Sostiene l’autore n. 5


Philip Roth - da Internet
Philip Roth – da Internet

Questo brano è stato inviato in maniera anonima da un autore, perché venga commentato in maniera anonima dai lettori di questo blog.

Le regole per partecipare sono spiegate in questo post.

Tutti i brani che hanno partecipato alla rubrica “Sostiene l’autore” sono elencati in questa pagina.

Buona lettura e buon commento.

***

La notte era sparita dietro le tende chiuse della finestra; guardai il breve pensiero trascritto sul mio diario e scoppiai a ridere.

Mio dio! quella serata era stata terribile, un ricordo da archiviare senza salvare una virgola; come avevo potuto farmi convincere da Livia ad andare in casa di un tizio che conoscevo solo di vista per seguire il concerto dei Pink Floyd trasmesso su MTV?

L’invito era partito da Tony, classe ’59, che a dispetto del suo titolo di “Avvocato”, non aveva ereditato dal padre, al contrario eccellente principe del Foro, la scaltrezza e la bravura nell’esercizio della professione. Era il più classico dei “figli di papà”, ricco, viziato, sempre sopra le righe e con poca voglia di “diventare grande”. L’idea del concerto dei Pink Floyd mi aveva fatto superare l’iniziale pregiudizio circa la compagnia cui, mio malgrado, mi sarei aggregata; in più Livia aveva decantato un impianto stratosferico di altoparlanti ed effetti dolby surround che veniva proprio la curiosità di verificarne la potenza. Così mi ero unita al coro di Siii, tutti a casa di Tony ed ero salita nell’auto di un’infermiera professionale, credendo che fosse quella di Livia; a ingannarmi erano stati il colore e il modello uguali: una Lancia Ypsilon nuova di zecca, colore grigio perla metallizzato, che all’interno odorava in modo prepotente di deo-auto ai frutti tropicali. Quando mi accorsi dell’errore, ero già stata spinta a scivolare sul sedile posteriore da altre due ragazze. Mi ero guardata attorno nel tentativo di svincolarmi in maniera elegante, interrogandomi su come fossi finita incautamente lì e dove fosse invece Livia. L’avevo vista scambiare due parole con Fabio, così avevo bussato sul finestrino per attirare la sua attenzione; mi aveva dedicato un buffo sguardo di meraviglia nel vedermi stipata dentro quel bon bon motorizzato e mi aveva sorriso facendomi un cenno con la mano; il suo labiale aveva detto ci vediamo lì e io le avevo restituito il sorriso provando a fare l’indifferente con chi mi stava ospitando senza sapere chi fossi.

La conversazione fino alla meta del breve viaggio era sembrata surreale, uno scherzo: la ragazza alla mia sinistra che, così a vedersi, doveva essere la più giovane, si era lamentata perché sua madre non aveva mantenuto la promessa fattale per Natale, quella di trasformare l’ex studio di papà nella sua nuova stanza; motivo del trasloco: non ne voleva sapere più delle scarpe maleodoranti della sorella che infestavano la camera condivisa. Quella accanto a lei aveva fatto una petulante raffica di domande a chi era alla guida dell’auto sul suo capo-reparto perché segretamente (mica tanto) innamorata di lui: “oggi com’era vestito? e i capelli com’erano, pettinati al solito modo? (facendo allusione a chissà quale acconciatura)…e sua moglie? Lo ha chiamato? Quante volte?”. La terza ragazza, seduta accanto alla conducente, aveva chiesto a quella dei piedi mefistofelici se al negozio fosse arrivata l’ultima fragranza fruttata di non so quale marca di profumo e infine l’infermiera, dopo avere risposto a tutte le domande dell’amica sul medico del suo reparto, aveva aggiunto: “Ah, lo volete uno scoop? Ginetto? quello della neurologia? E’ su facebook”, seguito da un coro frivolo di ohhh! che mi aveva congelato in un atteggiamento ancora più schivo. Avevo guardato il buio della notte oltre il finestrino dell’auto pensando di essere su un’astronave aliena in compagnia di quattro extraterrestri che mi avevano rapito per condurmi chissà dove. Poi, all’improvviso, una di loro si accorse di una presenza silenziosa in quella carretta di matte, che le ascoltava senza poter dire nulla, quasi disorientata, forse persino sgomenta e aveva detto con molta eleganza: “e tu, da dove vieni?”. Era il mio momento. Non sapevo se calarmi al loro livello per non rappresentare una stonatura in quel ridicolo quadretto o svelare la mia appartenenza a un genere molto diverso di donna: “veramente sono qui per caso, dovevo andare con Livia, ma ho scambiato le auto e…comunque, mi chiamo Martina e sto andando a casa di uno che conoscono appena, eh!” – ironizzando, alla fine, per non destabilizzarle troppo! –  “Dicevo io di non averti mai visto! pensavo fosse amica tua, Cri” – aveva continuato quella dello scoop che guidava; – “No!… ma vabbè, tanto vale presentarsi: mi chiamo Cristina” – era seguito un coro di io Cinzia, io Valeria, io Carlotta, con una risatina di accompagnamento che mi aveva fatto rimpiangere l’istante in cui all’ultimo ti prego vieni di Livia avevo ceduto.

Eravamo giunti a destinazione con qualche minuto di ritardo rispetto agli altri, per una traversa sbagliata imboccata da Cinzia, l’infermiera conducente, che  si era disorientata nel dedalo di vie e viuzze di quel quartiere. Avevo sollevato gli occhi al cielo per ingraziarmi qualche Santo, volevo uscire dall’auto, infilarmi nel vicolo di fronte e ritrovarmi su Corso Umberto, all’altezza della fermata dell’autobus. Il quindici barrato passa ogni quarto d’ora, posso sempre dire a Livia di essermi sentita male, di avere ricevuto la telefonata della mia collega che mi annunciava l’anticipo dell’esame, di avere avuto un improvviso accesso di claustrofobia… “Oh, finalmente, ecco la casa di Tony” – fu l’illuminante rivelazione che mi aveva salvato dal blando attacco di panico venutomi all’idea di circolare dentro quella Lancia Y grigio perla chissà ancora per quanto!

***

La discussione anonima è terminata. Per qualsiasi ulteriore indicazione è possibile usare l’area dei commenti, in basso.

***

1 – Sostiene un lettore…

…Mi sembra un brano un po’ confuso. Se è un estratto di un romanzo, immagino che in seguito ci siano altre informazioni per comprendere meglio la trama perché al momento vedo solo tanta carne al fuoco.

La scrittura è buona e la grammatica corretta. Ma l’organizzazione delle frasi ha qualcosa che non mi convince. Vogliono apparire fresche, allegre, ma mi trasmettono una sensazione di disordine.

Non mi è piaciuta la descrizione di “Tony”: figlio di papà è un’espressione un po’ abusata. Anche a me è capitato di usarla, ma l’ho eliminata in revisione per non cadere in stereotipi. Inoltre, messa lì dov’è, sembra fuori luogo: avrei inserito solo qualche dettaglio per presentare il personaggio in altro modo al momento della sua entrata in scena.
Anche il termine “infermiera professionale”, sebbene finalizzato a introdurre Cinzia, suona fuori luogo: è come se la protagonista la stesse giudicando. In fondo, ha sbagliato auto: in molti romanzi questo stratagemma è utilizzato per generare suspense. Un dettaglio del genere, quindi, potrebbe essere fuorviante. Inoltre, perché questo errore? Quale valore ha, ai fini della trama? Questo non mi è stato possibile capirlo, visto che il brano è breve.
Mi piacerebbe leggere oltre. Se l’autore è interessato, può comunicarlo a Michele. Io gli dirò chi sono e lui ci metterà in contatto.

#

2 – Sostiene un lettore…

…I dialoghi mi sembrano molto poco naturali.

#

3 – Sostiene un lettore…

…La scrittura è corretta e scorrevole. Sicuramente è un estratto, forse non l’estratto migliore da mandare in questo contesto perché, preso da solo, non dice gran che. Non c’è molto che stuzzichi la curiosità del lettore a saperne di più. Probabilmente, nel contesto in cui è inserito ha una sua forte ragion d’essere, che qui sfugge.
Nel caso si trattasse di un incipit consiglio all’autore di creare qualche aspettativa in più al lettore, perché questo sembra l’inizio noioso di una serata noiosa. Ben scritto, scorrevole, ma poco intrigante.

#

4 – Sostiene un lettore…

…Punteggiatura da rivedere: troppi punti esclamativi, spazi mancanti, troppi trattini che potevano essere evitati modificando la costruzione delle frasi, puntini di sospensione usati un po’ a sproposito.

Alcune frasi cominciano con lettera minuscola.

Nella confusione dentro l’auto non sono ben delineati i personaggi.
Se il brano non fa parte di un romanzo, la descrizione di Tony prende troppo spazio rispetto a quelle delle ragazze che effettivamente agiscono nel racconto.

#

5 – Sostiene l’autore…

…Questo è l’incipit di un romanzo, dunque è chiaro che siano pochi gli elementi su cui orientare la critica, ma vedo che comunque ne sono saltati fuori diversi.

@lettore 1 il personaggio di Tony non è funzionale alla storia, serve solo a fare capire dove si sta recando la protagonista; non ho capito perché la protagonista sembra giudicare l’infermiera professionale e qual è il dettaglio fuorviante; l’errore non ha un perché specifico: era solo un modo per mostrare il disagio della protagonista (che avrà un seguito nel prosieguo della storia)
@lettore 2 Dialoghi poco naturali? Okay, mi dai qualche consiglio per renderli tali?
@lettore 3 questa è solo una parentesi, il ricordo, infatti, di una serata noiosa. Ma non deve sfuggire che la protagonista sta ripercorrendo la serata davanti a una pagina scritta del suo diario. È vero che si può capire poco, in fondo sono poche righe.
@lettore 4 per Tony, vale quanto detto al lettore 1; per punti esclamativi e sospensivi, vero, forse ho abusato: volevo rendere realistica la concitazione del dialogo un po’ esasperante dei personaggi dentro l’auto. (Anche queste ragazze sono contorni, avranno un ruolo più avanti ma marginale, al pari di Tony).

#

6 – Sostiene un lettore…

…Il brano è scritto bene, scorrevole e tutto quanto. Ci sono alcuni errori: minuscole al posto di maiuscole e anche un verbo (accorse) che a mio parere non è al tempo giusto, ma sono inezie che con una buona rilettura spariscono facilmente.

Manca tutto il contorno, che potrebbe anche stravolgere la mia valutazione, ma l’idea che mi dà questo brano è che sia acerbo: scritto da una persona che sa scrivere ma che ancora non ha le idee chiare su cosa voglia scrivere e pertanto metta sulla pagina qualche aneddoto di gioventù, proprio o per sentito dire.
Ci sono delle potenzialità che vengono buttate via: l’impianto stereo del padrone di casa, ad esempio. Poteva essere l’occasione per prendere una deriva caustica e farne un parallelo imbarazzante con il proprietario oppure, al contrario, prendere il filo rosso del parallelo ammiccante. Invece è appoggiato lì, senza arte né parte.

Anche il tragitto con le gossippare ha delle potenzialità ma quelle parentesi messe dalla protagonista, narratrice e giudicante, mi hanno un po’ smorzato: avrei preferito sentire il disgusto che farmelo dire.
In buona sostanza: caro autore, devi osare molto di più perché mi pare che le capacità ci siano. La scrittura è (anche) esagerazione, altrimenti si finisce a scrivere solo liste della spesa (ogni citazione è voluta).

#

7 – Sostiene un lettore…

…Sono di nuovo il lettore 1.

Visto che l’autore ha chiesto spiegazioni, eccomi qua. Nel brano è presente questa frase:
“Così mi ero unita al coro di Siii, tutti a casa di Tony ed ero salita nell’auto di un’infermiera professionale, credendo che fosse quella di Livia; a ingannarmi erano stati il colore e il modello uguali”

Che importanza ha, in tale frangente, il fatto che Cinzia sia un’infermiera professionale? C’è qualcuno che si sente male alla festa ed è tempestivamente soccorso? Parlo per ipotesi, non conoscendo il seguito. In tal caso, dare adesso questa informazione è pertinente. In caso contrario, rischia di essere fuorviante.
Ovviamente io scrivo senza sapere nulla della storia. Per questo motivo, ho rivelato la mia identità a Michele nel caso in cui voglia parlarne in privato, magari facendomi leggere qualcos’altro (gratis, sia chiaro! Mi piace molto confrontarmi con altri autori!)

Mentre rileggevo il brano, ho notato un altro aspetto, che mi ha confuso le idee. Stamattina, quando ho letto per la prima volta, ho pensato che una donna ormai adulta rivivesse alcuni ricordi di quand’era ragazza. Dunque non avevo dato un gran peso a quel “Tony, classe 59”: ai tempi era giovane, adesso ha 56 anni. Anche perché, parliamoci chiaro, non mi sembrava realistico che dei sessantenni guardassero un concerto su MTV, anche se si tratta dei Pink-Floyd, una band della loro epoca.
Soltanto adesso ho notato questa frase: “Ah, lo volete uno scoop? Ginetto? quello della neurologia? E’ su facebook”. (che va scritto maiuscolo)
Dunque, i casi sono due:
1) Ho capito male io: l’episodio è capitato quando i personaggi erano già adulti, quindi bisogna correggere il tiro nell’incipit (ma marito e figli dove sono?)
2) C’è un’incongruenza (ovvia!) sul piano temporale.
Chiedo lumi al riguardo!

#

8 – Sostiene un lettore…

…Immagino sia l’estratto di un romanzo o racconto più lungo quindi lo giudico da questo presupposto. Il brano è scorrevole e anche a tratti divertente, lascia intravedere un certo sviluppo nella trama.
È un ricordo di una serata rievocata da un pensiero scritto su un diario, sarebbe stato interessante scoprire perché (a parte il tragitto nell’auto sbagliata) questa serata era stata così negativa.
Nel complesso comunque non mi dispiace.

#

9 – Sostiene l’autore…

…Allora, per il lettore 1:

Non c’è alcuna incongruenza , né tiri da aggiustare.
Siamo nel 2007, la protagonista è una giovane universitaria appena uscita fuori da una storia sentimentale che ha avuto un epilogo non proprio felice. L’amica, Livia, prova ad aiutarla, vorrebbe farla distrarre e la convince a uscire con i suoi amici. Martina, che ne conosce qualcuno e sa essere lontana anni luce da questi, fa fatica a seguire i suoi consigli, ma alla fine cede e partecipa alla serata in casa di Tony. Nel 2007 lui ha 48 anni, è scapolo, vive  da solo, conduce una vita sopra le righe. In realtà la serata è il contesto in cui si svelano i particolari su cui si baserà la storia, è solo un pretesto, non sarà determinante. Avrei dovuto presentare tutto il capitolo per intero, ma ovviamente qui mi era impossibile.
Martina si eclisserà in terrazza e lì ricorderà alcune cose: i protagonisti della storia vengono fuori in quel momento. Ah, che siamo nel 2007 si evincerà nel secondo capitolo con un riferimento ben preciso.

#

10 – Sostiene un lettore…

…(Lettore n.1 a rapporto)
Ti ringrazio per la delucidazione. Mi scuso, ma in mancanza di riferimenti precisi (che saranno dati in seguito ma che al momento non ho a disposizione) mi sono affidata soltanto alla mia deduzione.
Dalle prime righe, avevo dedotto che la persona in questione fosse una signora ormai di mezza età intenta a ricordare la propria giovinezza. Inoltre il riferimento ai Pink Floyd mi avevano portato ad ambientare il flashback negli anni ’80. In tal caso Tony avrebbe avuto fra i 20 e i 30 anni: un giovane avvocato rampante al soldo del ricchissimo padre. Non mi sembra illogico.

Ovviamente il lettore di un romanzo edito avrebbe a disposizione almeno una quarta di copertina per contestualizzare meglio le vicende. Spero comunque che le mie osservazioni possano aiutarti a definire meglio questo brano in fase di revisione. E ti dirò di più: le tue risposte mi hanno incuriosito; sono curiosa di sapere come procede la storia. 😀

#

11 – Sostiene un lettore…

…se è un romando non lo trovo molto interessante,
Metti troppa roba e non scegli cosa approfondire veramente
sai scrivere ma non è che devi scrivere tutto tutto
Coraggio butta qualcosa o qualcuno!

dal punto di vista della forma
le virgolettature su figlio di papà e diventare grande non  mi sembrano necessarie

piedi mefitici o mefistofelici ?
però è veniale perchè l’errore fa ridere

…. in più Livia aveva decantato un impianto stratosferico di altoparlanti ed effetti dolby surround che veniva proprio la curiosità di verificarne la potenza…
non mi suona bene: aveva decantato… che veniva

ma insisto sul butta metà tieni il meglio….

#

12 – Sostiene un lettore…

…Ho letto le prime righe del brano, poi sono andata a leggere i commenti. Non si dovrebbe fare, lo so, ma la cruda realtà è che i lettori di oggi hanno poco tempo e non possono sprecarlo per leggere qualcosa che non li aggancia al primo istante. Un incipit come questo, purtroppo, non mi farebbe comprare il libro.
Ho poi letto il resto del brano, e le parole “confuso” e “ovvio” sono sorte alla mia mente più di altre. Consiglierei di riscriverlo anche più volte, per migliorarlo.

#

13 – Sostiene l’autore…

…Grazie dei vostri commenti: filtrerò le critiche che ritengo possano essermi utili. Conosco i miei punti deboli e ci lavorerò: per ora ciò che mi è rimasta più impressa è la critica relativa alla mia incapacità di mostrare senza dire. Il fatto che il racconto non incuriosisca incuriosisce anche me, perché conosco il seguito della storia, dunque non riesco a vedere la cosa dall’esterno. In questo mi siete stati di aiuto voi. In ultimo sorrido per quell’aggettivo che qualcuno mi ha fatto notare: suppongo che l’assonanza mi abbia ingannato, ma sicuramente non volevo parlare di piedi “diabolici” 😀

#

14 – Sostiene un lettore…

…La rilettura è stata più piacevole della prima lettura. Di solito però è la prima impressione quella che conta. Non avrei acquistato un libro con un incipit così fiacco.

Il testo è male organizzato. I dialogo, minimi o più articolati, vanno di seguito al testo principale. Un po’ di formattazione in più renderebbe meno confusa la lettura dove appaiono una selva di nomi e personaggini per lo più interscambiabili nel nulla che si sta presentando. Se le comparse parlano di niente, anche il narratore non scherza nell’informarci della cromatura dell’auto.
Interessante l’infermiera professionale, riconosciuta al volo. Forse ancora in camice?La cosa che tutti dicono, la scrittura buona e la grammatica corretta, mi pare l’unico pregio di un incipit che stenta ad avere una qualsiasi personalità. Bisognerà riscriverlo, o cestinarlo.Il breve pensiero trascritto, mi piacerebbe conoscerlo senza arrivare a pagina 45 del romanzo.

Non mi viene nulla di positivo, mi dispiace. Dei brani presentati finora questo è il meno interessante.

Annunci

Lasciare un commento è sempre una buona idea!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...