Biblioteca Scarparo #2


Dopo un mese di girovaganza, cominciamo la settimana con un rientro morbido: abbiamo ancora due puntate di blogtour avanti a noi, se non si aggiungerà nessun altro, ma per oggi siamo a casa per un primo assaggio di rientro. Ebbene sì: mi sento proprio come se stessi tornando da una lunga vacanza. Senza contare che, per colpa del jet lag accumulato passando da un blog all’altro, le abitudini sono saltate: oggi non avremo una storia in sei parole (che sarà mercoledì, a casa di Chiara) e neppure un thriller paratattico (che è ancora in corso a casa di Silvia e che domenica avrà la solita votazione).

Daremo dunque seguito alla brillante iniziativa di Barbara, con la seconda uscita della Biblioteca Scarparo. Si tratta, come già saprete, di scrivere la quarta di copertina dei libri che vi proporrò: abbiamo abbandonato gli Adelphi Ignoranti e da oggi sono io il padrone del vapore. Questo consente anche a voi, se vi venisse l’ispirazione, di suggerirmi titoli per una collana che porta il mio nome ma che in realtà è di tutti noi. Oggi è il turno di un altro grande classico: so che saprete trarre il meglio anche da questo.

Buona scrittura.

 

647 - il gattotardo - rossa

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30 thoughts on “Biblioteca Scarparo #2

  1. Fedora Mancuso, la piccola di un’antica casata siciliana un po’ decadente, dedita all’allevamento di Corgi, detesta in cani e vorrebbe tanto un gatto.
    Lo chiede con insistenza per ogni occasione, ma rimane delusa ogni volta. Un giorno, stanca della tradizione canina, si rivolge a Mimma, la gattara del rione, la quale, felice di potersi vendicare per un grave torto subito in gioventù, quando il padre di Fedora la sedusse a abbandonò preferendo sposare la baronessa Catena Della Zagara, che gli avrebbe assicurato un titolo nobiliare, le rifila un gatto imbranato.
    GatTonto arriva dopo anni di attesa e viene quindi caricato di aspettative, che non riesce a soddisfare, non solo per la propria indole ma anche per l’ostilità che da subito mostrano i Corgi.
    Il Gattotardo non si limita a raccontare le vicende di un gatto scatenato e buffo per le proprie inadeguatezze, ma è una parodia delle difficoltà che tutti incontrano per affrancarsi da situazioni scomode, ma radicate, per diventare grandi e trovare il proprio posto nel mondo.
    *****************
    Un fantastico inizio di settimana, grazie Michele!

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  2. I gatti randagi sono noti per la scaltrezza e la velocità. E Lampo è l’eccezione che conferma la regola: sempre ultimo, quando si tratta di imparare a cacciare o di cavarsela, viene abbandonato dalla madre sul ciglio di una strada. È lì che lo troverà Ilenia: infreddolito e tremebondo, lo raccoglie per portarselo a casa. Ma c’è un problema: lei è un’artista e produce delicate porcellane, che Lampo invariabilmente fa cadere mentre salta, sgraziato, tra un tavolo e una poltrona.
    Ilenia, già provata dalla crisi economica che rende difficile piazzare le sue opere e quella sentimentale che sta minando il rapporto con Edoardo, il suo eterno fidanzato e mai marito, medita di abbandonare a sua volta Lampo. Il giorno in cui compera la scatola dentro cui rinchiuderlo, prima di lasciarlo davanti alla porta del gattile, scopre però che il suo non è un micio come tutti gli altri: quando lo prende in mano per l’ultima volta, scopre che Lampo è capace di comunicare con chi lo tocchi mentre sta facendo le fusa. Decide quindi di tenerlo: con l’aiuto del suo nuovo e insospettabile compagno, Ilenia cercherà di ribaltare la propria vita; Lampo diventerà il soggetto principale delle sue sculture e l’aiuterà a scoprire perché Edoardo sia così restio a legarsi a lei.
    Il romanzo di Tomasi di Lampedusa ha la forza delle fiabe per toccare i temi che più di tutti meritano di essere riscoperti: l’amore per gli animali, la solidarietà tra diversi, la fantasia e la famiglia.

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  3. Mi improvviso in questo bell’esercizio sperando di rendere al meglio il simpatico gatto della copertina di cui nessuna biblioteca personale dovrebbe fare a meno.

    Il gatto randagio aveva scelto di esserlo da quando era stato regalato ad un moccioso dispettoso come migliore alternativa al videogioco. Il giorno che era riuscito a scappare via da quella insulsa casa era stata la scoperta di una vita piacevole. Non si portava più dietro né il nome né il collarino e preferiva l’appellativo gatto o micio che lo seguiva quando incontrava un due gambe per strada. Strani esseri quelli ricoperti di buffi panni colorati, inutili sotto l’acqua, ingombranti per saltare o correre. Si divertiva ad intenerirli per ricevere cibo ed aveva scoperto che se riusciva a farli sorridere otteneva molto di più di una semplice carezza. Guadagnava la loro attenzione. Si fermavano per un attimo e scoprivano che non era solo un felino, ma un vero e proprio essere umano. Peloso ed indipendente, libero ed avventuriero. Le sue movenze da equilibrista spregiudicato erano lo spettacolo preferito dei passanti, ed il bagno sotto il getto della fontana, la chicca che metteva in scena ad intervalli settimanali. Gli unici a non poterlo toccare erano da sempre i bambini perché la vita gli aveva insegnato a tenersene distante e lui restava un Gattotardo di tutto rispetto.

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  4. E dopo la mia breve vacanza torno e faccio un po’ di riscaldamento con questa quarta. Copertina fantastica anche questa volta! ^_^

    Gatto è il coprotagonista di un serial poliziesco. Purtroppo, è solo la spalla imbranata di un boxer, Cesare, il super cane poliziotto a cui vanno tutti gli onori. Nel quartiere di Cinecittà è conosciuto con il nomignolo di gattotardo, beffa degli altri animali anche fuori dal set. Stanco di trascinarsi dietro il ruolo di sfigato decide di riscattarsi. Ad aiutarlo, Molli, l’affascinante gattina del regista, esperta cinefila, con la grande capacità di saper leggere e il sogno di scrivere un musical. Insieme, metteranno in scena una nuova versione del copione che susciterà grande curiosità, tanto da spingere la regia a dei cambiamenti. Il successo strepitoso dei nuovi episodi convincerà gli sceneggiatori a porre definitivamente gatto nelle vesti di un astuto detective. L’irascibile Cesare, non contento di dover cedere la scena, metterà a punto un piano per vendicarsi e rimettere gattotardo e la sua amichetta al proprio posto, una volta per tutte.
    Il romanzo di G. Tomasi di Lampedusa gioca con ruoli e stereotipi sociali, raccontando in modo divertente, attraverso la voce ingenua di cani, gatti e altri imprevedibili animali, il mondo del cinema, delle rivalità tra artisti e delle invidie che ammalano l’animo umano.
    Sospeso tra favola e realtà, il gattotardo è un libro che farà riflettere il lettore tra un sorriso e l’altro.

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  5. Mi sono innamorata della copertina del Gattotardo. Che è chiaramente il diario del mio felino (che non brilla esattamente per acume). Però al momento né io né lui siamo in grado di scriverne la quarta…

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  6. Che belle storie che saltano fuori! I gatti fanno miracoli!
    Se vi va di leggerne una, una vera, la mia preferita è “Io e Dewey. La storia del gatto di biblioteca che ha commosso il mondo” di Vicky Miron. Trovato nella buca di restituzione dei libri della biblioteca di Spencer, nell’Iowa, salvato per miracolo dal gelo, è stato battezzato Dewey Readmore Books (Dewey è il sistema decimale con cui catalogano i libri, Readmore Books per esortare i piccoli a “Leggi più libri”) e per 19 anni ha abitato quella biblioteca che è diventata popolarissima. E frequentatissima!

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  7. Tutti bravi con i gatti, complimenti! 🙂
    Io mi spremo da un pomeriggio, ma è proprio così tanto evidente che non sono un’amante di gatti e cani? Non mi viene in mente niente dico niente! 😦

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  8. Ci provo per amore dei gatti! Miao
    IL GATTOTARDO

    La vita di Amelia, vedova e con i figli ormai grandi e lontani, negli ultimi anni è diventata piuttosto triste, ogni giorno le sembra senza senso e trascina i suoi giorni in un lento abisso di depressione.
    Ma un mattino la sua vicina Maria bussa alla porta e le chiede se può occuparsi del suo gatto Mimmone, lei deve partire e allontanarsi per molti giorni a causa di una grave malattia che ha colpito sua madre che vive in un’altra città.
    Mimmone non è un gatto come gli altri, gli manca una zampa persa in un incidente quando era solo un gattino, ma nonostante tutto riesce a muoversi abbastanza bene grazie alla sua grazia felina.
    Amelia è indecisa, come può occuparsi di un altro essere vivente se ultimamente non riesce a occuparsi neanche di se stessa? Ma Amelia non ha mai saputo resistere al fascino dei gatti, fin da quando bambina aveva pregato inutilmente i suoi genitori di regalargliene uno.
    Così accoglie in casa Mimmone e giorno per giorno Amelia ritrova il sorriso e la voglia di vivere, occuparsi di lui diventa un modo per occuparsi anche di se stessa e riscoprire le cose belle della vita che possono ancora esistere nonostante le avversità.
    Il Gattotardo è un romanzo che racconta la fiaba sempre attuale dell’amore per gli animali che può donare agli umani la possibilità di guarire dai propri demoni.

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