Acchiappami n. 5 – Sandra Faè


photo credit: calligraphie via photopin (license)

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Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

PS: In questo momento non ci sono altre lettere in pubblicazione. Naturalmente resto in attesa di nuove richieste, che saranno messe in pubblicazione il primo venerdì disponibile. Non fate i timidi!

***

nome del file: Acchiappami-Sandra Faè-Ragione e pentimento.docx

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


Spettabile XXX,
allego alla presente manoscritto e ipotesi di quarta di copertina del mio romanzo “Ragione e pentimento” Sono nata a Milano, dove risiedo. Dopo anni di corsi di scrittura creativa e svariate pubblicazioni di racconti in antologie, nel giugno 2010 è uscito il mio primo romanzo “Frollini a colazione (ma io volevo la brioche) ediz. ExCogita.

Ringrazio per l’attenzione e, fiduciosa che la mia opera possa essere da Voi presa in considerazione per essere rappresentata, porgo

Cordiali saluti.

Un buon matrimonio funziona quando hai voglia di tornare a casa

Si può sopravvivere a un tradimento? Francesca una risposta ce l’ha. Sa che è possibile passare indenni attraverso le canoniche balle di sapone del maschio in-amore-extraconiugale, digerire le frasi filosofico-riparatrici (tipo “con lei era solo sesso”) che schianterebbero pure l’ego di una top. Sa che andare avanti si può, e non solo per una figlia, ma perché, a volte, si è davvero fatti per camminare dallo stesso lato della vita ed essere ancora felici. Per lei e Stefano è stato così.

E quando i nodi sembrano sciogliersi, ci pensa la vita a regalare a tutti un altro funambolico giro di giostra: Stefano che perde il lavoro e ne trova uno mal pagato nella lontana Piacenzaland, Francesca che scopre di aspettare un bambino e molto altro… Perché una famiglia è un team di equilibristi alle prese con la vita.

Ragione e pentimento è una commedia sentimentale, dove le tre voci narranti di Francesca, Stefano e Carolina, la figlia, offrono diversi punti di vista e traghettano il lettore verso una lettura coinvolgente sempre in bilico fra dramma e ironia.

***

Leggi tutte le lettere inviate in “Acchiappami (se ci riesci)”

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31 thoughts on “Acchiappami n. 5 – Sandra Faè

  1. Delle tue tre lettere questa, paradossalmente, mi sembra la più debole. Anzi, un punto – uno – di forza ce l’ha: quando dici che sei un’autrice edita: questo fa di te automaticamente qualcuno a cui si può concedere un approfondimento.
    Per il resto non c’è sinossi ma solo una quarta di copertina, che sembra regalare uno scorcio di vita comune a molte persone, ormai. La storia è appena tratteggiata e non ci sono indicazioni sul finale. La cosa che la salva, dal mio punto di vista, è l’approccio effervescente che hai con la lingua: è un buon modo per lasciare che chi legge la lettera abbia già una prima idea di che tipo di scrittura sei capace.

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  2. Ci sono, caro Michele, un paio di cose fondamentali da dire su questa presentazione, ma mi riservo di farlo più tardi quando ci sarà, almeno spero, qualche commento in più per non anticipare troppo. Ringrazio ancora Michele che mi ha dato l’opportunità per me davvero felice, di essere presente ben 3 volte in questa rubrica. Un abbraccio a tutti.

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  3. Ciao Sandra, qui ho notato un cambio netto di registro rispetto alle precedenti presentazioni e, devo dire, sono d’accordo con Michele: la sinossi non dice granché, tratta l’argomento in via generale (che fine hanno fatto tutti quei passaggi dettagliati sui personaggi e quello che accade loro?)
    Mi chiedo se questa sia stata una tua scelta specifica per provare a fare una cosa diversa dalle tue solite.
    Il tuo linguaggio frizzante, comunque, emerge anche in quelle poche righe, per questo per me è un peccato non svelare di più a chi dovrebbe darti una risposta positiva.
    Mi piace come chiudi, un po’ come nella lettera segnalata da Marco, la scorsa settimana, con un giudizio di lancio dell’autore che sottolinea i punti di forza del proprio libro.

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  4. Secondo me prima di tutto l’autrice deve presentarsi, poi passare a parlare del manoscritto.
    La quarta di copertina la decide l’editore, a quanto ne so, e non l’autore, quindi toglierei quella parte.
    Attenzione alla punteggiatura, dopo il titolo del romanzo manca un punto 🙂
    Dei corsi di scrittura non credo che all’editore interessi qualcosa: non ti qualificano come autore e ciò che sai fare lo devi dimostrare con le opere e non con i diplomi.
    Io toglierei anche la parte “fiduciosa che…”, perché mi sa di sviolinata.

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  5. Mi sembra che la lettera parta male con “allego alla presente manoscritto e ipotesi di quarta di copertina del mio romanzo” (un eccesso di formalità che fa inciampare nella lettura) e il punto mancante dopo “Ragione e pentimento”. Se fossi un editor, un inizio del genere mi maldisporrebbe.

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  6. Cari Marina e Daniele e cari tutti,
    non so quanto tempo avrò durante la giornata di tornare qui, scusatemi. La presentazione di oggi è stata acchiappata dalla agenzia che attualmente rappresenta le mie opere, e quindi possiamo col senno di poi dire che ha funzionato.
    Curioso che sia la peggiore delle tre proposte qui, perchè è l’unica non scritta da me, bensì dalla mia editor Chiara Beretta Mazzotta, che ha curato l’editing del romanzo, che a lavoro ultimato è stato inviato a 4 agenti, cercavo infatti un agente. Thesis ha deciso di volermi nella squadra dei suoi autori. Convengo che sia più una quarta di copertina, infatti è esattamente la quarta che trovate nel romanzo pubblicato.
    Il cambio netto di registro sottolineato da Marina quindi è assolutamente vero.
    In definitiva ho il sospetto che Thesis legga tutti i manoscritti, almeno in parte e quindi non saprei dire se la presentazione ha avuto il suo peso nella decisione di acchiapparmi.
    Un abbraccio.

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  7. Questa lettera è molto interessante secondo me perché rappresenta l’esempio di una proposta che è stata accolta positivamente, ed è curioso che proprio in questo caso i commenti che mi precedono siano così critici.
    La mia impressione è che rispetto alle precedenti lettere (non solo di Sandra) lasci intendere una maggiore sicurezza (nella proposta di copertina, nel tono generale e nella quarta di copertina) da parte dell’autrice. A posteriori quindi si può dire che tutto questo funzioni. Forse dovremo considerare il fatto che agli agenti e agli editori piace che un autore si ponga con questa consapevolezza e che azzardi anche a scrivere una possibile quarta di copertina. In fondo anche loro vanno “acchiappati” proprio come dei lettori. C’è molto da meditare su tutto ciò.

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      • Ah, occhei tu che sei moderno l’hai twittata. Io pensavo di lasciarle un link sul suo blog, ma meglio la tua mossa, la mia idea era un po’ troppo esposta in vetrina. Potrebbe nascere un confronto ancora più interessante di quanto già non lo sia.

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      • Ciao Michele, eccomi. Scusate non conosco la rubrica: se ho ben capito raccogliete le lettere di invio agi editori? Invii senza intermediari, giusto?
        Quella che leggo non è una lettera ma una piccola parte della mia presentazione (è diventata la lettera?). Quando mando “in giro” una proposta (io sono una editor non una agente) e la invio agli agenti con cui collaboro, preparo un pdf che contiene qualche citazione rappresentativa del testo (una, massimo due, un po’ come succede con la logline nel cinema), poi redigo una quarta. Non è un riassunto, è proprio una quarta: deve accattivare e non essere esplicativa (per non rovinare la lettura) ma fornire il mood del testo e suggerire il genere. Segue la sinossi completa senza omissioni di trama (quindi c’è tutto, dall’inizio alla fine) in modo che si possa valutare la trama nella sua completezza. E poi c’è anche la bio dell’autore, breve, perché le bio lunghe e inutili sono uno dei modi migliori per indispettire chi legge.
        È quindi un documento tecnico che viene poi usato dall’agente per presentare il testo all’editore. Stavolta l’editore ha preso la mia quarta ma è un caso…
        Direi che l’approccio di un autore non dovrebbe essere questo nella lettera ma sì, volendo potrebbe allegate una presentazione di questo tipo alla mail, sempre tenendo conto delle richieste dell’editore (solo la sinossi, solo il primo capitolo, tutto il testo…).

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        • Ciao Chiara, benvenuta e grazie per aver voluto commentare 🙂
          Il tentativo di questa rubrica è quello di metterci dalla parte dell’agente (o dell’editore) proprio per cercare di capire quali sono gli errori che si compiono e come, eventualmente, superarli. Così pubblico le lettere che gli autori mi inviano e, tutti insieme, proviamo a fare del nostro meglio commentandole.
          È bello poter dare uno sguardo “al di là”, finalmente scevro da supposizioni e tentativi di immaginare cosa possa aspettarsi un agente o un editor e cosa, invece, possa indisporlo. 😉

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          • Ci mancherebbe! Grazie a te.
            Posso dirti cosa non fare! Mettere una bio di pagine con i premi vinti dai due anni in su. Tanto per cominciare.

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          • Noi, bene o male, eravamo giunti a questa conclusione: un minimo di bio (due righe, per presentarsi); una sinossi completa da due-trecento parole; magari una frase estratta dal testo che sia significativa dello stile; la lunghezza dell’opera e qualche info di carattere commerciale come genere, possibilità di legarlo ad eventi di cronaca, e cose così.

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          • Tutto giusto direi ma le due-trecento parole rischiano di essere pochine. Una sinossi è una sinossi e deve essere esaustiva (una cartella ogni cento di testo, per fare una proporzione… ma dipende dall’intreccio, ovvio). Del resto resto la quarta può essere un tranello… soprattutto se si disseminano i temibili “si legge tutto d’un fiato, misterioso, tensione…” il condimento per rendere la pietanza più appetibile insomma 😉 Irrita molto un editore.

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  8. @ Dimenticavo. La lettera non è l’originale, che ho perduto, sono passati più di 2 anni dall’inoltro, l’ho ricostruita a memoria e ritengo sia identica o quasi. Sono certa però che in quella vera il puntino ora mancante c’era! 😀

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    • Leggo il commento adesso (con il cellulare è meno facile del previsto 🙂 Non sapevo l’avessi mandata così… in effetti rischiava di essere un po’ criptica.

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  9. Scusate, paio matta, ma aprendo il link lo scroll partiva da “Un buon matrimonio funziona quando hai voglia di tornare a casa…” Ho visto il resto. Occhei ci siamo. Sì, a mio avviso una lettera così va bene eccome.

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  10. Ormai hanno già parlato i professionisti, quindi il mio commento serve a poco, ma lo lascio lo stesso. A me questa piace molto come lettera di presentazione a cui far seguire una sinossi più completa.
    Se fossi un editore un po’ di curiosità questa presentazione me la metterebbe, abbastanza per leggere la sinossi completa, che magari è più tecnica e meno frizzante.

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  11. Anch’io arrivo tardi, come Tenar. È già stato tutto detto, e non saprei che aggiungere. Quella presentata è una classica quarta di copertina, quindi il testo finale con cui il libro viene presentato al potenziale lettore, ma non certo la procedura classica per ingolosire l’editore. Meglio una bella sinossi particolareggiata e qualche breve nota biografica. Presentarsi con un testo stile quarta è voler scavalcare il ruolo editoriale. I contro sono maggiori dei pro in questo caso, anche se nel caso specifico è andata bene.
    La quarta è comunque scritta con eleganza e misura, senza cedere al linguaggio iperbolico del marketing. Caro Michele potresti proporre un’altra bella rubrica: valutiamo le quarte di copertina per l’ebook sulle piattaforme di self-publishing. Hai ancora il martedì, il giovedì e il sabato liberi sul blog. 🙂

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