Finale di Torre e Regina


Le avevo messo la mano sotto al mio braccio e mi ero incamminato deciso. Non ci era voluto molto, per arrivare al ristorante; appena dentro avevo preso per una manica un ragazzetto che faceva il cameriere e l’avevo tirato nell’ombra dietro il bancone. «Vorrei il tavolo là in fondo» avevo detto a voce bassa. Lui aveva annuito svelto ed era sparito.

Nel giro di cinque minuti eravamo seduti in un angolo appartato; su un immacolato campo di battaglia ci fronteggiavamo, divisi da due schiere: i calici, alfieri elevati, proteggevano piatti e sottopiatti; le posate, legione di pedoni pronti a dar battaglia, coprivano i fianchi e il tovagliolo, giglio turgido, era il re che tutto comanda. C’eravamo appena seduti quando lo stesso ragazzetto si era presentato al tavolo e aveva acceso la candela: la partita era iniziata.

Non appena era arrivato il vino, lei aveva cominciato a sorseggiarlo e a raccontare con una rapidità che non le conoscevo: forse la fatica della giornata o, forse, una reazione all’aprirmi certi cassetti assai ben riposti della sua memoria. Avevamo parlato, alternando le nostre vite a racconti più frivoli, fino all’arrivo della prima portata: in quel momento avevo sentito che la battaglia era entrata nel vivo.
«Dovresti sentire questi ravioli. Sono una delizia» aveva detto, loquace.
Io non mi fidavo:
«Anche i miei gnocchetti sono ottimi. E il Brunello è una delizia.»

Le papille gustative erano state presto obnubilate dai sapori, il vino aveva lubrificato i pensieri, il tempo sembrava dilatarsi tanto da restringersi a un eterno presente. I nostri sorrisi si specchiavano e io avevo azzardato ad allungare una mano, sul tavolo, per cercare la sua: volevo riverberare nel domani il piacere che provavo in quel momento. Eppure, in un angolo della mia nuca, gelavo. Non l’avevo ancora capita e temevo in ogni istante un crollo: se lei avesse avuto il sentore che stessimo diventando troppo familiari, la mia fragile impalcatura sarebbe implosa in un istante. Rimanevo aggrappato come un naufrago ai suoi occhi sorridenti. Infine, l’alcol aveva preso il comando delle operazioni: avevo creduto che la lunga tovaglia fosse mia complice e tra una forchettata e l’altra avevo sfilato un piede dalla scarpa; avevo allungato piano la gamba fino a quando il mio alluce aveva cominciato a giocare con la pelle del suo polpaccio, su, fino all’incavo del ginocchio.

Lei non se l’era aspettato e si era bloccata; un sopracciglio si era alzato, per fulminarmi con lo sguardo. La mia boria si era accartocciata e avevo chinato il volto, arrossendo, sconfitto appena dopo l’apertura. La coda dell’occhio mi aveva mostrato l’ombra del sorriso vincitore sulle sue labbra:
«Non mi sembra di averti autorizzato.»
La voce era glaciale e il suo scacco di scoperta aveva fatto franare i miei piani di conquista: avevo abbassato il piede, mogio.
«E neppure di smettere.»

Mi si era mozzato il respiro. Con la testa senza più presa sulla realtà, ero in balia delle sue mosse. Lei aveva aperto lo scialle e aveva messo in mostra una scollatura generosa; al centro, un filo di perle rosa aveva guidato il mio sguardo senza padrone fin dove non avrebbe dovuto cadere. La seta bianca della sua camicetta nulla poteva contro le areole scure che svettavano, velate. Lo scacco era portato e io non sapevo come uscirne; i suoi occhi brillavano mentre il cameriere era passato a chiedere se la cena fosse di nostro gradimento. Lei ne aveva approfittato per infierire su di me e aveva guardato languida quel ragazzo imberbe, che non aveva opposto la minima resistenza prima di tuffare gli occhi sul suo petto.

Ma la partita non era finita, e aspettavo di essere solo con lei per giocare con calma i miei ultimi pezzi.

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16 thoughts on “Finale di Torre e Regina

  1. Bel racconto Michele, gustoso e piccante. Il nostro protagonista ha tentato di vincere con una mossa scorretta, usando il piedone invece del pedone per sfondare le difese avversarie, ed è stato giustamente punito, anche se alla fine si tratta di una dolcissima sconfitta. Credo che sia il sogno di qualunque giocatore perdere così una partita 😄.
    Mi è piaciuto moltissimo poi lo scambio di commenti, con un crescendo di doppi sensi sempre più simpatici e allusivi, complimenti alle Signore e anche a te per le vignette azzeccatissime!

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