Guarda che Quarta


Dove? Dove?

Dove? Dove?

Non mi sono votato all’erotico e neppure alla vendita di intimo femminile. La Quarta cui faccio riferimento, ça va sans dire, è quella di copertina. Scriverla è un esercizio difficile, da portare a termine, perché spesso ci perdiamo all’inseguimento dei particolari inutili oppure cerchiamo di mimare i roboanti proclami del marketing. Senza riuscirci, sia chiaro.

Come sempre, l’unico sistema per migliorare è allenarsi.

«Ma come?» direte voi, «Non abbiamo un romanzo nuovo, sottomano. Perlomeno non uno tutte le settimane.»

È vero, ma so chi potrebbe aiutarci: c’è una pagina, su Facebook, che pubblica quotidianamente alcune Copertine. Sono libri improbabili, ma così è più divertente. La collana è quella degli Adelphi Ignoranti e noi forniremo queste magnifiche opere di una Quarta di livello.

Quella di oggi è:

https://www.facebook.com/gliAdelphiignoranti/

https://www.facebook.com/gliAdelphiignoranti/

PS: Ho visto che finora avete snobbato il thriller. Sappiate che Sandra ha comunque scritto la sua versione e che quindi, come minimo, si è presa un “9” sul registro. Per merito suo ho postato anche la mia versione (e che versione!). Attenzione, perché per tutti gli altri NON partecipanti fioccheranno i quattro. 😉

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33 thoughts on “Guarda che Quarta

  1. Ma certo caro Michele, tutti che aspettano il fine settimana, quando si è più liberi. Io scrivo in pausa pranzo, la sera, tutta compressa. Come minimo questa dovrebbe essere una prova a tempo, ecco. Come Giochi senza frontiere! 😀 ahaha scherzo. Grazie, il 9 me lo prendo con grande gioia.
    E il nuovo gioco, urca bellissimo. Sei una fonte inesauribile (figura retorica abusata) di spunti creativi. Ripasso per il componimento.

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    • Abbiamo tutti paura delle quarte; temiamo di mettere in gioco le nostre e non sempre ne abbiamo una a disposizione. cosa c’è di meglio di un bell’allenamento? 🙂
      Il 9 è meritato. Mi domando se, come ama ripetere Helgaldo, il thriller stia diventando troppo difficile. Eppure, se ci fate caso, sono tutti esercizi da “romanziere”: quando ci si blocca, o ci sono certe scene da scrivere (con i dialoghi, senza dialoghi, …) quegli esercizi dovrebbero darci qualche strumento in più per uscirne vivi. 😉

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  2. IL MIO PAESE INVENTATO Isabel Allende, editing Sandra Faè 😀

    Dopo anni di scontri in parlamento la Padania ottiene l’indipendenza. Gli astrusi calcoli geografici per stabilire i confini hanno escluso Valborgo, un piccolo paese affacciato sul lago che vive di turismo da Pasqua ai Santi e costringe gli abitanti a passare la dogana in cerca di lavoro, i restanti mesi.
    I valborghesi diventano quindi immigrati sgraditi ai padani: rubano posti di lavoro e probabilmente anche altro.
    Quando la bella stagione bussa alle porte e lo splendido lago torna a essere un’attrattiva, i valborghesi respingeranno i padani alla frontiera.
    Così i padani abituati a trascorrere la vacanze estive sul lago di Valborgo si troveranno nello spiacevole ruolo di indesiderati.
    Fino a quando il presidente della Padania propone l’annessione di Valborgo alla nazione. Ma i valborghesi non paiono più interessati alla cosa.
    I temi caldi dell’immigrazione e della tolleranza affrontati col piglio ironico di un’autrice che, anche nel dramma, sa trovare un motivo per sorridere.

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    • Giusto. Ci si fa un po’ ispirare e poi si butta giù una (im)probabile quarta. L’esercizio ha questo scopo: sciogliere i muscoli del retro della copertina e verificare quali siano gli elementi che, generalmente, ci si aspetta di trovare là. Perché inconsciamente lo sappiamo come si fa, ma poi facciamo fatica a farlo razionalmente, quando ci serve.

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  3. Travolto dai debiti ma senza voglia di lavorare, Salvo Matteini escogita un piano grandioso: decide di incarnare le vesti di moderno Masaniello e cavalcare il malumore popolare per trarne vantaggio. Fonda così un movimento che, complice la crisi economica, trova terreno fertile nelle delusioni e nelle speranze della gente: tanti decidono di fidarsi di lui, supportandolo con i propri risparmi, nella speranza di averne un tornaconto più avanti.
    Le cose vanno a gonfie vele per Salvo, che ha costruito un’organizzazione multilivello che sembra accontentare tutti, fino al giorno in cui la sua gigantesca truffa sta per essere portata alla luce: la banca che avrebbe dovuto coprire le operazioni poco chiare che hanno accompagnato la sua ascesa fallisce e il re si trova improvvisamente nudo. Per non farsi travolgere dall’indignazione della sua stessa gente, Salvo tenta il tutto per tutto e proclama lo Stato Libero di Padania, nel tentativo di focalizzare la rabbia lontano da sé.
    Un romanzo ricco di tensione e di colpi di scena, ma anche un documento basato su fatti e storie reali di una società violenta, che non esita a scaricare le proprie frustrazioni su tutti coloro che considera “diversi”, decidendo di trasformarli in nemici.

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  4. Bene, mi affanno a scrivere la nuova thrillerata… e mi trovo un altro esercizio da elaborare?
    Michele, ma d’inverno, di solito, le idee si congelano, non spuntano come margherite nei campi!
    Mi riposo un attimo… e ti vengo dietro!

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  5. Esiste il paese dei balocchi? Questo pensa il presidente Lucignolo dopo aver appena vinto le elezioni. È stato votato da tutti con questo slogan “votatemi e io trasformerò questo posto nel paese dei balocchi” e gli italiani come al solito hanno abboccato e ci hanno creduto e l’hanno votato in tantissimi. Non si erano mai viste delle elezioni così, quasi un plebiscito: il 70 per cento. E adesso gli toccava governare. Aveva pensato a una scappatoia geniale, l’invenzione di un nuovo paese la Padania, un luogo dove tutti vivono in armonia, tutti pagano le tasse (salvi i politici, loro sono una categoria a parte) tutti sono felici, i servizi funzionano e la tristezza non esiste. Per realizzare questo stato di concordia e armonia è necessario però che in Padania non entrino alcune categorie di persone: i neri, i gialli, gli zingari e tutti coloro che non rispettano determinati canoni di bellezza e perfezione, non puoi essere felice se sei brutto. In Padania conta la purezza della razza. Tutti gli altri restano fuori dalla Padania. Però all’improvviso in Padania accade qualcosa, anche alcuni abitanti perfetti cominciano a porsi delle domande: è così che deve essere il paese dei balocchi, ci sentiamo davvero felici, qui siamo tutti perfetti ma non sarà che ci annoiamo? E il presidente Lucignolo, non è ridicolo con quella faccia da mister Bean che si ritrova? Rientra davvero nei canoni di bellezza e di purezza della razza.
    Questo romanzo di fantasia (ma non troppo) sceglie la provocazione di una possibile società distopica per far riflettere sulla nostra realtà e ci sorprenderà con il suo cinismo e con un grande colpo di scena finale.

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  6. Ennò. Qui bisogna chiedersi: cosa andrà storto? E poi: cosa c’è da scoprire? Qual’è il conflitto che ostacola la paciosa gitarella? Vedete, sto imparando a porre le domande giuste. Per le risposte, ci sto lavorando. :-p

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