Thriller paratattico n. 39: una storia in sei parole


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La votazione del thriller n. 38 è stata ambigua: 3 voti per Helgaldo, 1 per Iara e Michele, e addirittura un voto esplicito per… nessuno. Rinfodera la Durlindana, caro Helgaldo, ché la tenzone è tua. Eppur, fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza.

La poesia sfugge ai nostri tentativi d’abbordaggio – meno a quelli di colui che inventò il thriller – ma avremo modo di rifarci, tra qualche settimana.

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Lasciamo la poesia e proviamo a fondere per una volta le due rubriche più seguite del blog: il thriller paratattico e una storia in sei parole. Questa volta non c’è molto da dire: la storia la conoscete e, comunque, più sotto la potete ritrovare ancora una volta. Si tratta di condensarla in sei parole sei. O distillarla, come pare andare di moda adesso.

Prima di cominciare, vi ricordo il Thriller Paratattico di Helgaldo con Hitchcock:

Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!».

Buona scrittura a tutti e arrivederci a domenica, per la votazione finale.

 

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58 thoughts on “Thriller paratattico n. 39: una storia in sei parole

  1. Perdersi a Parigi solo per mezza corona.

    Pensavo fosse violenza invece era anestesia.

    Una storia violenta tra uomini topi.

    Sto sognando di potermi perdere, Parigi!

    Volevo soltanto addormentarmi per dimenticare Montmartre.

    Mi piace

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