Storia in sei parole #4 – Parole intraducibili: Jouska


da Internet - http://sixwordstoryeveryday.com/
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Dicono che il primo sia stato Hemingway, per vincere una scommessa: «For sale: baby shoes, never worn» (Vendesi: scarpe per neonato, mai indossate). Di sicuro sei parole sono sufficienti a dipingere una storia. Persino un romanzo. Ma sono poche, dannatamente poche, e non è facile per nulla.

Visto che la cosa ha suscitato un po’ di interesse, invece di farne un post unico e perdere d’un colpo il divertimento, vi proporrò tutto l’elenco di parole strane o intraducibili che ho raccolto in giro per Internet una alla volta. Il tema di oggi è una parola la cui provenienza mi è del tutto oscura: Jouska. Descrive quelle conversazioni ipotetiche che continuiamo a immaginare compulsivamente nella nostra testa. Io, lo ammetto, lo faccio spessissimo, in particolare quando sono sotto pressione; mi sfogo con i miei ipotetici interlocutori, dicendo loro tutto quello che probabilmente non avrò il coraggio di dire (o avrò la saggezza di non dire) loro di persona.

Vi siete dimostrati bravissimi, finora, e so che ci sarà da divertirsi. Ecco le mie sei: «Ti seppellirò di parole, poi vincerai».

Giocate con me?

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65 pensieri riguardo “Storia in sei parole #4 – Parole intraducibili: Jouska

        1. A me capita spesso di rivivere nella mia testa le conversazioni (spesso non piacevoli) che ho avuto. Ripenso alle risposte taglienti che non ho saputo dire in quel momento. Ripenso a quello che l’altra persona avrebbe meritato di sentirsi dire. Penso, rivivo, correggo e ripenso la stessa discussione di continuo. Ancora, e poi ancora.
          Oppure, con la stessa pervicacia, penso alle discussioni che non ho ancora avuto, ma che dovrò fare: cosa mi dirà l’altra persona? Cosa posso rispondere, io, in quel caso? E così via.
          Questo è jouska…

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  1. – Rincorro errori verbali difficili da correggere.

    – Dove sono le parole quando servono?

    – Piovono parole nella mente, mai dette.

    – Nodi sulla lingua imbrigliano giuste recriminazioni.

    – Girano vorticosamente insulti segreti nella testa.

    – Se avessi il coraggio ti direi…

    – Perché non ho risposto a tono?

    – Risposte fuori tempo trovano triste esilio.

    (Operazione recupero completata! :-p ). 🙂

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