Sostiene l’autore n. 10


Philip Roth - da Internet
Philip Roth – da Internet

Questo brano è stato inviato in maniera anonima da un autore, perché venga commentato in maniera anonima dai lettori di questo blog.

Le regole per partecipare sono spiegate in questo post.

Tutti i brani che hanno partecipato alla rubrica “Sostiene l’autore” sono elencati in questa pagina.

Buona lettura e buon commento.

***

Aveva troppe ragazzine in giro, fin dalle medie. Quando arrivavano le giostre a fine maggio dietro il campo da calcio del quartiere, si formavano capannelli di adolescenti in attesa almeno di un suo sguardo. Era un luna park piccolo: la pista degli autoscontri e due baracconi per il tiro a segno, col fucile e le palle per colpire i barattoli e lo zucchero filato e le solite frittellone unte, ma rimaneva un gran divertimento per tutti, sarà che negli anni ’80 ci si accontentava. Le sere lunghe, bastava scendere di casa ed eravamo lì, in quella cuccagna. Luca spendeva tutti i suoi risparmi sugli autoscontri, giri e giri, bravissimo, guidava seduto mezzo fuori dalla macchinina. Col sedere fasciato nei jeans strappati e una ragazzina al fianco che saltava come una molla a ogni scentrata. Eravamo in terza media e il tiramolla è cominciato su quella pista, lo guardavo dal bordo, me lo mangiavo con gli occhi e c’era la fila di amiche in attesa di sedergli accanto. Io sono una bella ragazza, lo riconosco, non voglio fare la finta modesta, ma non mietevo vittime a ogni sospiro come invece ha sempre fatto lui. Io ero una delle tante, ecco. Con la differenza di aver creato negli anni un legame di sincera amicizia, fraterna direi, tra noi. Ed è stato un male. Ci piacevamo, molto e quando verso i diciotto anni, diciannove sì, gli ormoni erano più attivi, io ero maturata anche dal punto di vista sessuale, avevo avuto la mia prima esperienza peraltro deludente e aspettavo di rifarmi, aspettavo lui, ci fu qualcosa. Un pomeriggio io ero sempre da Giorgia la mia migliore amica e lui citofonò, ci chiese se volevamo andare a fare una gita da qualche parte. Aveva una macchina sgangherata, la panda e Giorgia mi disse di andarci da sola, forse si sarebbe deciso, fino a quel giorno manco un bacio ci eravamo dati, solo frasi, fratellanza, ore interminabili nella panda, a parlare di come avremmo cambiato il mondo, Che Guevara, letteratura e tutte le cazzate che si hanno in testa a vent’anni, ma non mi bastavano più.

Mi portò al lago, per prendere un gelato e un po’ di fresco, come disse.

Mica Como o Lecco, insomma non così vicino, ma un paesino situato tra montagna e lago, appollaiato sul cono dei detriti che si sono formati dall’erosione dei fianchi dei monti soprastanti, nel verbano, sul Lago Maggiore. Si chiamava Cannero Riviera, anzi si chiama, non l’avevo mai sentito nominare e non ci sono mai più tornata in seguito. Un sacco di strada coi finestrini abbassati e mentre lasciavamo l’afa cittadina, Luca mi parlava, finalmente mi diceva quello che da anni volevo sentire, non le solite conversazioni politiche passate nel tritatutto mille volte. Arrivammo al porticciolo, prendemmo il gelato guardando la riva, tenendoci per mano, tutto molto romantico e poi iniziammo a baciarci; sempre con maggior trasporto e finimmo a farlo nella panda, in un angolo appartato.

Luca, avendo iniziato a lavorare prima di tutti noi, ha sempre avuto un po’ di soldi da parte, era lì in macchina che li contava, per vedere se potevamo pagarci una camera, lì ci sono molti alberghetti carini. Me lo ricordo chino, con le mille lire sulle ginocchia, bellissimo, si scostava il ciuffo di capelli dagli occhi. Intanto io avevo cercato una cabina del telefono, chiamai Giorgia la supplicai di andare dai miei e inventarsi che sarei stata da lei a dormire. Una scemenza, voglio dire se ero da Giorgia avrei potuto avvisarli io, no? Chiaro che non se la bevvero e venne fuori un casino.

In ogni caso quella fu la nostra notte, con lo spicchio di luna che entrava nella stanza, gli agrumeti e lo sciabordio dell’acqua sciuf sciuf a farci la serenata. Estasi. E finì lì. La settimana successiva sarei partita per la campagna coi miei, come ogni anno. Ma dal giorno seguente, quando feci ritorno a casa, arrossata dal sole e dall’eccitazione, mi beccai una punizione esemplare e non potei mettere il naso fuori di casa fino alla partenza. E neppure usare il telefono! Reclusa. E Luca non fu in grado di stare senza una donna per un mese e mezzo, tanto durò la lontananza, tra la prigionia e la vacanza. Lui rimase in città, a lavorare. Le sue fan instancabili se lo divorarono sul pane, spalmato col burro. Non lo perdonai, ma l’affetto sincero quello ormai era cementato, era parte di noi e non svanì per fortuna. Poi ci furono altre storie e finalmente incontrai chi sarebbe diventato mio marito.

***

La discussione anonima è terminata. Per qualsiasi ulteriore indicazione è possibile usare l’area dei commenti, in basso.

 ***

1 – Sostiene un lettore…

…Il brano è scritto bene, mi piace il piglio colloquiale che ha.
Certo, essendo estrapolato dal suo contesto originario, non riesco a inquadrare bene questo flusso di ricordi: si tratta di un flashback? Avrà un ruolo nello sviluppo successivo della storia? è importante che il lettore abbia queste informazioni? Sono tutte domande ovvie, che non compromettono la linearità della narrazione, che posso definire rilassante.

Credo ci sia un refuso: “scentrata”. Mai sentita, questa parola. L’enumerazione con le “e” al posto delle virgole ricorda Andrea De Carlo. “Incontrai chi sarebbe diventato mio marito” è molto colloquiale: forse meglio un “colui che”, ma è solo questione di gusto.

A piacermi meno, forse, è il personaggio Luca. Non mi ha mai entusiasmato il genere “uomo che non deve chiedere mai”, sa un po’ di stereotipo. Sarà che sono una femminista convinta, ma le ragazzette che sbavano dietro al belloccio di turno non mi sono mai piaciute. E lui, il nostro adone, ancora meno. 🙂

#

2 – Sostiene l’autore…

…grazie a te che hai aperto i commenti.
Scentrata in effetti non so se è inventato, io lo dico per gli autoscontri, però basterebbe controllare sul dizionario, cosa che non ho fatto. Sul CHI al posto di COLUI CHE sono stata molto indeciso/a.
Luca, eh Luca sì, è il figo di turno, ma – si scoprirà poi – rimpiangerà tutta la vita di non averla saputa aspettare.

#

3 – Sostiene un lettore…

…Il brano è scritto con mestiere, scorre veloce e piacevole. Trovo un po’ affrettato questo passare dalla terza media ai diciannove anni con tanto di prima volta buttata lì in due righe. A chi sta parlando (anche idealmente) questa ragazza che schiaffi lì con tanta facilità la sua maturazione emotiva. Può non parlane per pudore, lasciando immaginare che l’avventura con Luca non sia stata proprio la prima, o dedicare un po’ più di attenzione a quanto avvenuto in mezzo. Anche l’amicizia con Luca è data come un assioma, sarebbe carino sapere perché dalla terza media ai diciannove anni si sono frequentati come amici senza avere una storia, non è una cosa scontata. C’era complicità, gusti in comune o da parte di lei era solo adorazione e da parte di lui il piacere di essere adorato?

Questo, ovviamente, vuol dire che il brano mi ha preso e voglio sapere di più su di loro!

#

4 – Sostiene l’autore…

…Lettore 3, grazie! E’ un libro pubblicato, quindi potresti saperne di più 😀 ma non è questo il luogo per dirti altro.
Vedi, ho scelto di partecipare con questo specifico estratto, perchè a me piace molto, ma nel tempo ha perso un po’ di fascino ai miei occhi, come dire: dopo ho scritto cose che mi piacciono di più. Ero anche pazza di Luca e ora sono pazza di altri personaggi, aiutooo sto parlando al femminile, e mi chiedevo se il motivo potesse essere un miglioramento di stile o solo che mi ha un po’ stufato.

#

5 – Sostiene un lettore…

…Caro autore in procinto di cambiare sesso, anche a me il finale è parso poco attraente. Hai costruito due personaggi con poco, anche se almeno uno dei due rischia di fare la figura del cartonato appiattendosi sul cliché del bello-e-irraggiungibile. Perché sprecare tutto in dieci righe? Perché non fare il contrario, piuttosto, raccontandoci i motivi di questo tentativo non riuscito di amore ma lasciando molto sullo sfondo il pregresso? Dopo tutto, quando accadono certe cose, i traumi non si lavano via così, in due battute, mentre parli di tuo marito. O almeno io non l’ho mai visto accadere…

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6 – Sostiene un lettore…

…Ciao. Anche a me è piaciuto e viene voglia di sapere come prosegue.

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7 – Sostiene un lettore…

…Mi piace molto questa storia, l’amore per il bello e dannato, sarebbe bello conoscere il seguito, perché da come finisce si sente che c’è un seguito.

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8 – Sostiene un lettore…

…io ho pensato che a scrivere fosse un uomo. niente da dire sullo stile. non amo molto il passato remoto ma é tutto molto corretto, non guasterebbe qualcosa di misterioso. um anticipo di ció che tu fici accadrá
estrapolato dal contesto ol racconto si perde un po’
bravo  (per me sei uomo)

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9 – Sostiene l’autore…

…Lettori 5 6 7 e 8 GRAZIE 😀
Il finale zoppicante forse si redime se aggiungo che il pezzo nasce dalla domanda, non riportata qui
“perchè tu e Luca non vi siete sposati? Sembravate predestinati.”

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10 – Sostiene un lettore…

…Sono il lettore (lettrice) n. 1.
Torno solo per dirti che avevo capito che eri una donna, ma non ho voluto sbilanciarmi: la scena, i personaggi, le dinamiche emotive sono tipiche di una scrittura femminile.
Anche lunedì scorso secondo me c’era una donna!

[NdM: No, se dite metto anche su un piccolo poll per giocare a indovinare l’autore :-p ]

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11 – Sostiene l’autore…

…Secondo me indovina l’autore sarebbe simpatico.
Ma indovina il commentatore ancora di più!
L’autore/autrice

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12 – Sostiene un lettore…

…Contrariamente ad altre opinioni, apprezzo invece che la storia d’amore fili spedita fino all’apparente conclusione. Meglio salti netti, che inquadrano solo quello che serve, anziché un racconto preciso anno per anno, che per quanto interessante non rientra nei motivi principali del romanzo.
Spesso leggo capitoli 1 che si potrebbero saltare a piè pari, scritti semplicemente perché servono all’autore per prendere confidenza con i personaggi, ma che alla storia servono poco.

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13 – Sostiene l’autore…

…Commentatore 12, sì, in effetti quello che serve c’è. La curiosità era sapere perché non si sono sposati, e lei lo spiega, poi chiaramente si potrebbe parlare per ore di come sono diventati amici e altro. Questa giornata mi ha fatto venire voglia di riprendere in mano questi due personaggi. Grazie di cuore a tutti voi che avete partecipato con interesse. L’autore/autrice

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14 – Sostiene un lettore…

…Il brano è molto carino. Ho trovato qualche imperfezione da limare, per esempio questa frase è un po’ stonata e andrebbe costruita diversamente per renderla pi scorrevole “Con la differenza di aver creato negli anni un legame di sincera amicizia, fraterna direi, tra noi.”
Qui “un paesino situato tra montagna e lago, appollaiato sul cono dei detriti che si sono formati dall’erosione dei fianchi dei monti soprastanti” penso che togliere “situato” e “soprastanti” alleggerisca la descrizione senza cambiare senso e atmosfera.
Avrei usato Panda maiuscolo oppure, per mantenere il tono colloquiale, un “la panda” in corsivo per sottolineare che è l’auto dei ricordi.
Il fatto che la notte trascorsa finalmente insieme dopo anni di attesa si riduca a poche righe smorza le aspettative create nel lettore dalla prima parte.
Il resto tutto ok.

#

15 – Sostiene l’autore…

…14esimo grazie anche a te, sì una limatina ci sta tutta!
L’autore-autrice

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