Un monologo per Drama Queen


Drama Queen anche quest’anno ha indetto un concorso per il compleanno del blog; tra i tanti, ottimi, pezzi presentati, il mio è stato uno dei tre prescelti per la realizzazione di un video. Adesso non rimane che gustarsi le performance di Elisa Elena e votare il migliore visitando questa pagina.

Qui sotto potete trovare il testo che ho scritto proprio tenendo a mente la sua voce, così come l’ho udita tante volte negli spezzoni che ha realizzato, e il video che lei ha realizzato. Brava, Drama Queen!

PS: Dato che questo è un post fuori programma, permettetemi una piccola divagazione. Devo dire che sono molto felice di come sia andato il primo “Sostiene l’autore”; all’iniziativa stanno partecipando molte persone, sia lettori abituali ma soprattutto molti nuovi amici ai quali voglio dare qui il mio benvenuto. Abbiamo già diversi brani in calendario ma non spaventatevi e continuate a scrivere: c’è posto per tutti. Vorrei finire rivolgendo un grande grazie agli autori che, con coraggio, si espongono senza riserve e un altrettanto grande grazie ai lettori che, con impegno, giudicano e commentano i brani proposti. Siete stati magnifici.

***

IL VIAGGIO PER LA FELICITA’

Adesso ci sono gli aerei, che sfrecciano sulla pista davanti a me.

Per arrivarci mi ci era voluta tutta la vita. Tutta la vita fino a quel momento, voglio dire. Avevo racimolato spicci su spicci: “Per la felicità”, c’era scritto. Ogni volta che ho potuto risparmiare un cent da una mancia; ogni volta che ho trovato un euro per terra; ogni volta che ho potuto mangiare un pezzo di pane invece di un piatto caldo. Ogni volta, ho preso i miei soldi e li ho infilati in quel vaso.

Certi inverni, quando un crampo di fame mi prendeva lo stomaco, avevo avuto la tentazione. Oh, sì, l’avevo avuta eccome. [Sorride] L’avevo preso in mano, mentre guardavo la finestra distorta e opaca al di là del suo vetro sporco. Sarebbe bastato che scivolasse… Le dita che allentano appena la presa… pluff! Rumore di vetri infranti. Monetine e qualche rada banconota che rotolano e corrono a nascondersi nelle pieghe buie della casa.

Invece stava lì, attaccato alla mano, e attraverso la sua trasparenza c’era una realtà lurida. Forse per colpa del vetro; oppure era proprio così, senza scampo. Ecco perché devo partire.

Aerei che vanno e vengono da posti bellissimi. Anche io sto per arrivarci, in uno di questi paradisi. C’è solo un problema: che sarò sempre io, là. Con le mie magagne e le mie angosce. E il paradiso per me sarà un inferno. Al solito.

Salirò su quell’aereo comunque. Per sfida con me stessa e con il destino. Peccato solo che gli aerei non cadano mai, quando serve.

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12 pensieri riguardo “Un monologo per Drama Queen

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