Mi ricorderò di te. O forse no.


Si fa sempre un gran parlare degli incipit: se ne era parlato l’anno scorso, di questi tempi, tanto che ne abbiamo anche fatto una gara. E in questi giorni, come i peperoni per cena, sono ritornati alla ribalta su Vibrisse: buoni, meno buoni, scarsi o tarocchi, gli incipit perseguitano tutti quelli che pensano di voler scrivere qualcosa. In particolare finiscono per spaventare coloro che, avendo in testa una storia, pensano che l’incipit sia la prima cosa da buttar giù. Non fosse altro perché sta all’inizio della prima pagina.

Dopo quelle fatidiche dieci righe, però, c’è tutto un racconto. O persino un romanzo. Una storia che si dipana fino all’ultima pagina: ed è lì, che vi attendo al varco. Perché le ultime parole, quelle che leggiamo prima di chiudere la copertina e uscire (magari a malincuore) da quel mondo che ci ha rapito per giorni e settimane, sono quelle che danno un senso a tutto quanto. Se l’inizio deve acchiapparci, la fine ci deve dire perché. Deve consolarci. Non per nulla, sono gli addii i più difficili da pronunciare.

Ebbene: siete pronti? Perché avete capito, no, di cosa si sta parlando…

Gara di explicit

L’explicit (dal latino, e per estensione, ultime parole di un libro), a volte detto anche excipit (che però è francese, ma ha lo stesso significato) è quello che ci lascia il sapore finale del libro. Forse rimarrà meno nella memoria, rispetto alla prima pagina, ma sono certo che dia un contributo almeno pari alla buona riuscita della nostra opera.

Come l’anno scorso, vi propongo di inviarmi un explicit, che io pubblicherò in un unico post in forma anonima. Bastano una decina di righe, l’importante è che siano di un romanzo o racconto che avete scritto voi (o state scrivendo) e/o di un libro “vero”, purché non tanto famoso da essere conosciuto (“Uscimmo a riveder le stelle” è notorio che abbia trovato pubblicazione).

La votazione finale, al solito, sarà il nostro termometro: siamo bravi con i finali tanto quanto lo siamo stati con gli incipit? Siamo in grado di lasciare un buon gusto in bocca al lettore? Ce la possiamo giocare con quelli che (a torto o a ragione) vengono definiti scrittori?

PS: I brani li potete spedire per e-mail a miscarparo70 (at) gmail.com; per quanto riguarda l’organizzazione generale, direi proprio di usare la stessa della gara di incipit.

Mi mandate qualche explicit, vostro e di altri, vero?

***

Mi ricorderò di te. O forse no.

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20 pensieri riguardo “Mi ricorderò di te. O forse no.

  1. Uhm…ti manderò quelli che mi piacciono di più, ma che non si capisca di cosa si tratta (altri avendo nomi/cognomi si intuisce anche il libro).
    Di mio niente…non è ancora scritto, ma in ogni caso di IPDP è stato deciso che nessuna riga sarà online prima del tempo 😉

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