Sostiene l’autore n. 2


Philip Roth - da Internet
Philip Roth – da Internet

Questo brano è stato inviato in maniera anonima da un autore, perché venga commentato in maniera anonima dai lettori di questo blog.

Le regole per partecipare sono spiegate in questo post.

Tutti i brani che hanno partecipato alla rubrica “Sostiene l’autore” sono elencati in questa pagina.

Buona lettura e buon commento.

***

FAVOLA

LE   DUE FOGLIE INNAMORATE

C’era una volta una ridente collina attraversata da un limpido fiume.

Ai lati del fiume, in prossimità di un ponte, c’erano due alberi: un pioppo sul lato sinistro e una betulla sul lato destro.

Passata la primavera e l’estate, arrivò l’autunno.

Dai rami del pioppo caddero tutte le foglie, tranne una.

Dai rami della betulla caddero tutte le foglie, tranne una.

Rimaste sole sui rispettivi alberi, le due foglie iniziarono a guardarsi e a sorridersi. Poi si presentarono e parlarono un po’ tra loro.

La foglia del pioppo si chiamava Pippo. Era carino e simpatico, con due bellissimi occhi azzurri.

La foglia della betulla si chiamava Lella. Era dolce e carina, con un radioso sorriso.

Tra le due foglie nacque subito una bella amicizia. Ogni giorno ridevano, scherzavano e si raccontavano tante storielle.

Ma ben presto la loro amicizia si trasformò in amore… e cominciarono a volare baci e “ti amo” in quantità.

Per circa un mese, il tiepido sole riscaldò l’amore tra Pippo e Lella. Poi arrivò il vento.

Le due foglie innamorate avevano una paura tremenda del vento.

Se le spazzava via… non si sarebbero viste mai più. E il loro stupendo amore… sarebbe finito tristemente.

Per qualche giorno il vento soffiò leggero, poi cominciò a soffiare impetuoso.

Le due foglie tentarono di resistere eroicamente… ma furono strappate dai rispettivi alberi, senza nessuna pietà, e si persero di vista.

A quel punto, convinte di non vedersi mai più, s’abbandonarono allo sconforto e alla disperazione.

Ma quando tutto sembrava perduto… accadde una cosa incredibile.

Dopo essere state in balia del vento per tanto tempo… le due foglie atterrarono sulle acque del fiume… una vicino all’altra.

Stupite e incredule, ma felici, s’abbracciarono e si baciarono con dolcezza… provando intense emozioni che fecero palpitare i loro cuori.

Dopo quell’emozionante “contatto d’amore”, Pippo disse: «Com’è strano il destino. Temevamo che il vento ci separasse… invece ci ha unito. Se non fosse stato per lui… non avremmo mai vissuto dei momenti così belli, intensi, profondi.»

«Sì… sono stati dei momenti stupendi, meravigliosi, fantastici. I più belli della mia vita» rispose Lella.

Poi le due foglie si presero per mano e si lasciarono trasportare dal lento scorrere del fiume. Erano al settimo cielo.

Ma dopo un breve tratto, il fiume cominciò a scorrere veloce e spumeggiante. Purtroppo… stava arrivando una cascata.

«Oh… noooooo!» esclamarono terrorizzati Pippo e Lella. E s’abbracciarono stretti-stretti… e affrontarono la cascata con il cuore in gola.

Dopo un volo di venti metri, atterrarono tra i flutti spumeggianti.

Tentarono di rimanere uniti… ma la furia delle acque li separò.

Si cercarono disperatamente… ma non si trovarono.

Allora Pippo urlò: «Lella, amore mio… non disperare! Ci rivedremo la prossima primavera… quando tu rinascerai sopra il tuo albero… e io rinascerò sopra il mio albero. Addio tesoro! Ti amoooooo!»

   Seppur lontana da Pippo, Lella sentì le sue toccanti parole d’amore. E dal suo viso colmo di lacrime… sgorgò un bellissimo sorriso di speranza.

***

La discussione anonima è terminata. Per qualsiasi ulteriore indicazione è possibile usare l’area dei commenti, in basso.

***

Sostiene un lettore…

…Troppi aggettivi e anche piuttosto banali “Carino, bello, stupendo”. Ripetizioni, frasi fatte: “cuore in gola” “settimo cielo”. E ancora: “Passata la primavera e l’estate” meglio “PassatE la primavera e l’estate”.
Sono davvero negativo/a circa questa favola.

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Sostiene un lettore…

…Questa fiaba mi è sembrata bellissima! Una bella metafora della vita e alla fine mi sono quasi commossa sul destino delle due foglie innamorate. Non trovo difetti, forse meno puntini di sospensione ma per il resto a me sembra perfetta.

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Sostiene un lettore…

…La storia si salva solo perché è una favola, che per sua natura va trattata con termini semplici e non deve avere un contenuto elaborato; dev’essere profonda, ma contenere un monito o una morale: in questa c’è il tentativo di “dire qualcosa”, ma io non sono riuscito a coglierla.
All’inizio non mi piace “ridente collina”, “limpido fiume”, troppi aggettivi e anche “radioso sorriso” un po’ più in là.
La scelta dei nomi che creano assonanza con gli alberi cui si riferiscono, “pioppo Pippo” e “betulla Lella”, non mi pare riuscitissima.
E poi tanti puntini di sospensione, troppi…
“Lella, amore mio… non disperare,” , “addio tesoro! Ti amoooo”.
(Ma cos’è uno scherzo?) 🙂

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Sostiene un lettore…

…Questa è una favola e un tono semplice ci sta. La prima cosa su cui lavorerei, se fossi l’autore, è il tentativo di forzare l’interpretazione del lettore attraverso puntini di sospensione e vocali ripetute: il fatto che sia il mezzo più facile per rendere quello che “sentiamo” nella testa non significa che sia il migliore. Anzi. Bisogna che il lettore sia libero di pensare e sentire il testo a proprio piacimento.

Meglio cercare di renderne l’effetto attraverso altri strumenti: per esempio, volendo rallentare, meglio usare parole lunghe. Per rendere un’immagine, piuttosto che un aggettivo, quando possibile è meglio usare un verbo o un giro di parole. Cose così, insomma. 😉

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Sostiene un lettore…

Ci sono parecchie cose che non mi tornano in questo testo. A chi si rivolge?

A dei bambini? Credo che il finale sia molto lontano dalla sensibilità dei bambini (ma potrei sbagliarmi). Il linguaggio è semplice, ma non so… Forse se fosse accompagnato da delle immagini… In ogni caso curerei di più la musicalità del testo.
A degli adulti? Allora parecchie frasi fatte e di aggettivi banali sono da rivedere. La stessa semplicità della favola lascia qualche perplessità, se rivolta a un pubblico di adulti.
Consiglio all’autore (o all’autrice) di pensare bene a chi intende rivolgersi. In ogni caso andrebbero fatte delle variazioni. La direzione migliore, ma forse è un gusto personale, è quella del racconto illustrato per bambini, ma anche in questo caso c’è parecchio lavoro da fare.

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Sostiene un lettore…

…La favola è un genere difficile da trattare, bisogna essere molto fantasiosi e precisi nella scrittura. Questa favola è fantasiosa, ma non del tutto coerente nello svolgimento. E la scrittura va rivista, proprio per rendere gradevole la lettura. Partirei dall’idea di fondo. Le foglie come una coppia, o l’amore o la vita, che avvicina, allontana, si superano difficoltà insieme e si vivono momenti di intensa felicità. Tutto questo mi sembra coerente e degno di essere raccontato. Direi che l’idea di fondo, semplice, funziona.

Lo svolgimento andrebbe invece almeno messo in dubbio. Innanzitutto la foglia con gli occhi azzurri e il sorriso non va bene. La favola è più riuscita se le foglie non vengono banalmente umanizzate. Una foglia può avere una nervatura che sembra un sorriso, e l’altra due buchi fatti dagli insetti che mostrano l’azzurro del cielo sullo sfondo, come due occhi azzurri. Bisogna trovare poi un modo poetico per dirlo.

Poco efficace anche il commento del narratore prima che i fatti succedano. Prima le foglie cadono nella cascata, e poi si può commentare l’accaduto. Oh, no, esclamarono Pippo e Lella davanti alla cascata.

La revisione maggiore la farei sul finale. Se le due foglie stanno andando alla deriva verso il mare presumibilmente, è lì che devono terminare la loro vita, e non di nuovo su un ramo. Su un ramo si formerà un’altra coppia, non la stessa. Allora la metafora è completa. Perse nel mare ma di nuovo assieme (anche se è triste, magari ci sono altre soluzioni, io ne ho tre o quattro a pagamento).

Anche l’inizio dovrebbe essere ripensato. Che le due foglie si guardino solo quando restano le uniche attaccate ai rami ha senso ma non è detto che sia la soluzione migliore. Di fatto le foglie d’autunno sono vecchie, stanno per cadere. Sono alla fine della loro vita. Invece la storia potrebbe partire dalla primavera, cioè dalla nascita. Nulla impedisce di vedersi pur in mezzo a una folla di foglie. Ci possono essere cambiamenti di colore, di grandezza, e solo con la maturità ci si avvicina (proprio grazie al vento che da negativo diventa positivo).

Lavorerei quindi parecchio su questa favola per renderla una chicca. Ma l’autore avrà voglia di farlo?

Dei lettori finali me ne fregherei. La favola va bene per entrambi, attento però a come si conclude, dev’essere un finale comunque poetico e pieno di senso.

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Sostiene un lettore…

…Fregarsene del lettore finale secondo me non va bene. Il lettore a cui ci si rivolge è fondamentale, lo è stato quando ho proposto un albo illustrato con l’idea che fosse per l’infanzia, ma il pubblico di riferimento non era ben delineato e, dopo tanti rifiuti, finalmente  un editore meno criptico degli altri mi ha spiegato l’inghippo.

Se si punta all’editoria per l’infanzia occorre sapere che è un campo ancora più minato di quella per adulti, accedervi è difficilissimo, spesso i libri sono commissionati, tipo “vorremmo una storia che parli di questo” e si affida il lavoro ad autori già affermati o speciali agenzie preposte e di seguito per le illustrazioni si sfoglia il catalogo degli illustratori con le diverse proposte cercando lo stile più consono.

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Sostiene un lettore…

…Se avesse scelto un racconto illustrato per bambini avrebbe mandato le illustrazioni…

Mi pare che questa favola abbia il tono e si inserisca nel solco delle favole di Fedro, Rodari, Saint Exupery, Wilde, le favole italiane raccolte da Calvino. Il piccolo principe per chi è stato scritto, bambini o adulti? E bambini di quanti anni? Quale target aveva in mente l’autore? Aveva in mente un target?

Sembra dal tuo ragionamento che la favola debba essere solo e sempre illustrata e comunque fruibile solo da bambini.

Se l’autore (me lo sono immaginato maschio) vuole un giudizio su come ha scritto “questa” favola, mi limito a questo. Saprà lui a chi rivolgersi. Un bambino di 8 anni o un adulto di quaranta possono leggerla provandone sensazioni diverse ma piacevoli per entrambi.

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Sostiene un lettore…

…Oddio Rodari e company mi sembrano lontani anni luce, neanche paragonabili.

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Sostiene un lettore…

…Io ci andrei piano con le citazioni di Fedro, Rodari e compagnia bella!

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Sostiene un lettore…

…Anche a me il tono generale non è piaciuto, una frase a campione per farmi capire: “provando intense emozioni che fecero palpitare i loro cuori”. Non funziona per niente.

Inoltre tutti quei puntini di sospensione sono un orrore.

Un ragionamento da punto di vista fisico-geografico: le colline non sono attraversate dai fiumi, magari ne sono lambite, ma i fiumi non nascono dalle colline e non le risalgono, ma le aggirano. Una zona collinare… con una cascata? Non sono un esperto ma mi sembra poco probabile.
Perché non ambientare la storia in un bosco?

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Sostiene un lettore…

…Ognuno di noi è lontano anni luce da Rodari, però questo testo appartiene a quella modalità di racconto, e non ad altre. Inoltre, ho scritto che c’è da fare del superlavoro sia sulla trama sia sulla scrittura. Se già è stato detto che i puntini di sospensione sono eccessivi, che gli aggettivi sono troppo scarichi e banali, non è il caso che lo ripeta anch’io. 🙂

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Sostiene l’autore…
…Le mie favole si rivolgono a tutti, soprattutto a ragazzi e adulti.
Sono storie senza pretesa di pubblicazione, che nascono osservando la natura.  Sono scritte in modo semplice, per cuori sensibili.
Il senso di questa favola, è raccontare un amore che da impossibile diventa possibile grazie al vento. Tutto qui.

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Sostiene un lettore…

…L’idea secondo me è bellissima, ma gestita male.

Leggendo la prima frase ho pensato a una storia per bambini. La tematica affrontata, però, spostava il focus. Gli aggettivi sono decisamente troppi, spesso usati ingenuamente. E i puntini di sospensione disperdono l’attenzione.

Inoltre, c’è una concordanza sballata: “La foglia del pioppo si chiamava Pippo. Era carino e simpatico, con due bellissimi occhi azzurri.” Il soggetto sottinteso è sempre la foglia, quindi io avrei usato il femminile. Il suo nome, già lascia intendere che è un maschio.

D’accordo su una revisione del finale. Bella la soluzione suggerita dal lettore, scaduto ai miei occhi quando ha palesato l’intenzione di farsi pagare: spero scherzasse!

All’autrice consiglierei di non lasciar perdere questa favola, che ha delle potenzialità, ma di riscriverla tenendo conto dei consigli ricevuti ed eliminando gli aggettivi in eccesso, i puntini e le frasi fatte.

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Sostiene un lettore…

…Quello delle soluzioni a pagamento scherzava, anche perché non era vero che ne aveva altre. 🙂

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Sostiene un lettore…

…Sono d’accordo con il penultimo commento, l’idea è buona ma gestita male, il tono è infantile (la foglia con gli occhi azzurri??) ma il tema è adulto. Andrebbe riscritto riflettendo su ogni aggettivo scelto e levando i puntini di sospensione dove possibile.

Penso di riconoscere lo stile dell’autrice ma mi è stato proibito il toto-scommesse quindi sto zitta 😀

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