Acchiappami n. 6 – Marina Guarneri


photo credit: calligraphie via photopin (license)

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Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione e le quarte di copertina che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori o ai lettori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti e i libri acquistati. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

***

nome del file: Acchiappami in quarta!.docx

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


 

Trentuno dicembre – Quarta di copertina

Un giovane fumettista, ex tossicodipendente, con una storia complessa alle spalle e un passato difficile da dimenticare; un’assistente universitaria improvvisamente catapultata nella sua vita; un’ex fidanzata con dei rimpianti irrisolti e un’amica che conosce tutta la verità sui fatti taciuti.

I destini di questi protagonisti sono già scritti, perché si intrecciano dentro una delle tante storie irreali contenute nella più grande biblioteca virtuale di tutti i tempi, la N.O.M. – Nuovi Orizzonti della Mente – Corporation. È lì che Sara si reca alle soglie del nuovo anno per vivere un’esperienza straordinaria.

Non tutto, però, va come previsto.

***

Leggi tutte le lettere inviate in “Acchiappami (se ci riesci)”

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25 thoughts on “Acchiappami n. 6 – Marina Guarneri

  1. Per iniziare il nome del file non rispetta lo standard richiesto (e sorvolo sulla lunghezza delle righe!).

    Per quanto riguarda la quarta in sé, ci sono alcune cose che non mi sembrano chiare a colpo d’occhio: perché Sara – a quanto pare la protagonista – non è elencata subito con i personaggi? L’elenco dei personaggi, che sembra ruotare attorno al fumettista che in effetti sembra più protagonista di Sara, si divide tra qualità (tossico, ex-fidanzata) e azioni (catapultata, sa la verità sui fatti taciuti). E poi, quali fatti?

    E per finire: qual è il conflitto? Si dice che le quarte dovrebbero comprendere il primo terzo del libro. Se in tre atti, il primo atto.

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  2. La valuto un pelino scarna. Poi personalmente ho una fissa/paranoia sulle preposizioni affiancate che detesto e cerco sempre di sostituire con altre formule; spesso una delle due è del tutto evitabile. Il tuo caso “con dei rimpianti irrisolti” funziona anche “con rimpianti irrisolti”. Lo so è un dettaglio.
    “Non tutto, però, va come previsto” è una frase davvero abusata, e anche “un passato difficile da dimenticare” sono sicura che sapresti trovare qualcosa di più incisivo e accattivante, magari anche spiegando in maniera più approfondita, ovvio senza svelare troppo, il motivo di queste affermazioni.

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  3. La mia (spietata) opinione da lettrice è che senza la seconda parte non sarei incuriosita di leggerlo. Mi sembra che l’idea forte della storia stia nella biblioteca virtuale, quindi perché non dirlo subito? Io sposterei l’ultima frase all’inizio: “Alle soglie del nuovo anno, Sara si reca alla biblioteca… “.
    Visto che non ho ancora letto il libro, poi, non so se i tre personaggi hanno lo stesso peso, ma così non fosse ed è Sara la protagonista, non è meglio concentrarsi su di lei e basta?
    Ultima considerazione: sono d’accordo con Sandra sul fatto che “Non tutto, però, va come previsto” è troppo generico, magari qualche accenno in più gioverebbe.

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  4. Mi unisco ai commenti precedenti: la storia della biblioteca virtuale mi sembra molto interessante, ma l’intera quarta di copertina è un po’ scarna e priva di dettagli. Magari anche solo qualche accenno in più avrebbe reso la quarta di copertina più catturante, io credo 🙂 .

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  5. Pollice verso pure per me. Troppo breve e generica. Le tre frasi nominali all’inizio (non tutti i lettori le apprezzano, anzi spesso le respingono) sono giustificabili solo se successivamente il discorso diventa più esplicito e articolato, invece permane la voglia di non raccontare nulla al lettore, mantenendo tutto nel mistero.
    Di ex tossicodipendenti con un passato difficile da dimenticare ne abbiamo a pacchi. L’ex tossico di solito, qualsiasi lavoro faccia, ha sempre un passato da dimenticare. 😀

    Da lettore che non ne sa nulla deduco che esiste un videogioco o mondo virtuale che Sara si concede all’ultimo dell’anno, mondo dove sono archiviate queste storie intrecciate. Però ci sarà un granello nell’ingranaggio che cambiarà le storie già scritte. Io capisco questo, ma mi ci sto applicando. In libreria o su una piattaforma online passerei oltre.

    Consiglio: riscrivere con almeno 1000 battute di testo, comprendente anche qualcosa sullo stile e una nota biografica. 🙂

    Anche la chiusura è una formula logora.

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  6. Io ho letto “31 dicembre” e ho trovato l’idea della realtà virtuale molto originale, confesso che non ricordavo bene la quarta di copertina, anche perché ho comprato il libro perché già seguivo il blog di Marina. Mi sembra che questa versione sia più stringata di quella che compare su Amazon e che è più accattivante (sono andata a leggerla prima di commentare).
    Qualche dettaglio in più sulla storia aiuterebbe a incuriosire di più il lettore. 🙂

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  7. Ciao Marina 🙂

    Anch’io ho trovato più interessante la seconda parte della quarta, rispetto alla prima, tanto che aprirei la descrizione del libro con quella.
    La N.O.M. riesce da sola, anche senza troppi dettagli a incuriosirmi perché si preannuncia come luogo clou della storia. Un luogo non ordinario in cui ci si aspetta l’avvicendamento di eventi e intrecci interessanti. Insomma, secondo me, anche poche parole giuste riescono a creare aspettativa.

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  8. Grazie a tutti per i commenti e a Michele che ha avuto l’idea di creare questo che definirei un efficiente “gruppo di lavoro” per chi ha bisogno di capire certi meccanismi fondamentali quando si vuole scrivere per il pubblico.
    Allora, a parziale giustificazione dico che ho scritto queste righe senza masticare nulla di sinossi, quarte di copertina e quinte se ci fossero, nel senso che quando ho scritto il romanzo (1998) sconoscevo le dinamiche dell’editoria, volevo soltanto raccontare questa storia e l’ho fatto. Poi è venuto il concorso e, dunque, con la vittoria di esso, il contatto con la casa editrice che per la prima volta mi chiedeva di scrivere una “quarta di copertina”. Sapevo cosa fosse, ma non come si scrivesse. Non sto a spiegarvi gli infiniti tentativi per comporne una che rispondesse alle regole richieste: devi convincere le persone a leggere il libro, mi dicevo, non devi scrivere una trama, ma solo incuriosire, devi essere concisa, tutte cose lette qua è là e che ho preso come basi da cui iniziare.
    Alla fine è venuta fuori questa cosa qui che voi giustamente bocciate sotto molti punti di vista (direi tutti).

    Ho voluto apposta buttarmi nell’arena perché nessuno – nemmeno la casa editrice che avrebbe dovuto- mi ha mai fatto un appunto su quello che ho scritto e, poiché, con gli anni e l’esperienza tratta dai blog che frequento, ho intuito che potesse esserci qualcosa che non quadrava ho voluto, finalmente, farmelo dire da qualcuno.

    Non posso più modificare nulla perché il libro è stato pubblicato e ora, tra l’altro, il cartaceo non esiste più, dunque anche questa quarta è scomparsa dalla circolazione (fiuuu, fortuna!), però, certo, su Amazon, l’idea è rimasta più o meno la stessa con qualche mia aggiunta per rendere il romanzo più accattivante (come dice @Giulia).
    @Helgaldo mi chiedevi di aggiungere una nota biografica e qualcosa sullo stile: ma la quarta di copertina non dovrebbe essere luogo deputato a ciò (forse, però, mi sbaglio).
    @Michele la quarta di copertina deve invogliare alla lettura, non deve raccontare; è giusto che tu ti sia posto delle domande, perché chi vuole conoscere le risposte deve leggere il libro.
    Poi che io non sia riuscita a convincere è un altro paio di maniche e su questo lavorerò molto, se non più in questo, nel prossimo romanzo.
    @M.Teresa il mio scopo era fare pensare a un intreccio normale per poi svelare che la storia è, in realtà, inesistente perché creata da un computer.
    Sara non ne sarà la protagonista diretta se non in un’altra veste e con un altro nome (tutte cose spiegate nel dettaglio e secondo una giusta cronologia di eventi nella sinossi).
    Insomma, ho capito gli errori e i vostri consigli sono tutti giusti.
    Il dire di più, però, non saprei: la quarta di copertina non deve prendere tutta la pagina. Il dirlo meglio, sì, quello lo prendo come un giusto monito! 🙂

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  9. ancora una volta un editore che potrebbe, o meglio avrebbe potuto, dare di più… Michele, occorre la foto Tozzi, Morandi, Ruggeri
    apperò Marina, 1998, pensavo di essere “lunga” io con la mia prima stesura del primo romanzo nel 2004! 🙂

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  10. Ho trovato molto interessante i commenti alla quarta di copertina.
    Grazie Maria Teresa per il link, me lo sono salvato per quando sarà il momento.
    Il resto l’ho dimenticato quando ho visto le gif animate della De Filippi, o di come cavolo si chiama quella sciocchina amica sua, tremende testimoni dell’imbruttimento dell’italiano medio.

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