che ogni giorno giungono in redazione tantissimi manoscritti e, per quanto lui e colleghi siano intenzionati a leggere tutto, questo non è possibile, e comunque non in breve tempo. Tutto, quindi, diventa discriminante.

    “Sintetico, chiaro e accattivante” credo siano tre aggettivi da tenere a mente quando si redige una lettera di presentazione.

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  2. Ciao Michele, ho fatto un “giro” nel tuo blog… e devo dire che è molto interessante e impostato bene. Io la lettera (+ sinossi) l’ho già spedita e spero che te ne arrivino tante altre.
    Ora scappo. Acchiappami… se ci riesci.
    Con simpatia. Tony Apicella

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    • Ciao Tony, benvenuto e grazie per i complimenti 🙂
      La tua lettera è in pole position, come puoi vedere nella pagina dedicata all’iniziativa. Alcune lettere sono già arrivate e spero che altre ne arriveranno: qui la porta è sempre aperta!

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