Acchiappami n. 10 – Seme Nero e Alessia Savi


photo credit: calligraphie via photopin (license)

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Questa rubrica raccoglie le lettere di presentazione e le quarte di copertina che mi sono state inviate per essere sottoposte ad analisi da parte dei lettori di questo blog. Qui non vengono giudicate le storie, ma si ragiona sul modo con il quale le presentiamo agli editori o ai lettori, perché i manoscritti non vengano cestinati ancora prima di essere aperti e i libri acquistati. Potete leggere nella pagina dedicata l’elenco delle lettere ricevute e le regole per partecipare.

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nome del file: Acchiappami – Seme Nero e Alessia Savi – Il pianto della banshee.odt

carattere: Times New Roman, 12pt, 80 colonne


Il pianto della banshee (quarta di copertina)

Dov’è Darby? Cos’è successo davvero ad Aislinn O’Neill?
Queste domande tormentano Rose da troppo tempo. Non può credere che suo figlio sia un assassino, neanche quando tutto il villaggio è contro di lei.
Ma c’è qualcuno che conosce la verità sui fatti di quella notte.
Sono le ambasciatrici della triste mietitrice. Sono le depositarie del dolore degli uomini.

Nell’Irlanda del Medioevo, Rose intraprende il suo cammino in cerca di risposte, verso il confine tra la vita e la morte.

***

Leggi tutte le richieste inviate in Acchiappami (se ci riesci)

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33 thoughts on “Acchiappami n. 10 – Seme Nero e Alessia Savi

  1. Devo dire che, a mio modo di vedere, questa quarta è davvero troppo stringata. Non so se sia stata fatta così perché ci fosse un qualche limite nella quantità di battute a disposizione, ma mi sembra troppo asciutta. Come ho già detto altre volte, io preferisco le quarte che “inquadrano”: prima l’ambientazione, poi il protagonista e l’antagonista, poi l’incidente scatenante. Qualcosa che mi faccia entrare nello spirito del libro e che già mi proietti nella storia.

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  2. Trovo buona l’idea, ma perfettibile il prodotto. Credo pecchi di vaghezza. Irlanda del medioevo è molto vago, c’è una bella differenza tra VI e XV sec. Il villaggio avrà un nome?
    Le ambasciatrici della triste mietitrice? Chi sono, membri di una società segreta o persone con un ruolo sociale ben definito?
    E poi devo aspettarmi un giallo, un romanzo storico accurato o qualcosa che vira al fantasy? Possono piacermi tutte e tre le opzioni, ma ci sono periodi in cui ho voglia più di una cosa che di un’altra, quindi mi piacerebbe riuscire a inquadrarlo meglio.

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    • Specificare il periodo era un mio cruccio, ma visto che nel racconto non fornisco date precise ho preferito non fuorviare, benché io abbia un idea chiara del periodo narrato.
      Quanto al genere, pensavo che già il titolo desse una connotazione fantasy al prodotto, ma la tua osservazione mi ha fatto pensare che non è così scontato. Grazie 🙂

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      • Le banshee sono parte della mitologia irlandese, quindi me le aspetto, anche come simbolo o riferimento, potenzialmente in ogni storia ambientata in Irlanda, secondo me non connotano del tutto la storia.

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  3. Scritta così mi fornisce troppo pochi appigli per invogliarmi alla lettura, oltretutto inizia con due domande alle quali come lettore non sono in grado di ipotizzare delle risposte, restano così perse nel vuoto. Le domande sarebbe meglio metterle alla fine, come dice miscarparo dopo aver inquadrato l’ambientazione e i protagonisti per invitarmi a leggere il libro dove troverò le risposte.

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  4. Il pianto della banshee

    Nel paesino di Wichkey, quello che doveva essere il giorno più felice nella vita di Mary Kate, novella sposa, si tramuta in un incubo quando suo marito Sean viene trovato massacrato. Ogni indizio conduce a credere che l’assassina sia proprio Mary Kate che sostiene invece di aver agito posseduta dallo spirito di una banshee, una creatura in grado, con la sua sola voce, di uccidere. A credere all’innocenza della giovane, solo l’anziana madre, che affronta il lungo viaggio fino a Londra per chiedere l’aiuto di Dylan Dog.

    Meglio questa come quarta, almeno c’è la trama. Il titolo però è già stato preso. Denuncerei Bonelli per plagio. 🙂

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  5. Sono perplessa: da una parte subisco uno strano fascino e vorrei leggere il libro, dall’altro nella sua stringatezza già ciatata da altri (sì, darei qualche info in più) c’è una roboanza un po’ fastidiosa. Un misto tra “si va be’, cosa sarà mai?” e “bella storia!”

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    • Condivido, leggendo ho avuto la stessa sensazione di Sandra. C’è qualcosa che incuriosisce e ti fa pensare a una bella storia, ma non abbastanza. Resta tutto un po’ troppo nel vago… Forse, basterebbe qualche dettaglio in più.

      Anch’io non aprirei con delle domande.

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  6. Io pensavo che Helgado mi stesse prendendo per il… giro, invece esiste davvero quell’albo di Dylan Dog! Giuda ballerino!
    Oh, beh, c’agg’ à fa’? Intanto ho provato a correggere secondo le vostre indicazioni ma, davvero, non ho potuto aggiungere molto in quanto a dettagli sulla trama, o tanto vale scrivere il racconto direttamente in quarta.

    Irlanda, XI secolo. Nel villaggio di Keenel nessuno crede all’innocenza di Darby Lannon, tranne sua madre.
    A un anno dalla scomparsa di Aislinn O’Neill, Rose continua a essere tormentata dal dubbio. Decisa a conoscere la verità, si mette in cammino, alla ricerca delle risposte che solo le banshee, spiriti depositari del dolore degli uomini, sembrano conoscere.
    Un viaggio pericoloso, quello di Rose, che la condurrà a una verità forse troppo amara, a rischio della sua vita e della sua anima.
    Uno struggente racconto fantasy, in cui si mescolano amore e odio, verità e menzogne.

    (Ho osato con l’aggettivo “struggente”, tuttavia l’intento è una valutazione onesta. Per verificare temo dovrete leggere il resto 😉 )

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  7. Un viaggio pericoloso, quello di Rose, che la condurrà. Cambierei questa frase con
    Un viaggio pericoloso che condurrà Rose… ecc. Per il resto non si capisce benissimo se Rose sia la madre di Darby. Se lo è, come penso, basterebbe fare “tranne sua madre Rose.”
    Cioè aggiungere il nome. Se non è lei, dimmelo 😀 spero di non sembrare invadente, comunque nel complesso mi pare migliorata. Diciamo che il racconto lo leggerei volentieri ecco, quindi l’efficacia c’è. Bacione

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  8. Lungi a me l’idea di prenderti in giro, volevo segnalarti che quel titolo già esiste.

    Resto perplesso anche dalla tua nuova quarta. Probabilmente sono io che non capisco, ma della tua storia non so nulla, e leggendo queste righe continuo a non saperne nulla: in che rapporto stanno Darby e Aislinn? Scomparsa come? Non l’hanno più trovata o è morta? E perché nessuno crede all’innocenza? E se nessuno gli crede perché è libero? Il protagonista è Rose o Darby, come pensavo all’inizio? Dove stanno le banshee rispetto al villaggio? Il viaggio è psicologico o fisico? Lo affronta da sola o con Darby? Che ruolo hanno i protagonisti nella vita del villaggio? Maniscalco, contadino? Dire alcune di queste cose vuol dire svelare la trama?

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    • A parte che alcuni dei dettagli che chiedi non sono presenti nel racconto, altri sono chiari dopo poche pagine, ma pure io mi chiedo se non ho capito lo scopo di una quarta.
      Io non voglio svelare la trama, io voglio che il potenziale lettore s’incuriosisca quanto basta per cominciare a leggere.

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      • Concordo con le domande irrisolte di Helgaldo. Nessuno vuole che si sveli la trama; dalla tua quarta, io capisco che la storia, racconto o romanzo che sia, segue il ciclo classico del viaggio dell’eroe (e come potrebbe essere altrimenti?). Dunque ha bisogno di un incidente scatenante, che immagino sia quello che ha reso Derby colpevole. Colpevole di cosa, per esempio? Qual’è l’antefatto che da il via a tutto quanto? Ecco, io credo sia un elemento necessario nella quarta (e infatti Bonelli lo mette).

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  9. Irlanda, XI secolo.
    Aislinn e Darby sono scomparsi. Lei è data per morta, lui considerato un assassino in fuga. Nel villaggio di Keenel solo Rose, madre di Darby, crede alla sua innocenza. Sa che lui amava Aislinn.
    Ma il dubbio di un omicidio passionale la consuma e Rose decide di cercare risposte presso l’unico essere che potrebbe sapere la verità: la banshee che pianse la notte di un anno prima.
    Rose intraprende una missione che la condurrà a una verità forse troppo amara, a rischio della sua vita e della sua anima.
    Uno struggente racconto fantasy, in cui si mescolano amore e odio, verità e menzogne.

    Insomma, ho fatto ordine nel tentativo precedente, mirando a rispondere a quasi tutte le domande di Helgado.
    Non so dire se la mia ritrosia a svelare sia data dal fatto che la trama è poco sostanziosa in quanto racconto o se sia un vizio da principiante.

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    • Sì, adesso mi piace.
      So cosa aspettarmi dalla storia e ci ho gli elementi per decidere se comperarla oppure no. Non mi pare che tu abbia svelato alcunché. A meno che il racconto non si chiuda con Rose che parte, nel qual caso questa non sarebbe più una quarta ma una sinossi .;)

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  10. Ora mi ritrovo un po’ di più. Capisco che ho una storia di fuga e di ricerca, ricerca anche della verità. Secondo me è un vizio quello di credere di svelare. Non stai svelando niente. “Lei è data per morta” però è ambiguo. Se c’è il cadavere ok, tutto torna. Lei è morta lui è in fuga. Forse sta qui la parte misteriosa del racconto, che lei non è morta… Se sono scomparsi entrambi contemporaneamente come si fa a dire chi è morto e chi è l’assassino?

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    • La descrizione ambigua ti dice che siamo nell’ambito delle supposizioni, e da qui nascono i dubbi e il desiderio di ricerca della verità. Le domande che poni adesso sono le stesse della protagonista.

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  11. La quarta mi piace e comprerei il libro, metterei però a posto le frasi centrali:

    “Ma c’è qualcuno che conosce la verità sui fatti di quella notte.
    Sono le ambasciatrici della triste mietitrice. Sono le depositarie del dolore degli uomini.”

    Ecco cosa recepisco:

    “Qualcuno sa qualcosa su qualcosa che non so.
    Frasi fatte anonime e già sentite.”

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