Sostiene l’autore n. 9


Philip Roth - da Internet
Philip Roth – da Internet

Questo brano è stato inviato in maniera anonima da un autore, perché venga commentato in maniera anonima dai lettori di questo blog.

Le regole per partecipare sono spiegate in questo post.

Tutti i brani che hanno partecipato alla rubrica “Sostiene l’autore” sono elencati in questa pagina.

Buona lettura e buon commento.

***

Guardò l’orologio sul cellulare: 5:45; aveva tutto il tempo di incamminarsi con calma.
La strada bagnata rifletteva e distorceva le luci al neon dei lampioni e dei fari delle auto che schizzavano via come frecce sull’asfalto. Disegni urbani, di artisti anonimi si alternavano lungo i marciapiedi e i muri sporchi dei vicoli. Tutto era silenzioso e deserto intorno a lei che ormai, si sentiva per abitudine, parte di quel buio appena sfocato. Poco più avanti, in fondo alla via che stava percorrendo, subito dopo il primo incrocio, qualcosa di insolito attirò la sua attenzione.
Spinse gli occhi fin dove riusciva, per cogliere quanti più dettagli possibili.
In lontananza, confusi con i bagliori umidi della strada, poteva vedere quelli di una volante della polizia. Continuò ad avanzare in quella direzione senza affrettare il passo per rimandare di qualche minuto l’arrivo sul posto. Ora che la distanza era minima poteva vedere con chiarezza ogni cosa: l’ambulanza accostata al marciapiede lasciava girare a vuoto una lampeggiante e fastidiosa luce blu; due paramedici erano intenti a trasportare all’interno dell’autovettura una barella su cui giaceva un corpo ormai esanime, ricoperto interamente da un lenzuolo bianco; dall’altro lato della strada, due poliziotti, facevano domande ai pochi presenti nel tentativo di raccogliere qualche informazione utile, mentre due addetti con una pettorina catarifrangente giallo fluo, transennavano la zona con del nastro a strisce bianco e rosso per limitare incursioni da parte dei curiosi che già iniziavano ad accorrere numerosi, quasi come se messi a conoscenza della venuta di una rock star.
A terra, con del gesso bianco era disegnata la sagoma di una persona e qua e là, erano sparse chiazze di sangue di diversa grandezza che coloravano l’asfalto rendendo ancora più macabra tutta la scena. Per fortuna, non aveva l’abitudine di fare colazione; il suo stomaco alle 5:00 di mattina riusciva a tollerare solo due caffè espressi bollenti.
Distolse lo sguardo con disgusto; ogni cosa risultava terrificante e al contempo, irreale.
L’orizzonte iniziava a tingersi di arancio disegnando su un cielo ancora assonnato l’alba di un nuovo giorno. Aveva visto abbastanza ed era pronta a proseguire, quando una voce da dietro le sue spalle la costrinse a rimandare il suo intento e a voltarsi da quella parte:
– “Posso chiederle cosa ci fa qui? Vive da queste parti?”
Un poliziotto piuttosto giovane e di bell’aspetto la stava scrutando con aria interlocutoria. Imbarazzata, affondò una mano tra i lunghi capelli castani.
– “Sono di passaggio”, tagliò corto cercando di eludere il disagio per quel colloquio inaspettato.
– “E dove è diretta, signorina?” insistette, chiaramente insoddisfatto per la vaghezza di quella risposta.
– “Proseguo fino alla stazione! Ho da prendere il treno delle 6.19”, precisò con veemenza.
Malgrado comprendesse il motivo di quelle domande, non riusciva a non sentirsi infastidita nel dover dare spiegazioni a uno sconosciuto, trattasi anche di un poliziotto. Fissò lo sguardo in un punto oltre la spalla del suo interlocutore, attendendo impaziente il seguito di quella conversazione.
L’uomo indugiò per qualche istante mantenendo fermi i suoi occhi sul suo bel viso, poi, le suggerì di andare via dato che quello non era il posto più adatto per intrattenersi.
Lei lo guardò dirigersi verso il collega accostato alla macchina;
avrebbe voluto chiedere a quel poliziotto cosa fosse accaduto, chi era la vittima, ma quello non era il momento opportuno per soddisfare certe curiosità, quindi, riprese per mano il suo intento e si avviò; avrebbe appreso dai giornali tutti i dettagli della vicenda.
La Stazione brulicava di gente, per lo più pendolari e gruppi di studenti universitari.
Ormai era Novembre inoltrato e i corsi erano iniziati già da molte settimane.
L’aria a quell’ora del mattino era fredda e pungente e cominciò a rimpiangere di non aver indossato una giacca un po’ più pesante. Si strinse nella sua felpa bianca cercando di scaldarsi e prese con movimenti appena accennati a piegare e a distendere ritmicamente le gambe per mantenere attiva la circolazione del sangue. Finalmente, l’annuncio del treno sovrastò il mormorio inquieto che riempiva la banchina. Pochi minuti dopo, era seduta su uno scomodo sedile, in un affollato scomparto di un vecchio e sporco regionale; ma almeno ora, era al caldo.
Nei pochi minuti di attesa che anticiparono la partenza del treno, annunciata dal fischio puntuale del capotreno, cambiò più volte posizione delle gambe non riuscendo a trovare una posizione comoda. Aveva occupato un posto accanto al finestrino che consentiva una facile distrazione e al contempo, di trovare un po’ d’intimità in quello spazio che sentiva fin troppo piccolo.
Al di là del vetro, immagini mute scorrevano veloci e indistinte lasciando allo sguardo solo una vaga impressione della loro sostanza; eppure, era solo per il movimento frenetico del treno se tutto sembrava confuso: lì fuori, ogni cosa restava ben definita e ferma al suo posto.
Dopo un po’ i suoi occhi stanchi di inseguire un paesaggio monotono e piatto, fecero capolino all’interno dello scomparto per fermarsi a osservare quello che le accadeva intorno.
Posò lo sguardo con fare svogliato sulle persone che occupavano i posti accanto a lei:
una suora vestita di bianco intenta a leggere il vangelo; un uomo stempiato sulla cinquantina che fissava con insistenza le morbide rotondità dei suoi seni che neanche la sua ampia felpa riusciva a nascondere. Distolse lo sguardo facendo finta di nulla e scrutò il ragazzo addormentato con le cuffiette seduto di fronte a lei, immaginandolo immerso in qualche rumoroso genere musicale.
Non c’era niente in grado di suscitare il suo interesse.
Annoiata tirò fuori dalla tasca lo smartphone per dare un’occhiata alle ultime notifiche ricevute. Come al solito una sfilza di SMS e di email da leggere.
Vi diede una rapida occhiata, poi concentrò la sua attenzione su un avviso insolito:
qualcuno aveva lasciato un messaggio in segreteria.
Ma di questi tempi, a chi poteva venire in mente di lasciare ancora messaggi vocali?”
Con una certa curiosità compose il numero per poterlo ascoltare e restò in attesa…
Una voce maschile a cui non riusciva ad associare nessun viso di sua conoscenza esordì con un saluto sarcastico, assumendo un tono volutamente arrogante e provocatorio:
Ciao Alice.” Solo una breve pausa prima di sentirlo continuare:
Hai attraversato lo specchio per scoprire quant’è profonda la tana del Bianconiglio?”
I suoi pensieri trascinati dal flusso di quelle parole scivolarono in un vortice di inquietante confusione. L’adrenalina aveva preso posto al suo fianco e ora, viaggiava con lei.

***

La discussione anonima è terminata. Per qualsiasi ulteriore indicazione è possibile usare l’area dei commenti, in basso.

***

1 – Sostiene un lettore…

…Sì, il finale una certa curiosità di proseguire la lettura la mette 🙂
Per il resto, una scrittura pulita, mi ricorda quella di una mia conoscente: non c’è di solito nulla da segnalare, eppure non riesce ad emozionarmi. La felpa a novembre inoltrato alle 6 del mattino, ok che la protagonista sente freddo, e ancora ok che non è specificato il paese dell’azione, ma mi pare davvero fuori luogo.

#

2 – Sostiene un lettore…

…Non capisco l’uso smodato della “grafica”: grassetti, corsivi, orari in cifra modello orologio digitale, addirittura il discorso diretto introdotto prima dal trattino (corto, cioè sbagliato) e dalle virgolette alte e poi dalle sole virgolette con una spruzzata di corsivo, per dare un tocco di mistero, magari. Ma perché? Quanti libri avete letto scritti così?

Non capisco neppure gli a capo improbabili e la mancanza di paragrafi. Basta questo, per me, a rendere il pezzo un unico mattone poco leggibile; se anche ci fosse stata della suspense, il fastidio per queste disattenzioni l’avrebbe portata via. E comunque ci vuole del bel pelo sullo stomaco per rimanere annoiati sulla scena di un omicidio appena avvenuto, col sangue sulla strada, e poi magari agitarsi per un maniaco che potrebbe aver sbagliato numero…

#

3 – Sostiene un lettore…

…Un po’ molle la trama che, in questa parentesi (è un racconto o l’inizio di un romanzo?) inizia con un incidente drammatico e si chiude con una telefonata che, addirittura, provoca nella protagonista un accesso di adrenalina. È scritto in modo scorrevole, ma manca di qualcosa: l’atmosfera, secondo me, non è centrata. E ci sono alcune espressioni così così: “una lampeggiante e fastidiosa luce blu”; “trattasi anche di poliziotto” (che poi a che pro questa scena con il poliziotto che la ferma?), “riprese per mano il suo intento”.

Non mi piace l’uso dei doppi apici per esprimere un pensiero.
In genere, la parte è tutta un po’ noiosetta!

#

4 – Sostiene l’autore…

…Prima di rispondere singolarmente a ognuno di voi, voglio ringraziarvi per i commenti e per i suggerimenti che ne potrò trarre.

Lettore 1: Mi fa piacere che almeno il finale abbia suscitato un po’ di curiosità, anche solo un piccolo interesse per farti voltare un’altra pagina. Non riesco a capire, però, cosa trovi fuori luogo: il freddo a novembre? La felpa?

Lettore 2: Non direi che dipende dai libri letti, ma da una mia imperdonabile disattenzione nella formattazione del testo. Il grassetto è una distrazione. L’ orario in cifra è voluto, non credevo fosse sbagliato scriverlo in quel modo. Grazie per gli altri appunti di cui non avevo un’informazione corretta.
La frase scritta in corsivo tra virgolette si riferisce alla citazione di un film; forse avrei dovuto evidenziarlo in modo diverso.
L’unica cosa che non condivido delle tue osservazioni è l’appunto finale: dove hai letto che lei è annoiata mentre è sulla scena del crimine? Io leggo che è disgustata e che tutto le sembra terribile, irreale.
Riguardo la telefonata, non tutto può essere chiaro, ma forse, speravo si potesse intuire che lei esclude la telefonata di un maniaco che ha sbagliato numero.

Lettore 3: Sui gusti e le preferenze posso intervenire poco. Questa parte non svela molto della trama, direi che la introduce essendo l’incipit di un racconto che sto ancora sviluppando.

#

5 – Sostiene un lettore…

…Sono il primo commentatore. Trovo fuori luogo la felpa, solo la felpa, a novembre. 😀

#

6 – Sostiene un lettore…

…Il racconto o incipit mi incuriosisce, si legge bene, è scorrevole e lineare e sembra l’inizio di un giallo che mi piacerebbe continuare a leggere.
Unico suggerimento nei dialoghi eliminerei trattini e virgolette insieme, mi sembra un appesantimento.

#

7 – Sostiene un lettore…

…Sono il lettore 2. In generale, in narrativa, i numeri vanno sempre scritti per esteso. Forse solo gli anni si scrivono in cifra (e dico forse). Le citazioni non si segnalano (specialmente quando è una sola e particolarmente famosa); “Il nome della Rosa” è tutto una citazione, ma il carattere rimane tondo. Potresti aggiungere una nota bibliografica, al limite, ma la tua è narrativa, non saggistica e neppure una tesi. Esistono delle norme redazionali, per scrivere, che dicono quali segni grafici usare, come fare i dialoghi, quale carattere usare e quando; in generale dipendono dalla Casa Editrice. Avendo un contratto con Sellerio, per dire, conviene scrivere già con le loro. Non avendo un contratto, invece, conviene scegliersi quelle di qualcuno e attenervisi: basta poco per rendere migliore la lettura di un testo.

Sulla reazione della ragazza hai ragione: io sono stato ingannato dal fatto che, subito dopo, è annoiata in treno che sfoglia SMS. Forse va bene così, ma può una persona cambiare atteggiamento con quella rapidità? Non dico che tu abbia sbagliato, ti dico solo: pensaci.

Che lei escluda che sia un maniaco è chiaro, ma io, come lettore e come persona, se in segreteria, alle sei di mattina, mentre vado in treno al lavoro, sento una roba del genere, mando a quel paese l’interlocutore (ma solo se sono gentile e bendisposto 🙂 )

#

8 – Sostiene l’autore…

…(Buongiorno e buona festa dell’Immacolata)

Lettore 1: La vicenda si svolge in un Paese del sud, quindi, in condizioni climatiche piuttosto temperate. Nonostante ciò, lei stessa rimpiange di aver indossato solo una felpa; una scelta indubbiamente avventata.
Penserò se specificare che si tratta comunque di una felpa pesante con cappuccio, adeguata al clima. Grazie.

Lettore 2: Appurato che la grafica è da rivedere, gli altri aspetti della storia li valuterò
più avanti. La reazione immediata alla telefonata doveva servire proprio a trasmettere nel lettore il forte impatto emotivo che ha su di lei. Il messaggio è stato colto mi sembra, anche se da te è stato percepito come un errore. Il cambiamento improvviso, la scarica di adrenalina, ovvio che saranno giustificati in seguito. Grazie.

Lettore 6: Grazie per il suggerimento, provvederò a porre le correzioni necessarie.
Mi fa piacere che il brano ti abbia incuriosito.

#

9 – Sostiene un lettore…

…Scusate il ritardo, ma come molti anch’io ero via. 🙂

La descrizione ambientale all’inizio non mi dispiace, ma trovo questo stile piuttosto ingenuo, carico di aggettivi come se piovessero, soprattutto quando la ragazza sale sul treno: “Pochi minuti dopo, era seduta su uno scomodo sedile, in un affollato scomparto di un vecchio e sporco regionale”. Quattro aggettivi in poco più di una riga mi sembrano decisamente troppi…

In altri punti, invece, sei stato/a troppo generico/a: “di bell’aspetto” e “un bel viso”. Okay, vuoi anche dirci com’è fatto, questo viso? Vuoi dare almeno un dettaglio che consenta al lettore di identificare il personaggio?

La frase da “ora che la distanza era minima” a “rock star” è decisamente troppo lunga. E la parte descrittiva (la ragazza che legge gli sms: ma mi li manda ancora?) sul treno è troppo piatta: i paragrafi che anticipano la registrazione del presunto maniaco dovrebbero essere un po’ più tesi, secondo me.

Spero che l’autore non si offenda per le mie parole. 🙂

#

10 – Sostiene un lettore…

…Non c’era niente in grado di suscitare il suo interesse, figurarsi il nostro. Partiamo direttamente dalla telefonata che mette adrenalina, allora, non credi?

#

11 – Sostiene l’autore…

…Lettore 9: Prendo atto della tua considerazione circa gli aggettivi, anche se a me non sembrano così fuori luogo, dal momento che ognuno è utilizzato per specificare aspetti diversi della situazione: il disagio che lei prova sul sedile perché scomodo; l’affollamento nello scomparto; un tipo di treno che non è certo il freccia rossa o Italo. Naturalmente, si potrebbe descrivere lo stesso contesto in mille altri modi. Forse, si potrebbe addirittura ritenere inutili certe informazioni.Valuterò anche altre soluzioni. Riguardo al poliziotto non ho ritenuto indispensabile scendere in particolari, dal momento che non è un personaggio centrale nel racconto. La descrizione di lei è indubbiamente importante e in realtà, viene fornita in un momento successivo; avevo pensato di adattare il brano per la circostanza, ma alla fine, ho preferito lasciare ampia libertà di immaginazione al lettore. La mia idea è di presentare il personaggio un po’ alla volta, ma capisco che in questa parte la sua persona risulta vaga. Rispetto alla lunghezza della frase mi chiedevo se è solo una preferenza o se risulta confusa e poco chiara. I periodi lunghi non li trovo necessariamente un errore, magari possono rendere più impegnativa la lettura. Per rispondere all’ultimo suggerimento, chiarisco che il mio intento era proprio quello di creare una brusca interruzione tra la calma del prima e l’adrenalina del dopo. L’agitazione è causata dalla telefonata, quindi, non vedo la necessità di creare tensione in precedenza. L’autore conclude dicendo di non essere assolutamente offeso, anzi, ringrazia per tutte le osservazioni e ne terrà conto in futuro per diminuire l’ingenuità del proprio stile.

Lettore 10: Mi dispiace di averti annoiato/a, ma io ho scelto di presentare questa parte senza adrenalina; un racconto/romanzo è fatto di tante pagine e ovviamente, non possono essere interessanti tutte allo stesso modo. E’ comunque importante sapere che non l’hai trovata digeribile. Grazie. Tenterò di renderla più interessante.

#

12 – Sostiene un lettore…

…Sono di nuovo la lettrice n. 9.

Per quel che riguarda la frase troppo lunga, era assolutamente chiara, però penso che un punto al posto dei due “punto e virgola” avrebbe lasciato al lettore un po’ di respiro in più. Solo questione di gusto, forse. C’è anche da dire che l’impaginazione fa tanto: per la natura stessa del web qui non è molto ordinata e questo rende la lettura meno attenta.

Per quel che riguarda gli aggettivi, io penso che “svalutino” la percezione dell’ambiente. Una frase come quella che ho citato prima (Pochi minuti dopo, era seduta su uno scomodo sedile, in un affollato scomparto di un vecchio e sporco regionale) l’avrei trasformata in tre diverse frasi, altrettanto brevi, di cui una parla del sedile, una dell’affollamento e l’altra della sporcizia del treno. Questo avrebbe reso la descrizione ambientale più viva, dando al lettore l’impressione di essere lì, pur senza andando troppo per le lunghe.

Espressioni come “bel viso” o di “bell’aspetto” non sono sbagliate in assoluto, ma secondo me sono troppo generiche. Forse è solo questione di gusto, perché io preferisco essere il più possibile precisa: non mi piace il termine “cosa”, per esempio (tu non l’hai utilizzato, ma è giusto per farti capire).

Capisco molto bene l’idea di generare un contrasto e la approvo: anche a me piace la serenità turbata da un evento improvviso. Però esistono molti modi per rendere la calma del treno un po’ più viva: la sua mancanza di pathos, invece di valorizzare il messaggio del maniaco, trascina anche quello nel “piattume”.

Questo è ciò che penso. Per il resto, il racconto è scritto bene. Si vede che conosci la grammatica (e credimi, leggendo ciò che c’è in giro è una gran cosa) quindi hai le basi: con il tempo vedrai che la tua tecnica si affinerà. In bocca al lupo. 🙂

#

13 – Sostiene l’autore…

…Lettrice 9: Grazie. Considero i tuoi suggerimenti preziosi e li terrò a mente.

Approfitto per salutare e ringraziare il padrone di casa per questa opportunità e ancora una volta tutti i lettori che hanno commentato il mio brano.
Ho apprezzato molto il confronto e ne ho tratto indicazioni che di certo, mi saranno utili per migliorare.

#

14 – Sostiene un lettore…

…Grazie a te!

Nel commento di prima ho scritto “senza andando”… scusa, refuso! Non ho riletto!

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