Rintra lu to situ mi trasi


Questa è un’altra storia a richiesta. Marina ha detto:

Prima o poi ti verrà l’ispirazione per dedicarmi una bella poesia in rima… in dialetto siculo?

Che dire? Per quanto mi piaccia leggerla e mi diverta scriverla, la poesia non è proprio il mio campo. E poi non so il romanesco, che pure tra tv e letteratura si sente spesso, figuriamoci il siciliano. Però ogni richiesta è un ordine, e ci ho provato. Ho scartabellato in rete per dizionari dialettali e rimari fino ad avere qualcosa di passabile. Qualcosa che probabilmente mescolava termini dal palermitano al nisseno, dal ragusano al catanese, conditi e legati dal gusto del mio orecchio. Prima di sottoporla a voi ho avuto la consulenza diretta della destinataria, per sistemare tutte quelle parole ed espressioni che, diciamolo, avevo proprio tirato a indovinare. In particolare mi piace molto quel “prisciusu” al posto di un “tacchiatu” trovato in rete: oltre al significato letterale di “fretta”, si aggiunge anche l’assonanza con “prezioso”. Il che, nei riguardi della Poesia, è come minimo dovuto. Grazie, Marina!

Buona lettura.

photo credit: etna via photopin (license)
photo credit: etna via photopin (license)

***

Rintra lu to situ mi trasi
chista fimmina ‘nsistenti
ca pritenti ca tu prisenti
nfrucchiati quattru versi;

si fussi puru capaci
di scriviri prisciusu!
Ma d’un niegghia si figghiolu
di pì cìertu, tu nun canci.

O Michele scimunitu,
chi fiura ca facisti!
Ammucciati, su, lestu.

Cu ddi uocchi tristi
a fimmina hai scunchiuto:
megghiu l’ali ti mittisti!

***

Queste storie sono scritte su richiesta dei lettori. Richiedine una o leggi quelle già scritte in Dimmi che storia scrivere.

 

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14 pensieri riguardo “Rintra lu to situ mi trasi

  1. Mi piace molto, soprattutto apprezzo il fatto che tu abbia perso del tempo per arrabattarti a cercare significati e traduzioni in un dialetto che sconosci! E sei stato pure bravo!
    Adesso, almeno, anche il siciliano ti è un po’ familiare! 🙂

    Grazie mille! 🙂

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  2. Grande Michele, prova dialettale superata.
    Alcune imprecisioni formali, ma figurati… e alcuni termini sono più Palermitani.
    Il Siciliano ha due aree di influenze: occidentale dominata dal Palermitano, orientale dal Catanese/Messinese. Messina prima del terremoto/maremoto del 1908 era più importante di Catania.
    Infatti un termine classico di differenza tra Palermitano e Catanese è: ragazzi.
    In palermitano fa: Picciotti. (Nei film di mafia basati su Palermo si sente sempre questo termine.)
    In catanese: Carusi. (Lo si trova in Verga/Capuana.)
    Camilleri e Pirandello, quindi agrigentino si rifanno più al dialetto catanese, e non so perché.
    Ehm… piccolo excursus dialettale ormai che c’ero.
    Ma complimenti. 😉

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    1. Infatti ho trovato un dizionario “palermitano – italiano”. Poi mi sono fatto l’orecchio con alcune pagine di poesie in dialetto, in giro per Internet, ma non era specificata l’area di provenienza.
      È stato divertente provarci 😉

      Mi piace

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