Sostiene l’autore n. 15


Philip Roth - da Internet
Philip Roth – da Internet

Questo brano è stato inviato in maniera anonima da un autore, perché venga commentato in maniera anonima dai lettori di questo blog.

Le regole per partecipare sono spiegate in questo post.

Tutti i brani che hanno partecipato alla rubrica “Sostiene l’autore” sono elencati in questa pagina.

Buona lettura e buon commento.

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Davanti al caminetto

La lite cominciò davanti al caminetto. Alan era appena rientrato da una scarpinata  al rifugio con Frank, l’amico donnaiolo che, a detta di sua moglie, aveva una pessima influenza su di lui. La casetta di Alan e Grace si trovava a soli 600 m. ma era un ottimo punto di partenza per escursioni e sciate ad alta quota. Grace in realtà si limitava a passeggiare nel bosco fino a quando la neve non scendeva a coprire la vallata, poi si chiudeva in casa per due giorni a leggere e infornare torte e Alan era costretto a ripiegare su Frank, che non aspettava altro. Alan si chiedeva per quali oscuri motivi femminili Grace adorasse trascorrere il fine settimana in montagna e insistesse per partire ogni venerdì sera, quando avrebbe potuto stare con un libro in mano e cucinare dolci anche in città.

Forse quella volta le impronte fangose lasciate dall’ingresso al soggiorno furono più cospicue o forse l’irritazione per lo strudel bruciato aveva reso Grace più sensibile alla cosa. In situazioni normali avrebbe preso lo straccio borbottando qualche maledizione dietro a Frank, responsabile di tutto, anche delle pozzanghere, annunciando poi al marito che la torta lo aspettava. Ma lo strudel era finito nella pattumiera, perché il pallido sole di fine febbraio era finalmente arrivato a lambire il piccolo prato davanti a casa e lei, ben avvolta in una grossa coperta, aveva pensato di leggere all’aperto, e quel romanzo – Dio mio – era talmente avvincente da non aver sentito il suono del timer, e quando finalmente era rincasata la puzza di bruciato l’aveva colpita e non c’era più stato nulla da fare. Aveva quindi spalancato la finestra, e si era rimessa a leggere. Le mancava soltanto un capitolo quando aveva scorto Alan in fondo al vialetto. Erano rientrati insieme e insieme erano sprofondati nel divano.

“Com’erano i sentieri? Pieni di neve fangosa, suppongo.” C’era una nota sarcastica nella voce, ma Alan fece finta di non coglierla, e mugugnò che sì, in effetti, le strade non erano molto pulite. Lui e Frank avevano camminato a lungo con le ciaspole per poi mettersi a tavola al Rifugio Stella Alpina dove polenta e salsicce non li avevano delusi. Così dicendo si massaggio la pancia. Un dessert a quel punto ci stava benone.
“Niente strudel?” Chiese.
“Bruciato!” Era solo colpa di Grace se le cose erano andate a quel modo, non poteva prendersela con Frank che portava Alan su sentieri lerci e soprattutto sulla via della perdizione; temeva andassero a donne, ecco, toccava ammetterlo, guardare in faccia la realtà. Il sospetto non l’abbandonava mai.
“C’erano delle belle ragazze alla Stella Alpina?” Il nesso logico della domanda sfuggiva ad Alan, del resto era un uomo, ma per Grace era del tutto chiaro.
Alan chiuse gli occhi, come se annullare la vista della moglie almeno per un attimo, potesse allontanare in via definitiva quelle insinuazioni che Grace tirava in ballo sempre più spesso. Rispose quindi senza riaprirli.
“Mah, c’erano delle famiglie, credo. Però noi siamo andati a pranzo sul tardi, erano quasi le due. Ho visto un gruppo alla cassa, quando siamo arrivati. Non ci ho fatto caso.”
“Famiglie con mogli giovani? O forse figlie già grandine.”
“Famiglie con mogli vecchie e brutte e figli maschi. Tutti maschi.” Dicendo così Alan aprì gli occhi e si alzò, guardò con un certo interesse l’attizzatoio.
“Figurati!” Continuò Grace instancabile.
“Cosa dovrei figurarmi? Grace, non ho guardato nessuno. Per non dire che con tute da sci e berretti non è che si possa proprio capire quanto avvenenti siano le donne.”
“Avevi detto che erano brutte e vecchie…

Grace si alzò a sua volta, era pensierosa: cercava di calcolare se ci fosse ancora abbastanza tempo per preparare almeno i biscotti. Si chiuse in cucina.

Alan ripercorse il corridoio fino al bagno, le orme non erano state pulite e fece apposta a rimetterci dentro i piedi, spargendo l’acqua nera in giro, come se pennellasse. Dopo la doccia fece una piccola deviazione verso la cucina, dove scorse la luce accesa nel forno, segno che qualcosa era in cottura. Impossibile sentirne però il profumo, l’odore di bruciato, di cui si era accorto subito, lo ricopriva.
Si abbassò per curiosare all’interno: biscotti. Uh, sperava fossero alla cannella.

Nel frattempo Grace era tornata in sala, riusciva a vedere la nuca del marito, con quei ciuffi di capelli ancora più arruffati del solito per essere stati sfregati a lungo con l’asciugamano. Aveva voglia di girarseli tra le dita, ma la gelosia l’attanagliava. Quante donne oltre a lei accarezzavano la chioma di Alan? Deglutì e osservò il fuoco crepitare, si alzò, prese le molle e smosse la cenere, poi scelse un grosso ciocco di legno dalla cassetta.

“Ho fatto i biscotti!” Disse infine.
“Cannella?”
“Sì.”

Cannella a arsenico. Un’antica ricetta tramandata da una prozia, appassionata, fra le altre cose, di merletti.

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Il commento è anonimo

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1 – Sostiene un lettore…

…Se devo essere sincera, per quanto la grammatica sia corretta e l’andamento scorrevole, non sono molto convinta di questo racconto. Alcune espressioni non mi sono piaciute (“pennellasse”, “sentieri lerci” ecc), per quanto corrette grammaticalmente. Non allarmarti però, perché è solo questione di gusto personale.  Manca la chiusura delle virgolette dopo “avevi detto che erano brutte e vecchie…”

Leggendo il finale, mi è venuta in mente una vignetta di Snoopy scrittore: “Ti lascio perché ti amo troppo, disse lui. Ti brucio la macchina perché fa freschetto, disse lei”. Ecco: il senso è questo. Per giustificare il gesto della donna, secondo me avresti dovuto evidenziare meglio le sue dinamiche psicologiche. L’omicidio probabilmente viene fuori da anni e anni di frustrazioni e da una gelosia che scade nel patologico. Tutto questo, però, non è adeguatamente evidenziato, perché i toni sembrano un po’ neutri.

Inoltre, ma anche qui è solo questione di gusto personale, non amo l’idea che un autore italiano scelga nomi americani o ambienti la storia in America, a meno che la natura stessa della trama non lo renda assolutamente necessario. Mi è sempre sembrata una scelta un po’ ruffiana. Niente di personale, però: è un discorso che faccio da anni e ha causato parecchie discussioni nella blogosfera… 🙂

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2 – Sostiene l’autore…

…il gusto personale ha il suo peso, giustamente, in fondo al di là delle correttezze grammaticali fondamentali per essere almeno un po’ credibili (una bella idea supportata da pessima grammatica, sintassi e ortografia, fa scappare a tutti la voglia di leggere) ogni scrittore vorrebbe piacere. Sui nomi mi sono usciti abbastanza di getto, immaginando certi paesaggi montani americani, non è una mia abitudine, eh sì, convengo che il gesto finale sia un po’ forte se confrontato con la parte prima, anche se la cronaca è piena di “oh, era tanto un bravo ragazzo! Che ha preso a sprangate qualcuno!”
Grazie per il lungo e articolato commento, davvero.

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3 – Sostiene un lettore…

…Grazie a te per la gentile risposta. Spesso gli autori che hanno partecipato a questo gioco si sono risentiti per le mie critiche, fatte sempre in buona fede. è bello vedere che qualcuno le sa ricevere con atteggiamento costruttivo. Chapeau! 🙂

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4 – Sostiene un lettore…

…A me è piaciuto molto. Dato che nulla nell’ambientazione mi fa pensare che si sia all’estero, però, avrei preferito nomi italiani.

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5 – Sostiene l’autore…

…i nomi si cambiano in un attimo: Grazia, Franco e… con Alan abbiamo un problema. Grazie commentatore 4.

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6 – Sostiene un lettore…

…L’idea in generale non è male. Tuttavia trovo che al momento lo sviluppo sia un po’ piatto. Si potrebbe lavorare un po’ su alcuni aspetti, cercando di raccontarli di meno e mostrarli di più. Per esempio per quanto riguarda la gelosia di Grace nei confronti del marito viene detto all’inizio che Frank, l’amico donnaiolo, abbia una pessima influenza su Alan. Ecco, forse sarebbe stato meglio esprimere questo concetto attraverso il racconto di un episodio specifico in cui Grace ha visto il marito comportarsi diversamente dal solito proprio perché in compagnia di questo Frank (oppure semplicemente che Grace ne abbia avuto l’impressione – perché potrebbe essere solo un fatto soggettivo e non oggettivo).
La gelosia di Grace, a quanto mi è parso di capire, è giocata su illazioni ed è del tutto priva di prove. Ci sta, è una cosa che accade spessissimo, e può “giustificare” il finale nero, ma forse sarebbe stato meglio rappresentarla da un punto di vista diverso: il racconto in terza persona mi pare tenga un po’ troppo a distanza il lettore. Forse la stessa storia raccontata da Grace in prima persona sarebbe stata un po’ più coinvolgente.

Dopo le cose che mi hanno lasciato perplesso concludo con la cosa che mi ha convinto maggiormente: il finale. Ho apprezzato la citazione e la vena ironica.

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7 – Sostiene un lettore…

…Salto i convenevoli, il racconto è carino e scritto in modo scorrevole, l’incipit “La lite cominciò davanti al caminetto” mi è piaciuto, da quella piccola anticipazione che invoglia a conoscere il resto, anche se crea forse un’aspettativa che non viene ricambiata, in fondo c’è una piccola discussione non una vera e propria lite.
Il periodo successivo l’ho trovato però un po’ confuso, forse l’autore ha voluto dire troppe cose in poco spazio,  forse alcune avrebbero potuto essere tralasciate.

“Com’erano i sentieri? Pieni di neve fangosa, suppongo.” C’era una nota sarcastica nella voce, ma Alan fece finta di non coglierla
Io sono dell’idea che se una battuta di dialogo è riuscita non serve dirne l’intonazione. Questa non è riuscita, non fino in fondo almeno. In ogni caso darei un bel colpo di lima così “ma Alan fece finta di non cogliere la nota sarcastica”

Ho trovato poi, ma qui sono i miei gusti, che l’autore intervenga troppo nella narrazione, fornendo una sua chiave di lettura, una sua morale, invece di lasciare al lettore un po’ più di liberta. Mi riferisco a frasi tipo:
“Era solo colpa di Grace se le cose erano andate a quel modo, non poteva prendersela con Frank che portava Alan su sentieri lerci e soprattutto sulla via della perdizione; temeva andassero a donne, ecco, toccava ammetterlo, guardare in faccia la realtà. Il sospetto non l’abbandonava mai.”
o
“Il nesso logico della domanda sfuggiva ad Alan, del resto era un uomo, ma per Grace era del tutto chiaro.”
Soprattutto la seconda è  mio avviso del tutto superflua.

Per finire:
“Impossibile sentirne però il profumo, l’odore di bruciato, di cui si era accorto subito, lo ricopriva.”
Questa è un po’ una pistola di Cechov al contrario, se una pistola spara nel terzo atto deve comparire da qualche parte prima, perchè riferire solo qui che lui si era accorto subito della puzza di fumo? E se se ne era accorto perchè chiedere alla moglie dello strudel? Ok, forse è una pignoleria e questo non è un giallo, o forse un po’ lo è.

Il finale invece mi è piaciuto, mi sarei aspettato che l’arma del delitto fosse il ciocco di legno e quindi mi ha sorpreso l’uso del veleno. Poi dove la moglie si sia procurata l’arsenico starà al Poirot di turno scoprirlo 😉

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8 – Sostiene un lettore…

…Il commento 1 è quello che più si avvicina a ciò che avrei detto io; inutile ripeterlo, dunque.
Aggiungo che:
la lettura si è inceppata un po’ all’inizio con il bisticcio delle prime righe: “… Alan era appena rientrato da una scarpinata  al rifugio con Frank, l’amico donnaiolo che, a detta di sua moglie, aveva una pessima influenza su di lui.”
Non mi suona bene “era appena rientrato da una scarpinata al rifugio” e “a detta di sua moglie” (non ho subito capito di chi fosse la moglie).

Piccolissimo refuso: manca un accento su “si massaggio”.

Il finale va bene, però il racconto non prepara a questa drastica conclusione: anche in questo caso, qualcuno mi ha anticipato, ma il litigio sembra banale e non ci sono indizi che lascino immaginare un’esasperazione tale da giustificare l’epilogo.

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9 – Sostiene l’autore…

…commentatore 6: ottima l’idea di un episodio raccontato che spieghi le tendenze donnaiole di Frank e limitare i miei interventi, commentatore 7 ahhah finalmente qualcuno parla della falsa pista del ciocco! 😀 temevo di aver fatto un flop, commentatore 8 un po’ allineato con il 1, quindi ripeto i ringraziamenti mentre prendo nota di sistemare la moglie e il refuso. Grazie a tutti.

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10 – Sostiene un lettore…

…Sono in linea con i commenti degli altri, in particolare il lettore 7. In più aggiungo un ulteriore refuso: “Cannella a arsenico”.

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11 – Sostiene l’autore…

…lettore 10 grazie anche a te. E grazie a Michele che mi ha ospitato e a tutti voi con commenti così lunghi e articolati, davvero benefici.

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12 – Sostiene un lettore…

…Ci sono un paio di errori “si massaggiò la pancia” manca l’accento. Cannella a arsenico, non dovrebbe dirsi all’arsenico?
Il racconto è carino e scorrevole,  ma sul finale mi sembra eccessivo voler avvelenare marito e amico con l’arsenico a causa della gelosia. Forse si dovrebbe approfondire la psicologia del personaggio Grace… Capisco che è la nipote della prozia di arsenico e vecchi merletti, però magari aiuterebbe caratterizzare meglio il personaggio.

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13 – Sostiene un lettore…

…Ciao. Davvero molto carino il racconto, anche se il finale sembra anche a me un tantino eccessivo per come sono raccontati i fatti. L’idea mi piace, ma Grace non mi sembra che agisca da persona gelosa; sceglie lei di non seguire il marito, se ne sta tranquilla a casa a infornare dolci e a leggere… Non so, ma una persona gelosa la vedrei più inquieta, intenta a rimuginare su qualche sospetto o timore. Capisco che forse l’intento dell’autore è non svelare troppo, ma qualcosina in più si potrebbe mostrare per sostenere il gesto esasperato di lei.

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14 – Sostiene l’autore…

…12 e 13 grazie anche a voi. Prendo nota di tutto, Grace oltre a diventare Grazia sarà anche più psyco! E in qualche modo il racconto girerà nel web migliorato grazie a tutti voi. Forse qualcuno lo ritroverà, chissà! (In tal caso potrà dire di aver contribuito) 😀

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