Guarda che Quarta #5


La nostra collana de Gli Adelphi Ignoranti si allunga con un testo di teatro che, per quanto moderno, è già un classico. Un libro talmente “avanti” che può permettersi di guardare indietro fino alla più tenera età prescolare.

E adesso che lo abbiamo incensato, vogliamo anche sapere di cosa parla!

 

aspettando_dodot

 

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18 thoughts on “Guarda che Quarta #5

  1. Dodot è un tenero volatile proposto in edizione limitata come sorpresa nelle uova di Pasqua di una nota marca di cioccolato. I bambini impazziscono nella ricerca del peluche, fagocitando gli acquisti dei genitori inconsapevoli che ce ne sia soltanto uno ogni mille pezzi, gli altri pupazzi sono dei brutti conigli rimasti invenduti per anni.

    Dodot diventa quindi il simbolo della ricerca della felicità e amplifica la sfrenata corsa al consumismo, mettendo il lettore di fronte a un mondo imperfetto e contraddittorio.

    Raccontato in prima persona da Federico, uno scatenato bimbetto costretto a collezionare conigli nella speranza di conquistare il suo Dodot, “Waiting for Dodot” ha lo sguardo incantato dell’infanzia e la perdita d’innocenza dell’età adulta.

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  2. Enrica è una ragazza figlia della modernità, cioè una di quelle per cui qualsiasi cosa, anche un sentimento come l’amore, ha sempre un corrispettivo tangibile e consumistico. Quando conosce Mario si aspetta che lui le faccia un dono, come avevano fatto i precedenti ragazzi, con i quali aveva vissuto fugaci storie che però non erano mai riuscite a concretizzarsi. PEr aiutarlo nella scelta un giorno, davanti a una gioielleria, gli indica un animaletto di una nota marca, il cui simbolo è un volatile ormai estinto. Mario, però, non può permettersi certi regali. Convinto che donare sé stessi sia meglio che regalare ciondoli, comincia a tergiversare alle insistenti richieste della ragazza. Mentre passa il tempo, anche Enrica si chiede se sia preferibile avere un ciondolo da un uomo che poi sparirà nel giro di qualche mese, o se sia meglio tenersi stretto un amore per la vita, pur senza avere nulla da sfoggiare con le amiche. Di settimana in settimana, a ogni passaggio davanti alla gioielleria, questo animaletto che mai si concretizza assume sempre più la valenza di chiave della volta del loro rapporto: sapranno mantenerlo e farlo vivere, o tutto crollerà miseramente?

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  3. Una bambina di 8 anni, Leila, smette di parlare a seguito della morte di sua madre. Il padre, impegnato uomo d’affari, con un’affettività rigida e controllata, non riesce ad aiutare sua figlia nonostante l’intervento dei numerosi specialisti consultati. Un giorno, durante una passeggiata, trovano un uccellino ferito e il padre, colpito dalla reazione positiva di Leila, decide di portarlo a casa, affidandolo alle sue cure. La bambina dopo mesi di ostinato silenzio, pronuncia la sua prima parola: Dodot; questo il nome scelto per il suo inseparabile amico. L’ episodio riaccende la speranza in suo padre, che dopo tanto tempo, riesce a entrare in relazione con la figlia e a condividere il dolore comune per la perdita della sua mamma. Tutto svanisce, però, quando la gabbietta di Dodot viene trovata inspiegabilmente vuota. Leila, sentendosi abbandonata ancora una volta, si rifugia in un mondo immaginario. Niente sembra poterla riportare alla realtà. Non solo smette di parlare, ma rifiuta il cibo e qualsiasi forma di interazione. La bambina trascorre le giornate disegnando l’ uccellino scomparso e a guardare fuori dalla finestra, fino a quando il padre disposto a tutto per salvare sua figlia da quel limbo, decide di partire con lei alla ricerca di Dodot, iniziando così una incredibile avventura.
    Aspettando Dodot è un libro che approfondisce il tema del lutto e della perdita in una delicata chiave psicologica. Racconta della lotta instancabile di un padre che trova il coraggio di allontanarsi dalla sola realtà che conosce, per raggiungere sua figlia nell’unico mondo in cui è possibile ritrovarla: quello della fantasia. Gli inaspettati risvolti fantastici e psicologici del romanzo sapranno emozionare e regalare esiti imprevisti.

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  4. Pingback: Sorpresa di Pasqua – Fine della graticola | ilibridisandra

  5. Esiste un regno incantato in cui elfi e folletti convivono con ninfe e fate; si chiama Beckettlandia in onore del suo re, Beckett, un falco reale che ha il potere di assumere sembianze umane grazie a un antico sortilegio che si tramanda di generazione in generazione.
    Il figlio, principe Dodot, vivace e curioso falchetto maculato, è una specie rara molto ricercata dagli umani e, per questo, protetto dalle guardie del regno, le temibili poiane codarossa, che vegliano su di lui ventiquattr’ore su ventiquattro. Le ninfe del lago, con cui Dodot trascorre gran parte della giornata, gli narrano di come al di là del Regno, gli umani organizzano la loro vita e il giovane falco si incuriosisce al punto da convincere la più anziana di esse, Vladimiria, a coprire una sua breve fuga verso la terra vietata, con la promessa di tornare al tramonto.
    Durante il suo giro di perlustrazione, Dodot, scorge sulla riva di un fiume una leggiadra fanciulla di cui si invaghisce e per avvicinarla si trasforma in un giovane di bell’aspetto.
    La straordinaria avventura di Dodot e del suo travagliato ritorno a casa terrà col fiato sospeso gli abitanti di Beckettlandia e il lettore, che sarà coinvolto in una riuscita storia con un finale sorprendente.
    Il romanzo fantasy è adatto a un pubblico di ogni età, perché anche gli adulti hanno bisogno, qualche volta, di vivere dentro una favola.

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