Guarda che Quarta #3


Venerdì: tempo di fornire di quarta uno dei titoli de Gli Adelphi Ignoranti. Scriverla non è facile, ma la settimana scorsa abbiamo avuto degli ottimi spunti; qualcuno, in questi giorni, parlava di romanzi impegnati nel sociale: vediamo se anche oggi riusciremo a cavarne qualcosa di buono…

aldiladelbere

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23 thoughts on “Guarda che Quarta #3

  1. Al di là del bere e del Maalox

    William è un uomo felice: trascorre tutte le sere al pub con gli amici a discutere di calcio, è tifoso dell’Arsenal, mangiare Shepherd Pie e bere Guinness e nonostante ciò il suo stomaco, a differenza di quello degli amici, regge alla grande. Vede la fidanzata Marion solo nel weekend e questo rende il rapporto perfetto.
    Per questa sua capacità viene ingaggiato da una ditta farmaceutica per pubblicizzare un noto gastro protettore. Così William, sconcertato per la scelta dell’azienda che avrebbe dovuto scegliere il suo socio di bevute Ted, spesso vittima del mal di stomaco del day after, appare ogni sera in Tv sorridente mentre mastica Maalox all’uscita del pub.
    Ben presto Willy diventa una celebrità, decine fan scatenate lo aspettano sotto casa, mentre Marion è furibonda; l’uso del farmaco diventa un boomerang: ora sì soffre davvero di crampi allo stomaco, a causa della situazione che gli sta sfuggendo di mano.
    E se invece del Maalox fosse necessario qualcosa di più potente? E se la soluzione fosse mollare tutto e tornare alla vita di un tempo? C’è un contratto però da onorare e una penale piuttosto alta in caso di recesso anticipato. Il Maalox non basta più a placare le ansie di William e neppure le pinte.

    Un’esilarante commedia che mette in guardia dall’uso sconsiderato di medicinali e apre gli occhi sugli aspetti più semplici della vita, quelli in grado di dare la vera felicità, sì insomma i soliti: amici, calcio e birra in gran quantità e donne in piccole dosi.

    Un romanzo per gli uomini che hanno fatto di questo trio la loro ragione di vita e per le donne che non se ne capacitano e ancora pensano di poterli redimere!

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  2. Grazie Michele, leggo il titolo e trac mi viene un’idea, questa mi piace proprio, solo che l’ho focalizzata subito inglese per cui non amo ambientare i romanzi all’estero, troppo alto il rischio di scrivere inesattezze. Vediamo, magari un racconto lungo sì. Altro da dire: sono in mezzo fisicamente a due scrivanie con “collega incinta” che parla solo di gravidanza e post, e “collega so tutto” che dà consigli e parla di esperienze sue, del genere “tutte a lei” o mi distraggo un po’, o impazzisco, o le faccio fuori. PARLANO ININTERROTTAMENTEEEEEEEEEEEE

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  3. Francisco è un tranquillo insegnante di Barbosa, città non distante da Medellin, Colombia. La sua vita sembra non risentire della sanguinosa guerra in corso per il controllo del narcotraffico fino al giorno in cui, per un errore di persona, viene rapito da un gruppo paramilitare. I suoi aguzzini lo torturano per tre giorni, prima di convincersi che lui non ha nulla a che vedere con Pablo Escobar; per tappargli la bocca, però, scelgono un’alternativa alla solita pallottola.

    “Era seduto con il suo fucile AK-47 in mano e quando mi avvicinai me lo puntò sulla fronte. La cosa che più mi colpì, in quel momento, era che la bocca dell’arma sembrava bucherellata, come usurata. L’uomo mi disse che dovevo fare quello che voleva lui. Mi portò in una stanza e io pensai che mi avrebbe ucciso. Lì abusò sessualmente di me. La prima cosa che ti lascia un’esperienza del genere è una sensazione di sporcizia, di disgusto. Da quel giorno rimasi in silenzio, con la paura che lo venisse a sapere qualcuno. E quella cosa diventò un fardello terribile.”

    Il trauma porta Francisco prima alla depressione e poi all’alcolismo; non parla con nessuno di quello che accadde, per paura di essere additato come omosessuale e di perdere il lavoro. Diviene un uomo distrutto dall’alcool e dall’abuso di farmaci e sua moglie, nel tentativo di capire un così brusco cambio di personalità, insiste fino a quando Francisco non trova il coraggio di confessarle il suo segreto. Invece di offrirgli un’ancora di salvezza, la donna smette di guardarlo come una volta e comincia ad accusarlo di aver provocato i soldati. Fino a quando le cose precipitano: lei chiede il divorzio e abbandona Francisco al suo destino.

    Un romanzo di denuncia sociale sui crimini taciuti di una guerra non dichiarata, che ha insanguinato la Colombia sul finire del secolo scorso.

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      • …è questo (è sempre il terzo a godere fra i due litiganti!) 😛

        9 maggio 1985. Nell’atmosfera barocca di Malaterra, paese siculo di poco più di mille anime, si celebra il matrimonio fra Melina, figlia unica di un notabile caduto in disgrazia, e Salvo, ultimo discendente del clan mafioso dei Pullara. Durante il ricevimento, Carmine, ricco imprenditore e zio dello sposo, viene barbaramente ucciso in una plateale messinscena che sconvolge Filippo, padre della sposa; colto da improvviso malore, questi viene subito condotto in ospedale.
        L’episodio di evidente matrice mafiosa riaccende una vecchia faida legata al controllo degli appalti e Melina, suo malgrado, viene a trovarsi al centro di questa guerra ancora aperta. Nonostante tutto, i due giovani continuano ad amarsi e riescono a fugare ogni tentativo di separazione ordito dalla famiglia di lei; finché un giorno, Giovanni, fratello maggiore di Melina, la costringe a lasciare Salvo con un ricatto morale cui lei finisce per piegarsi: il padre è in stato grave di salute per un’ulcera perforante che lo ha ridotto quasi in fin di vita. Non erano bastati tutti i farmaci, i gastroprotettori, gli interventi ripetuti per salvarlo dalla rischiosa recidiva. La soluzione sarebbe stata sapere la figlia lontana dai guai. Inizia per Melina un calvario, combattuta fra l’amore per il padre malato e la sua infelicità, lontana da Salvo. Il sempre più frequente ricorso all’alcol l’aiuterà a sopportare la depressione, ma farà di lei una giovane alcolizzata. Salvo, dal canto suo, preda di una passione che lo ossessiona e mosso da una struggente nostalgia, trascura gli affari, si ritrae sempre più dal suo ambiente fino a scegliere la strada più estrema per tornare a recuperare il suo amore perduto: diventa un collaboratore di giustizia e decide di agevolare le indagini condotte dal magistrato.
        Adesso la strada è tutta in salita: Salvo deve vincere la diffidenza della famiglia di Melina, ma soprattutto deve salvarsi la pelle dalla vendetta giurata dei due clan mafiosi.

        Questo romanzo narra lo struggimento, la tensione e le sorprese di una storia d’amore contrastata, in una rivisitazione in chiave moderna dell’opera shakspeariana “Romeo e Giulietta”. È il sorprendente racconto dei sentimenti veri tra un uomo e una donna e tra un genitore e una figlia. E di una scelta di vita da cui dipende la felicità.
        “Al di là del bere e del Maalox”, con uno sguardo ora severo, ora ironico sull’eterno dramma siciliano delle lotte di mafia, parla di tragedie da cui si rinnovano speranze, di finali che conducono a nuovi inizi e soprattutto della magia dell’amore eterno.

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  4. Io invece lo sto scrivendo sul serio, sa il diavolo come ma mi è venuta un’idea per inserire William nel romanzo che ho iniziato una settimana fa, grazie a un’idea invece di Helgaldo. Sto facendo un polpettone di spunti dai blog, sono già 3 diversissimi. Vedremo… intanto grazie.

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  5. … E’ che ho troppa voglia di imparare e d provarci ! ^_^

    Paolo, giovane ragazzo di borgata, è addetto alle vendite di un supermercato nella stazione di una grande città. Un giorno, mentre è di turno, si accorge di un barbone, detto Pizzico, che ruba dallo scaffale un paio di bottiglie di vino. Lui, prima finge di non vederlo, poi, lo aiuta a uscire dal negozio senza essere scoperto. Questo rituale si ripete tutte le volte che Paolo è di turno. Una sera, dopo il lavoro, il ragazzo viene aggredito da alcuni ubriachi della zona in cerca di soldi; sarà proprio grazie all’aiuto di Pizzico, se uscirà illeso da quell’aggressione. Da quel momento, pian piano, tra i due, nasce una profonda amicizia che conduce Paolo allo scoperta dello sconosciuto mondo dei senzatetto e nella verità della vita passata del suo nuovo amico. Queste esperienze, lo spingono a offrirsi volontario della croce rossa per un progetto a tutela di coloro che vivono per strada; qui, intreccia il suo destino con quello di Stella, anche lei giovane volontaria, ex alcolista, ed ex clochard. La vita di Paolo sembra dirigersi verso un futuro ricco di possibilità, ma tutto cambia quando una mattina apprende la notizia della morte del suo amico, trovato accoltellato nel sacco a pelo che gli aveva regalato. Tra le poche cose di Pizzico, Paolo trova una breve lettera indirizzata a lui che si rivelerà un importante indizio per arrivare ai suoi assassini. Quando, però, si rende conto che la polizia non è interessata ad approfondire le indagini per un negletto della società, mosso dai sensi di colpa per non essere riuscito a toglierlo dalla strada, dalla rabbia e dalla gratitudine per avergli restituito fiducia nella vita, il giovane decide di mescolarsi nell’ambiente dei senzatetto per scoprire la verità sulla morte dell’amico.
    Al di là del bere e del maalox è un libro che scava sotto la sporcizia di una condizione fatta di solitudine, povertà, traumi e indifferenza, per portare in superficie speranze, senso di giustizia e sogni da realizzare.

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  6. «Le parole presenti in questo saggio sono state scritte di notte, in un susseguirsi atroce di dolori di stomaco ed esistenziali, forse dovuti al troppo alcol o alla condizione disperata della sorte umana, forse ad entrambi. Vi troverete annotazioni caustiche da me fatte durante i momenti di crisi nella stesura di Così parlò Zarathustra, o – più precisamente – divagazioni oziose per dare spazio al me stesso uomo prima che filosofo». Così, nella prefazione di Al di là del bere e del maalox, Nietzsche si esprime sulla genesi di questa sua opera, finora inedita in Italia.

    Un pensatore che sente su di sé il macigno della teoria del Superuomo, e vuole fuggirlo immergendosi in un saggio leggero ma acido, per confutare ironicamente il suo stesso giudizio sul superamento dei limiti della razza umana, con un giudizio che mette in crisi il pensiero forte. Un Nietzsche contro Nietzsche, un micidiale rifiuto «gastrico» della filosofia teoretica e delle scuole del pensiero pangermanista coevo.

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  7. Pingback: Scrivere un romanzo passo passo | ilibridisandra

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