Acchiappami n. 9 – Federico Pani


photo credit: calligraphie via photopin (license)

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Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione e le quarte di copertina che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori o ai lettori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti e i libri acquistati. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

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nome del file: Acchiappami-Federico Pani-Mondi in proiezione.docx

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


PZ1 è un pianeta evoluto, che da anni associa il proprio progresso allo studio delle sue proiezioni. Pianeti morfologicamente identici, ignari della propria natura derivata e collegati alla madre patria da passaggi spazio-temporali. Questo sistema viene messo a rischio dai tentativi di invasione dei Crolidi, abitanti di un pianeta attiguo. Tentativi che si fanno più concreti a causa di un tradimento. Un tradimento che trascinerà lo scontro tra i due popoli sulla seconda proiezione: la Terra.

Così Brad Grant e Samantha Lewis, due agenti di Scotland Yard, indagando su una serie di scomparse, finiscono per imbattersi in una storia più grande di loro. Al fianco degli emissari di PZ1, i due terrestri saranno coinvolti in una battaglia contro un nemico invisibile e tecnologicamente avanzato, durante la quale prenderanno consapevolezza della vera natura del pianeta Terra e del grave rischio a cui va incontro. Una battaglia impari, che coinvolgerà le più alte sfere del potere politico ed il cui esito rimarrà incerto fino all’ultimo.

“Mondi in proiezione” è un romanzo a sfondo fantascientifico, i cui tanti colpi di scena restituiscono al lettore il sapore tipico di un thriller.

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Leggi tutte le richieste inviate in Acchiappami (se ci riesci)

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15 thoughts on “Acchiappami n. 9 – Federico Pani

  1. Ciao Federico e benvenuto 🙂
    comincio segnalando che, per i miei gusti, la doppia ripetizione nel primo paragrafo (tentativi/tentativi – tradimento/tradimento) è troppo: più che dare ritmo, al mio orecchio suona male.

    Ma la parte che mi lascia più perplesso è il secondo paragrafo: sorvoli sul conflitto che dà il via al libro, liquidandolo con: “finiscono per imbattersi in una storia più grande di loro”. Perché? Cosa succede? Detta così, io non riesco ad appassionarmi alla loro storia e penso solo: “Problemi loro”. Purtroppo, basta lo schifo terrestre per fare in modo che qualcuno finisca in una storia più grande di lui…

    Buona la chiusa, anche se sembra più un’indicazione per il marketing che non per il lettore; dato che siamo tutti abituati a mettere delle etichette, però, credo che abbia il suo perché.

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  2. Anch’io ho notato le ripetizioni nella prima parte e anche un il cui/i cui scritti a distanza ravvicinata alla fine (“ed il cui”, poi, lo sistemerei togliendo la “d” eufonica).

    Per quanto riguarda il contenuto, forse non faccio molto testo perché non amo il genere, però anche volendo fare uno sforzo, temo di non avere afferrato la storia: il fatto delle proiezioni e della natura e del collegamento dovuto a passaggi spazio-temporali, non mi è chiaro, cioè non riesco a visualizzare questa realtà fantascientifica. Ma, forse, lo ripeto, è un problema di limite della mia fantasia.

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  3. Il primo blocco è troppo concettuale e racconta un panorama inusuale, difficile da comprendere. Poi si passa a Scotland Yard, la più conosciuta delle storie. Sembra una parodia. Farei il contrario. Parto dai due agenti che indagano, e poi finiranno per conoscere mondi paralleli e derivati. Cioè è un thriller che sfocia nella fantascienza, e non la fantascienza in un thriller. Spero che la trama parta da Londra e non dallo spazio visto che i protagonisti sono terrestri…

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  4. Proprio progresso è un po’ cacofonico e propria natura poco dopo dà il via a un’altra ripetizione. Toglierei il primo. Una storia più grande di loro è un po’ abusato. Per il resto con qualche limata, considerato che non amo il genere, penso possa funzionare come idea di quarta. La parte migliore è la chiusa.

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  5. Anche io punterei subito l’attenzione sui due terrestri e successivamente sul resto. Da profana di fantascienza poi credo si dovrebbe spiegare meglio la faccenda delle proiezioni, anche perché mi sembra sia proprio il cuore del romanzo.
    Un altro appunto che mi sento di fare riguarda le prime frasi, tutte uguali come lunghezza, che suonano in modo troppo sincopato, magari si potrebbero ammorbidire un po’…

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  6. Premesso che la fantascienza non è il mio genere preferito, io spiegherei meglio il concetto delle proiezioni perché mi sembra troppo astratto e non riesce a interessarmi. Concordo sul fatto che partendo dai due agenti di Scotland Yard la storia si potrebbe presentare meglio e la trama apparirebbe più intrigante.

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  7. Buongiorno a tutti. Mi scuso, anzitutto, per il ritardo, ma ieri è stata una giornata che definire intensa è poco. Se non è un problema risponderei a tutti con questo commento, perché molte osservazioni sono comuni. Prima di farlo, però, volevo ringraziarvi per l’interesse: non pensavo che questo tipo di esercizio potesse risultare così utile e avrei voluto conoscerlo prima! Il libro infatti risulta da pochi giorni (auto)pubblicato e non so, pertanto, se e come potrò incidere sulla quarta di copertina. Un ringraziamento speciale va a Maria Teresa Steri: seguo il suo blog e grazie a lei mi sono imbattuto in questa interessante iniziativa.
    Ma andiamo al sodo.
    Parto dall’osservazione più comune, che riguarda le ripetizioni presenti nella prima parte. Come anche qualcuno di voi ha notato, sono il frutto di una scelta, vale a dire quella di evitare periodi lunghi. Se avessi usato periodi meno corti le ripetizioni si sarebbero evitate, ma a mio avviso il risultato sarebbe stato meno accattivante. Ciò non toglie – ovviamente – che impostando in modo diverso l’incipit avrei a prescindere evitato ripetizioni.
    Vengo così alla seconda osservazione/suggerimento (mossa in particolare da mariateresasteri, helgaldo e Giulia Lu dip): quello di partire dai due agenti di Scotland Yard, per poi passare all’ambientazione fantascientifica. In realtà, la narrazione parte da PZ1 (che sarebbe il pianeta-madre) per poi spostarsi più tardi sulla Terra (e, per l’intero corso del romanzo, “rimbalzare” tra i due pianeti). I due agenti compaiono dopo circa trenta pagine, per intenderci, perché prima il lettore viene introdotto nella guerra in atto tra gli abitanti del pianeta madre e i Crolidi (la popolazione aliena). Non si tratta – lo dico solo per completezza – di un incipit pomposo e meramente descrittivo: PZ1 e il sistema di proiezioni che lo contraddistingue sono descritti attraverso le vite di vari personaggi che, chiaramente, avranno un ruolo durante il romanzo. In definitiva, partire da Londra e dagli agenti di Scontland Yard, a mio avviso, non avrebbe reso bene la struttura del romanzo. Volevo che il lettore venisse subito introdotto nell’ambientazione fantascientifica.
    Passo allora a un ulteriore rilievo (segnalato soprattutto da mariateresasteri e giulia lu dip) che concerne la scarsa chiarezza proprio dell’ambientazione. Questa è il punto forte del romanzo, perché è la particolarità dei rapporti tra madre patria e le varie proiezioni (e segnatamente la Terra) che rende poi la trama vivace. In effetti, capire dalla quarta che quelle che io chiamo proiezioni sono pianeti in – passatemi il termine – carne e ossa non è affatto agevole, e forse su questo aspetto avrei potuto essere più chiaro. Certo è che rendere in una quarta di copertina il sistema che ho costruito, stando anche attento a non svelare troppo, è operazione davvero complessa!
    Non so se sono riuscito a rendere, comunque, che anche una persona poco amante della fantascienza non si troverebbe disorientata o “a disagio” nel leggere il mio romanzo. Gli avvenimenti che poi avvengono sulla Terra non hanno affatto un sapore “alieno” o fantascientifico in senso stretto. Come scrivo nell’ultima frase – che, mi sembra, ha riscosso buono consensi – il romanzo ha più il ritmo di un thriller.
    Una risposta a due ultimissime notazioni. La prima è sull’abuso della d eufonica. Lo so, tecnicamente è un errore usarla così spesso: me lo hanno fatto notare da poco e d’ora in avanti farò maggiore attenzione. La seconda è sull’utilizzo di “espressioni abusate”, che strizzano l’occhio al commerciale. Beh, sono sincero: non ho mai letto quarte di copertina che non ne contengano. L’importante è impiegarle cum grano salis, e cioè non ingannare il lettore. Nel dire che i due agenti si ritrovano immersi in una “storia più grande di loro” non inganno nessuno, perché è la (forse banale) verità. Michele mi fa notare che poi non do abbastanza indizi su cosa renda “grande” questa storia. Può aver ragione, ma la quarta di copertina ha dei limiti di caratteri, e dovendo già spiegare l’ambientazione non avevo spazio per dedicarmi meglio agli altri aspetti.

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    • Io non mi focalizzerei tanto sull’ambientazione: chi legge si appassiona ai personaggi, non al contorno. È il loro conflitto che ci fa voltare le pagine, altrimenti basterebbe comperare un numero di Science o del National Geographic. Nello stesso filone, riconsidererei anche il nome del pianeta madre: mi domando quale civiltà chiami la propria patria con una sigla e un numero: neppure i Romani (che pure fondavano città a tutto spiano) chiamarono Roma “Urbs1” 🙂

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  8. Concordo sull’invertire i paragrafi partendo dalla vicenda terrestre, non devi per forza seguire la struttura del romanzo, ma spiegare di cosa parla. Iniziando dall’elemento più “difficile” si scoraggia il lettore, mentre accompagnarlo alla fantascienza attraverso due personaggi della sua realtà risulta meno complicato, almeno a mio parere.
    Eliminare le ripetizioni, allungando le frasi, renderebbe la lettura più fluida e non meno accattivante.

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  9. Ho provato a seguire i vostri consigli e in particolare a:
    – focalizzarmi sui protagonisti e non sull’ambientazione;
    – evitare ripetizioni, anche allungando i periodi.
    Il risultato è il seguente, ditemi cosa ne pensate.
    “Brad Grant e Samantha Lewis stanno svolgendo delle indagini su una serie di scomparse avvenute nei pressi della cittadina di York. Le tracce portano i due agenti di Scotland Yard fino a Chicago (USA), dove sono state avvistate alcune delle presunte vittime. Così, quella che all’inizio sembrava l’opera di un serial killer presto si rivela qualcosa di più complesso e misterioso.
    L’orizzonte che si dischiude davanti a loro va ben oltre i confini di ciò che è umanamente conosciuto. Brad e Samantha si ritrovano immersi in una battaglia che coinvolge popolazioni aliene, di cui la Terra è divenuta sua malgrado il teatro. Ma soprattutto, scoprono che la Terra non è ciò che sembra, ma è soltanto la fisica e tangibile proiezione del pianeta PZ1, il c.d. pianeta-madre.
    Brad e Samantha divengono così i protagonisti di questa guerra strisciante, combattuta fianco a fianco con gli emissari del pianeta-madre, che coinvolgerà le più alte sfere del potere politico e il cui esito rimarrà incerto fino all’ultimo.
    “Mondi in proiezione” è un romanzo a sfondo fantascientifico, i cui tanti colpi di scena restituiscono al lettore il sapore tipico di un thriller.”

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  10. Così mi pare più logica la presentazione. Si va dal noto all’ignoto. Cambierei la frase sul pianeta madre così: non è ciò che sembra, ma è soltanto la duplicazione di un lontano pianeta, detto pianeta-madre.

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