Sostiene l’autore n. 11


Philip Roth - da Internet
Philip Roth – da Internet

Questo brano è stato inviato in maniera anonima da un autore, perché venga commentato in maniera anonima dai lettori di questo blog.

Le regole per partecipare sono spiegate in questo post.

Tutti i brani che hanno partecipato alla rubrica “Sostiene l’autore” sono elencati in questa pagina.

Buona lettura e buon commento.

***

Non era prudente guidare in una notte come quella, sotto un temporale, su una strada isolata e senza illuminazione. La pioggia rendeva viscido l’asfalto e la luce dei fanali non riusciva a penetrare il buio oltre pochi metri. I tergicristalli sbattevano come ali di un insetto intrappolato, tentando di arginare l’inondazione sul parabrezza.

Una pineta scorreva fuori dai finestrini bagnati e l’oscurità tra gli alberi sembrava più densa che sulla strada. Lara si sforzò di restare concentrata sulla guida, senza lasciarsi distrarre da ciò che poteva nascondersi nel bosco. La sua auto non era un rifugio abbastanza sicuro contro le creature della notte. Tra i lampi del temporale e i bagliori di occhi nell’ombra, percepiva i loro sguardi curiosi, i loro sussurri e gli artigli che si allungavano a sfiorare la carrozzeria.

Strinse le mani sul volante e sentì una dolorosa tensione irrigidirle le spalle. Accelerò per superare la pineta.

Dalla radio usciva la voce di Chris Cornell che cantava You know my name, un vecchio pezzo che aveva fatto da colonna sonora a uno dei film su James Bond. Per un attimo, Lara sorrise delle coincidenze tra il suo mestiere e quello di Bond, ma il sorriso si spense in fretta, come un cerino gettato sotto quel temporale, sotto la realtà. Lei era in missione sul serio e non per conto di Sua Maestà.

La pineta era ancora lì, il pericolo era sempre lì, intorno alla sua auto e dentro la sua vita. Nonostante fosse addestrata per affrontare certe situazioni, a volte non riusciva a controllare la paura. Era più facile accettare un incarico quando non si conoscevano i rischi che comportava, mentre sapere cosa abitasse nel buio, cosa l’aspettasse dietro l’angolo, non faceva che aumentare la tensione. Spesso invidiava la gente comune, la serenità assicurata dall’ignoranza. Lara non era serena da tanto, tanto tempo.

Ho visto angeli precipitare da altezze vertiginose, ma tu non sei nulla di così divino, solo il prossimo sulla lista…

Sul finire della canzone, la strada curvò verso una discesa che conduceva finalmente fuori dalla foresta. Il nuovo panorama, di terra piatta ed erba bassa, rassicurò la ragazza: i prati allagati offrivano una visuale migliore sulle minacce esterne, malgrado il buio.

Il dolore alle spalle si sciolse del tutto quando avvistò le luci delle prime case. Aveva una missione da compiere ed era giunto il momento di indossare la maschera adeguata, riprendere il controllo delle emozioni e comportarsi come la professionista che i suoi colleghi conoscevano e sulla quale contavano.

Superato un distributore di benzina, notò un’ombra sul ciglio della strada. Un uomo con le spalle curve in un impermeabile fradicio stava fermo sotto un lampione. L’orologio sul cruscotto segnava la mezzanotte. Quell’uomo era lì per lei.

Lara si fermò per farlo salire, poi fece inversione e tornò verso i prati. Meglio trattare l’affare lontano dagli sguardi di una piccola cittadina, anche se non c’era nessun altro per la strada.

Appena montato in auto, l’uomo si presentò come Edward Riggs, poi fece scorrere lo sguardo sulla bella ragazza alla guida e aggiunse: «Ma tu puoi chiamarmi Eddy.»

Lara prese un profondo respiro. Aveva già vissuto quella scena e non aveva voglia né tempo di gestire gli effetti che il suo aspetto aveva sugli uomini.

Poco fuori città, fermò l’auto sullo sterrato che separava l’asfalto dai prati e si rivolse al passeggero: «Signor Riggs, il dossier, per favore.»
«Oh, quanta fretta! Non potremmo trattare l’affare con calma davanti a un bicchiere di vino?»
«Abbiamo pagato per il dossier e nient’altro.»

L’uomo sbuffò ed estrasse una voluminosa busta di carta da sotto l’impermeabile. Quando Lara l’afferrò, Riggs la trattenne per un istante, dicendo: «Non mi dici neanche il tuo nome?»

Stressata dal proprio lavoro, tesa all’idea di ripassare per la pineta e stufa di subire i soliti tentativi d’approccio, Lara reagì con un pugno a quel sorriso irritante. L’uomo non fece in tempo a portarsi le mani al viso che la ragazza prese una fiala dalla borsa e lo costrinse a ingoiarne il contenuto, poi si sporse per aprire la portiera del passeggero e lo spinse fuori.

L’auto sparì nel buio e nella pioggia. Verso la pineta.

***

La discussione anonima è terminata. Per qualsiasi ulteriore indicazione è possibile usare l’area dei commenti, in basso.

 ***

1 – Sostiene un lettore…

…Sono perplesso Il pezzo è ben scritto ma non mi ha emozionato, anche il finale fa un po’ supereroe. E’ come se un eccessivo studio avesse fatto ottenere il risultato contrario, è mancata anche la suspense giusta e un po’ di “vediamo come va avanti”.

#

2 – Sostiene un lettore…

…Ciao. L’atmosfera mi è piaciuta: sono anch’io in macchina con Lara e con lei, attraverso la pineta, ascolto la canzone, raggiungo i prati allagati.
Giusto la reazione finale mi sembra un pochino eccessiva.

#

3 – Sostiene un lettore…

…Concordo con l’opinione del Lettore 1. Anch’io trovo che il brano sia ben scritto, ma ancora troppo acerbo.

I primi due capoversi ti trascinano dentro la storia, poi pian piano la storia si smorza, fino a un finale che poteva essere diverso.
Per esempio: “Stressata dal proprio lavoro, tesa all’idea di ripassare per la pineta e stufa di subire i soliti tentativi d’approccio, Lara reagì con un pugno a quel sorriso irritante”. Ecco, secondo me tutto quel preambolo non serve. Se avessi scritto “Lara reagì ecc…” il pugno se lo sarebbe preso anche il lettore: fantastico! 😀

Inoltre, almeno due volte hai scritto che “ha una missione da compiere”, magari anche di più: l’abbiamo capito! La ripetizione è voluta, o è un refuso?

Altra curiosità: perché il tipo si chiama Edward? Spero che la storia non sia ambientata negli stati uniti, perché per un autore italiano secondo me è una caduta di stile. 🙂

#

4 – Sostiene l’autore…

…Comincio col ringraziarvi per i primi interventi.
Lettore 1, hai ragione: ho modificato lo stralcio di romanzo perché fosse comprensibile fuori dal contesto, ma ho ottenuto di renderlo troppo “spiegone” sacrificando il lato emotivo.
Lettore 2, è vero: fuori dal romanzo la reazione sembra eccessiva.
Lettore 3, nella versione originale, come dicevo al Lettore 1, ci sono meno spiegazioni e più azione, come hai giustamente fatto notare. Forse avrei dovuto lasciare il pezzo com’era, ma temevo il commento “Perché gli ha dato un pugno?” 🙂 Il romanzo è ambientato in diverse parti del mondo, quindi si trovano “degli Edward”, ma anche “dei Michele” (per citare chi mi ospita) e “dei Felipe” 🙂

#

5 – Sostiene un lettore…

…(Lettore 3)
Ovviamente il pugno avrebbe dovuto avere (con o senza spiegazione) una finalità narrativa, ben comprensibile al lettore magari nelle battute successive. Così, l’avresti spiazzato. 🙂

#

6 – Sostiene un lettore…

…Se fosse un incipit a parte il viaggio nel bosco che dà l’idea dell’horror ed è scritto bene, sarebbe una delusione. L’autore mi dice che è una spia alla James Bond, è in missione, è stressata, rischia la vita ecc. Invece tutto questo bisognerebbe dedurlo tra le righe dalle azioni del personaggio.
Se invece è lo stralcio interno al romanzo, dovremmo già sapere chi è Lara, dov’è diretta e che è in missione.
Così com’è, con Alzata di pugno finale, sembra un fumettone. Forse è la parodia di una spy story?

#

7 – Sostiene l’autore…

…Lettore 6, il pezzo è parte di un capitolo interno e nella versione originale non ripeto quale sia il mestiere di Lara perché il lettore infatti lo sa da prima, non si aspetta il pugno, ma lo comprende perché conosce la storia del personaggio.
I difetti che state evidenziando sono proprio le aggiunte che ho fatto per renderlo comprensibile fuori dal testo, quindi, tutto sommato, la versione originale va bene 🙂

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8 – Sostiene un lettore…

…La scrittura è scorrevole, ma è proprio il tipo di storia a non catturarmi, dunque esprimo solo un giudizio soggettivo, che temo non ti servirà a niente. 🙂

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9 – Sostiene un lettore…

…Sono di nuovo il lettore 3. Secondo me, se posso permettermi, non avresti dovuto aggiungere delle modifiche, se si trattava di un estratto interno. Se noi non avessimo capito, avremmo fatto delle domande. Così il testo originale è snaturato, e il senso stesso della rubrica sfuma. 🙂

#

10 – Sostiene l’autore…

…Lettore 3, sì, ho fatto male. Ho giusto chiesto a Babbo Natale il super potere del “senno di poi” per non fare più certi errori in futuro 🙂

#

11 – Sostiene un lettore…

…Sembra un horror o almeno un thriller, mi incuriosisce. Molto. Mi sembra scritto bene.

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