Mamihlapinatapai


Questo brano ha partecipato al concorso per il compleanno del blog di Romina. Non è entrato tra i finalisti, purtroppo, ma c’erano davvero molti ottimi brani in competizione. E il titolo (vero, Romina?) pare non abbia aiutato: lei avrebbe dovuto farci un video e a me si annoda la lingua solo scrivendolo! A parte gli scherzi, mi sembra carino riproporlo anche qui.

Buona lettura (e mi raccomando per domani: avremo una nuova puntata di “Acchiappami!”)

photo credit: eyes 1 via photopin (license)

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***

Anche per te è così?

Mi parli, nascosto a metà da un bicchiere che contiene ormai non più di un dito di liquido rosso, vagamente alcolico. Mi parli ma non ti sento.

Il bar. I rumori. La gente che chiacchiera. C’è una coppia, dietro di me, che sta discutendo di comperare una casa. Lei vorrebbe una singola, magari in campagna. Per stare in silenzio, respirare aria buona, magari avere un cane. E un figlio, penso io. Lui invece vorrebbe un appartamento in città. La carriera. La movida. Il divertimento. Mi domando se litigheranno. Anche solo per il gusto di fare la pace dopo, sotto le coperte.

Li sento; penso che vorrei che fossimo noi, tra qualche anno. Poi spariscono, volando oltre i confini della mia coscienza. Voglio dire, guardo le tue labbra e ne sento il sapore. Vedo la tua lingua guizzare tra i denti mentre mi parli. Vorrei poterti ascoltare, ma ti vedo e il mio cervello si scioglie. Ti guardo negli occhi e ho un desiderio solo, mescolato inestricabilmente con la paura che questo desiderio sia solo mio.

Anche per te è così?


* Mamihlapinatapai, o mamihlapinatapei, “è una parola del lessico yamana, la lingua degli Yamana, una popolazione autoctona della Terra del Fuoco prossima all’estinzione. Il vocabolo è noto per essere una delle parole più concise e di difficile traduzione al mondo, come viene presentata nel libro del Guinness dei primati. Il termine descrive l’atto di «guardarsi reciprocamente negli occhi sperando che l’altra persona faccia qualcosa che entrambi desiderano ardentemente, ma che nessuno dei due vuole fare per primo».

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12 thoughts on “Mamihlapinatapai

  1. Il racconto è davvero bellissimo, però leggere quel titolo sarebbe stato un vero incubo!
    (Anche se, in alcuni casi, i titoli non li leggo, quindi forse avrei potuto aggirare la cosa).
    Va be’, diciamo che per questa volta è andata così! Mi fa piacere che tu ci abbia scritto un post! Grazie

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  2. Il concetto espresso da questa parola difficile è spettacolare. Anche il racconto mi è piaciuto molto. E per domani, be’ io sono molto contenta di concludere la settimana lavorativa con questa tua rubrica, spero anzi che più persone si accodino, in fondo siamo quasi tutti commentatori-scrittori, potrebbe anzi è un’occasione da non sprecare anche per chi il manoscritto ce l’ha soltanto work in progress. Su su su, non siate timidi!

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