Sostiene l’autore n. 14


Philip Roth - da Internet
Philip Roth – da Internet

Questo brano è stato inviato in maniera anonima da un autore, perché venga commentato in maniera anonima dai lettori di questo blog.

Le regole per partecipare sono spiegate in questo post.

Tutti i brani che hanno partecipato alla rubrica “Sostiene l’autore” sono elencati in questa pagina.

Buona lettura e buon commento.

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Otto e otto

Permesso direttore, mi dica direttore, ma certo direttore, capitale insufficiente, riduzione del personale, quindici giorni direttore? Ma io come campo, mi butta in mezzo a una strada direttore.

Tre mesi dopo sono alla fermata dell’otto barrato, nell’attesa che l’autobus mi porti verso l’ennesimo colloquio di lavoro.La mantella di lana calda mi ripara dal freddo della vita e lo sguardo della barbona, dal marciapiede di fronte, mi gela l’anima. La vecchia, nel suo angolo di strada, è rannicchiata tra pareti di cartone umido e indossa un impermeabile logoro.
Seguo il viavai distratto delle persone che le passano accanto. L’indifferenza è la peggiore forma di emarginazione, più cruda ancora della disoccupazione.
Mi domando se quella donna abbia qualcosa da chiedere alla vita. Mi domando se io abbia ancora qualcosa da chiedere alla vita.
Incrocio il suo sguardo e la raggiungo.

Prendi la mia mantella! dove vai, aspetta, mettila sulle spalle, ti scalderà.
No, te la regalo, non voglio nulla in cambio. L’autobus, devo andare. Il tuo orologio? Non lo voglio, guarda, ho il mio.
Portafortuna.
No, grazie, tienilo pure, perdo l’autobus.
Portafortuna.
Lasciami il braccio, ferma, l’orologio si è impigliato nella mantella. Che fai, non tirare, così si buca! Provo io. Perdo l’autobus! Dannato gancetto. Fatto! L’autobus va via.
Portafortuna.
Maledizione, hai visto? Ho perso l’autobus e ho perso il lavoro e tu vuoi darmi questo cavolo di orologio. Va bene, lo prendo, sei contenta adesso? Portafortuna un corno!

Un boato mi sbalza a terra. Caos, antifurti impazziti, vetri ovunque. Quando il fumo si dirada, vedo uno scheletro di lamiera e fiamme in fondo alla strada: l’otto barrato. Mi tocco, sono viva. Il mio destino è nell’orologio che stringo in mano: le 8,08. Mi volto, la vecchia è svanita nel fumo. Nell’aria carica di morte resta l’eco della sua voce.
Portafortuna.
Non mi domando più se quella donna abbia qualcosa da chiedere alla vita. Adesso so che ha chiesto alla mia di non fermarsi.

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1 – Sostiene un lettore…

…A me è piaciuto molto.

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2 – Sostiene un lettore…

…Bel racconto, anche i dialoghi senza virgolette non disturbano.

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3 – Sostiene un lettore…

…Tre atti perfetti in poche righe dense di storia e sentimento. Nulla da aggiungere.

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4 – Sostiene un lettore…

…Bello. Intenso.

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5 – Sostiene un lettore…

…Io vado un po’ controcorrente. C’è qualcosa che mi lascia perplessa; c’è tanta distanza, nel narratore, da quello che narra. Come se non avessi creduto fino in fondo, caro autore, in quello che stavi raccontando. Mi piacerebbe essere più specifica, ma faccio fatica a definire cosa mi lasci questa sensazione: forse il racconto ha il fiato corto, e avrebbe reso meglio allungandolo.

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6 – Sostiene un lettore…

…Contrariamente al lettore 5, io trovo che sia proprio questa velocità negli eventi a rendere il racconto così coinvolgente. Non si capisce realmente l’importanza di quello che sta accadendo fino a quando non si legge dell’autobus in fiamme. Forse, allungando il racconto si perderebbe anche questo ritmo che rende bene l’idea di come nella realtà siano, spesso, gli istanti a fare la differenza.

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7 – Sostiene un lettore…

…Il racconto è scritto molto bene, scorre che è un piacere. L’unico problema è che è molto, molto già sentito e forse gli manca una carica emotiva particolare per renderlo diverso da mille altri che raccontano più o meno la stessa cosa e lo stesso concetto.

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8 – Sostiene un lettore…

..Lettore 7. Non ho percepito il già detto di cui parli, forse perché applicato in pochissime righe che lo fanno apparire nuovo: mi faresti due-tre esempi conosciuti della stessa cosa o dello stesso concetto? E giusto per inquadrare meglio la tua osservazione riusciresti a definire con precisione questo concetto che hai già visto ampiamente sfruttato in passato?

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9 – Sostiene un lettore…

…Il mio punto di vista è a metà fra quello del lettore 4 e quello del lettore 5. La velocità della seconda parte anche secondo me è accattivante e coinvolgente, mentre nella prima percepisco una certa lentezza, quasi un distacco. Non mi è piaciuto il termine “barbona”, ormai desueto e pieno di implicazioni politically correct, così come la frase: “l’ ’indifferenza è la peggiore forma di emarginazione, più cruda ancora della disoccupazione” che mi sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda. Le perle di saggezza, secondo me, devono avere un perché.
Una domanda: la scelta del numero 08:08 è legata alla simbologia esoterica del numero? In numerologia l’ otto rappresenta la rinascita interiore e la disponibilità della persona a ricevere abbondanza dall’universo. Non so se tu l’abbia scelto apposta, ma sarebbe pertinente.

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10 – Sostiene un lettore…

…Mi è piaciuto molto l’inizio
Alla mantella avrei preferito una sciarpa
L’autobus che scoppia è poco credibile ( per fortuna) preferirei finire con l’orologino che segna le otto e otto, perchè é rotto ma porta davvero fortuna …

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11 – Sostiene un lettore…

…Lettore 10. Sarà anche poco credibile (per fortuna), ma pensa se qualcuno per un contrattempo si è perso il concerto del Bataclan del 13 novembre 2015… 🙂

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12 – Sostiene l’autore…

…Intanto grazie per i commenti; è inutile dire che se ho presentato il brano qui è perché volevo suscitare una qualunque vostra reazione e, in tutta sincerità, non mi aspettavo che i giudizi fossero per la gran parte positivi.

Parto da un presupposto che già risponde a qualche rilievo evidenziato, tipo la lunghezza del racconto.
Ho partecipato a un concorso che richiedeva di narrare una storia in 2000 caratteri, dunque ho fatto del mio meglio per concentrare il tutto entro quei limiti con tanto di inizio-svolgimento-fine. Certo, ho asciugato all’osso l’insieme, sperando di non intaccare troppo l’efficacia del racconto. Penso che il ritmo non ne abbia risentito e qualcuno è stato d’accordo con me.

Concordo con le rimostranze del lettore 8 che ha anticipato una mia curiosità:  qual è il concetto ripetuto?

Lettore 9: nessuna acqua calda e nessuna perla di saggezza. Volevo solo sottolineare la motivazione che muove la donna a regalare la sua mantella alla barbona (senzatetto ti piace?): la disoccupazione è un dramma sociale, ma l’indifferenza delle persone di fronte al disagio altrui può arrivare a toccare corde più profonde.
Per quanto riguarda il significato esoterico del numero 8, mi rendo conto che farebbe più figo da parte mia affermare che sì, gli avevo dato questa lettura, ma in realtà è stata una scelta casuale, legata al periodo della giornata in cui si svolge l’episodio.

Lettore 10: non so, ho pensato che la mantella coprisse di più di una sciarpa.
Nei tempi che stiamo vivendo, non troverei anomalo nulla, meno che mai un autobus con un kamikaze dentro, per esempio!

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13 – Sostiene un lettore…

…Dopo l’11 settembre si sono moltiplicati i racconti, anche molto veri, raccontati dai sopravvissuti (il mio non è un giudizio di merito, anzi, alcuni mi hanno commosso) in cui qualcosa di imprevisto, spesso un atto di gentilezza, come dare del denaro a un senzatetto o fermarsi per fornire indicazioni stradali, ha salvato la vita a un’ignara potenziale vittima. Sicuramente ho letto più di una volta fatti simili in articoli con testimonianze di sopravvissuti e, almeno una volta (non ricordo il giorno) ne “Il buongiorno” di Gramellini. Inoltre ricordo un esercizio di scrittura dato a un corso (2000 battute + alcuni elementi da inserire) in cui tre elaborati raccontavano storie simili a queste.
Questo non è un giudizio di valore, il racconto è molto scorrevole e piacevole, solo che, a mio parere, non ha la forza emotiva della testimonianza né il “qualcosa in più” che lo renda unico e indimenticabile. Di certo è un ottimo punto di partenza.

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14 – Sostiene un lettore…

…Sono di nuovo la lettrice n.9.
Il commento dell’autrice mi sembra un po’ sarcastico, quasi acidello.
Come accennavo il racconto mi è piaciuto. Ciò che ho sottolineato è solo una finezza. Il termine barbona  implica un giudizio ed è inteso spesso in senso negativo, quindi lo vedrei meglio in bocca a un personaggio snob e non a una persona solidale. La protagonista mi sembra politically correct, per questo “barbona” non mi piaceva. Quando si usa la prima persona secondo me occorre fare attenzione anche a queste piccolezze legate al punto di vista.
Quanto alla frase sull’indifferenza, il concetto è chiaro ma potrebbe essere espresso in modo meno scontato. Io l’ho percepito così, ma forse è un’opinione soggettiva.
Il racconto comunque è scritto bene e ha un buon ritmo quindi non considerare queste critiche come un giudizio negativo. So di essere molto pignola e attenta ai dettagli ma lo scopo delle mie parole è spingere la persona a riflettere, non fare la maestrina. 🙂
Comunque in bocca al lupo per il concorso. Se vinci, parla del significato esoterico del numero 8 e dì che era tutto calcolato, mi raccomando!

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15 – Sostiene l’autore…

…Lettrice 9:

Lungi da me essere acidella, credimi! Se ti ho dato questa impressione, ho sbagliato l’approccio!
Anzi, potresti avere ragione sull’uso del termine “barbona”, ma, veramente, non me ne è venuto in mente uno migliore, mentre scrivevo il racconto.
Il concorso è già bello che andato e, naturalmente, altri hanno meritato il podio! 🙂
Poco male, ci ho provato e, comunque, mi sono divertita molto!
(Il significato del numero 8 è stata una scoperta fantastica!)

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16 – Sostiene un lettore…

…Mi spiace per il malinteso. Nemmeno noi scrittori a volte riusciamo a cogliere il vero tono. Mettiamola così: con “senzatetto” avresti sforato i caratteri! 🙂 alla prossima!

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17 – Sostiene un lettore…

…Lettore 14. Consiglio: confrontare “negro” con “barbone”, su qualsiasi vocabolario (uso la Crusca e la Treccani in questo caso).

Negro per la Crusca. Nell’uso attuale, negro (corrisp. all’angloamer. nigger) è avvertito o usato con valore spreg., sicché in ogni accezione riferibile alle popolazioni di colore e alle loro culture gli si preferisce (analogam. a quanto avvenuto in Paesi in cui la questione razziale era particolarmente viva) l’agg. e sost. nero (corrispondente all’ingl. black e al fr. noir).

Barbone per la Treccani
1. (f. -a) [persona che vive per strada, senza fissa dimora: vivere come un b.] ≈ clochard, homeless, vagabondo.

Quindi negro è policitally uncorrect, e il personaggio di questo racconto, mosso da pietas, non dovrebbe mai usarlo. Barbone invece non è ancora considerato tale, magari lo sarà in futuro. Per ora chiamare barbone un senzatetto non è percepito come un’offesa altrimenti i vocabolari, che non riportano opinioni personali ma gli l’uso che delle parole fa la lingua, aggiugerebbero la marca spreg.

Non generiamo errori quando non ci sono in base ai secondo me: fa bene l’autore a tenere “barbone”. 🙂

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18 – Sostiene un lettore…

…”Barbone” è già considerato negativo. Lungi da me mettere in discussione la Treccani, ma basta aguzzare le orecchie quando si parla con le persone per rendersi conto che è una parola pregna di giudizio. O forse solo in provincia il benpensante griffato usa il termine barbone arricciando il nasino appena ritoccato dal chirurgo? A volte la conoscenza della realtà può avere la meglio su ciò che dice il dizionario, che diventa un semplice strumento per proteggersi il deretano. 😉

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19 – Sostiene un lettore…

…La frase del racconto, neutra, non esprimeva nessun giudizio, ma identificava un tipo.

[NdM: il lettore argomentava variamente, e in modo anche salace, sostenendo le scelte dell’autore. È chiaro che siamo di fronte a due sensibilità diverse e non servirà l’autorità di un vocabolario (o della stessa Crusca) a cambiare le cose. È chiaro anche che non sarà un flame a cambiare l’opinione dell’uno e dell’altro.]

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20 – Sostiene un lettore…

…Sono di nuovo io (lettrice 9 – lettrice 14 – lettrice 18).

Io credo che le definizioni presentate dal dizionario abbiano un limite oggettivo, ovvero la consapevolezza dell’uso sociale che si fa di una determinata parola.

[NdM: anche questa lettrice argomentava a sostegno della propria tesi. 

Il bello di “Sostiene” è proprio l’essere anonimi, che protegge e lascia spazio per commenti che altrimenti non si farebbero per pudore. Però è un equilibrio delicato, e non vorrei che una discussione accesa (pur se interessante) finisse per rovinarlo. 

Il problema vero (e ne ho discusso anche con l’autore del brano, privatamente) è che le sensibilità di ciascuno esulano dalle definizioni e dall’uso, corretto o meno, che si fa delle parole. Non c’è modo di “avere ragione” o di “convincere qualcuno”, perché alla fine si tratta di opinioni.

Se vogliamo trarre una lezione, da tutto questo, è che come scrittori abbiamo l’obbligo di sapere che ci sono sensibilità, in chi legge, che potrebbero sfuggire alle nostre considerazioni razionali, mentre costruiamo una storia. Saperlo, e tenerne conto, non significa essere proni alle sirene del “mercato” pur di farsi leggere, ma avere uno strumento – da usare con coscienza – per ottenere reazioni anche forti in un lettore. Perché, io credo, una delle funzioni della Letteratura sia di far provare emozioni.]

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21 – Sostiene un lettore…

…Non sono mai le parole ad avere pregiudizi, ma sempre chi le usa o le interpreta.

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22 – Sostiene un lettore…

…Appunto: in questo caso le usa il personaggio, ed è lui ad assorbirne la carica emotiva. Credo che scriverò un post al riguardo sul mio blog, perché la riflessione è interessante. 🙂

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