Il cavaliere e il drago


photo credit: Dragon via photopin (license)
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Neil Gaiman: 8 Rules of Writing

http://www.brainpickings.org/index.php/2012/09/28/neil-gaiman-8-rules-of-writing/

“Perfection is like chasing the horizon. Keep moving.”

***

Non ti eri mai accontentato fin da quando, al paese, tutti ti chiamavano Microbo. Tu ingoiavi, e mettevi da parte; sapevi che sarebbe venuto il giorno in cui gliel’avresti fatta vedere, com’eri certo che il sole sarebbe sorto, l’indomani. Avrebbero tutti imparato che Microbo era il migliore e se ne sarebbero venuti in lacrime a supplicare il perdono: ecco perché avevi sempre puntato in alto. “Questo bambino non vale un soldo di cacio”, aveva detto Maestro. Tu, oltre a non saper leggere, avevi fatto finta di non saper ascoltare e te n’eri andato dritto per la tua strada. Avevi preso il cavallo più forte che c’era e te n’eri andato più in là, nei prati al limitare del bosco.

Il tuo paese era un paese di mare e gli altri non ti avevano capito una volta di più. A loro importavano le barche, il catrame, le reti e, per ultimi, i pesci. Ultimi solo per farli primi, perché la gente del paese era ligia a quello che si doveva dire e pensare, ai proverbi e ai pochi libri che era lecito tenere e leggere la domenica. Ma tu volevi dell’altro. Volevi di più. Avevi rincorso il cavallo fin quando non aveva accettato di farti salire sulla sua groppa dura e avevi mulinato un pesante bastone fin quando non avevi pensato di essere pronto.

Un giorno te n’eri andato. Erano passati molti anni da allora: tua madre aveva pianto, all’inizio, e poi aveva finito le lacrime e le erano rimasti due occhi fondi e asciutti come un vecchio pozzo; tuo padre aveva maledetto con parole sempre più amare le mani che non lo avevano aiutato a remare, a tirare in barca mucchi d’argento guizzante, a ricucire le reti. Ma tu avevi una missione: avevi lottato fino al giorno in cui qualcuno ti aveva concesso il privilegio di vestirti di ferro brunito. Avevi appeso al tuo fianco una lama e te n’eri andato in giro altero, padrone della forza e della giustizia.

Da quel giorno, avevi puntato il cavallo all’inseguimento del sole del mattino, perché i suoi raggi ti riempissero la faccia e si impigliassero sul cimiero. Avevi attraversato paesi e città e dovunque il tuo ferro era benedetto e la tua destra onorata. Quando avevi saputo che al paese c’era un mostro ti eri fregato le mani: la tua occasione era giunta. Avevi preso la durlindana e avevi cavalcato nella luce.

Infine, il mostro ti si era parato innanzi. Povero drago senza speranza, avevi pensato, magnanimo e spietato. Il petto tenero, sotto le scaglie, aveva lasciato che la lama si tuffasse nel cuore dolorosa e crudele. Il soffio di fuoco s’era fatto brace mattutina, e infine s’era spento. Avevi infilato la coda nel cappio e avevi fatto della bestia un trofeo. Ti eri presentato così, alle porte del paese: Microbo vincitore della bestia.

Avevi trascinato la povera carcassa per le strade polverose, verso la piazza; dalle porte, occhi nascosti nell’ombra avevano scrutato il tuo passaggio. Li volevi osannanti, e se ne stavano acquattati nelle loro luride tane. Poi qualcuno era uscito: ti guardava in tralice, prima te e quindi la bestia. Infine ti eri voltato e ce li avevi tutti dietro, codazzo acrimonioso e silente. Quasi silente: bisbigliavano, piano, sussurrando cattiverie, e avevi potuto distinguere una sola parola inseguirsi tra bocche e orecchi: Microbo.

Quando eri arrivato sulla piazza, Maestro ti stava aspettando. Fermo, piantato nel mezzo come un monumento dimenticato; solo i suoi occhi erano vivi e sapevi bene che vedevano oltre le fessure del tuo elmo. “Questo cavaliere non vale un soldo di cacio” aveva detto, “Drago, col suo fuoco, teneva lontano Orca. Adesso Orca tornerà, si mangerà tutti i pesci, e i nostri figli periranno di fame.” Ti aveva puntato il dito contro: “La pena, per il tuo delitto, è l’esilio.” Si era voltato verso gli altri e aveva urlato: “Il cavaliere è bandito. Per sempre.”

Avevi voltato il cavallo verso il sole nascente.

Avevi sperato che almeno l’orizzonte ti fosse clemente.

***

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7 pensieri riguardo “Il cavaliere e il drago

  1. I racconti di Michele sono sempre sorprendenti, ma nessuno si è accorto qua che oggi l”Acchiappami” del venerdì è saltato?
    MA DOVE SIETEEE? Avete lasciato sola e mortificata la mia quarta di copertina che adesso si sente sfigatissima a rimanere soltanto una parentesi!

    Mi piace

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