Mi ricorderò di te. O forse no. La classifica


Prima di tutto, vi ringrazio per la partecipazione sentita. Mi rendo conto che l’argomento non è semplice e che, per un lettore, una gara di finali sia una cosa piuttosto astrusa. Ma noi vorremmo essere scrittori, e abbiamo bisogno di capire. Non abbiamo avuto la straordinaria affluenza dello scorso anno, ma con 62 voti ne abbiamo avuta abbastanza per stilare una classifica: i brani più meritevoli sono comunque emersi, mentre gli altri sono rimasti in gruppo, a spartirsi le preferenze rimaste.

Qualcuno mi ha suggerito che un bel finale, preso da solo, dovrebbe essere indistinguibile da un bell’incipit; quelli proposti qui, invece, avevano quasi tutti il difetto di voler fare la morale, oltre a voler spiegare al lettore cosa avesse appena finito di leggere. L’idea è interessante e andrebbe approfondita: a ben guardare, il finale non è certo la fine o la risoluzione della storia, ma solo il momento in cui il narratore decide di terminare la narrazione. Dunque, il tipo di finale dipenderà anche dal tipo di narratore: l’unico autorizzato a fare la morale dovrebbe essere l’onnisciente dei Promessi Sposi. Per tutti coloro che non sono Manzoni, un supplemento di riflessione potrebbe aiutare a essere più consapevoli dell’economia della propria ultima pagina all’interno della storia.

Adesso che mi sono permesso di farvi la morale prima del termine della storia, sperando che poi ne scaturisca una riflessione, arriviamo al climax: rullo di tamburi, ed ecco la classifica. Nei commenti, chi lo desidera potrà dichiarare quali brani abbia inviato e chi ne sia l’autore.

***

Classifica finale

1 ) Brano 1 – Oriana Fallaci (Lettera a un bambino mai nato) – edito
2 ) Brano 9 – Marina Guarneri (Perdono e salvezza) – inedito
2 ) Brano 10 – Romina Tamerici (senza nome) – inedito
4 ) Brano 2 – Marina Guarneri (senza titolo) – inedito
4 ) Brano 15 – Andrea Cabassi (Tiana dei colori caldi) – inedito
4 ) Brano 19 – Romina Tamerici (“Possiamo coprirli, vero?” dalla raccolta “Amori e tradimenti”) –  antologia da un concorso
4 ) Brano 20 – Stefano di Somma (Le ombre dell’alba) – edito
4 ) Brano 23 – Philips Pullman (Il rubino di fumo) – edito
9 ) Brano 3 – Giulia Lu Dip (La libertà ha un prezzo altissimo) – edito
9 ) Brano 6 – Gianrico Carofiglio (Il bordo vertiginoso delle cose) – edito
9 ) Brano 7 – Thomas Bernhard (Antichi maestri) – edito da Adelphi
9 ) Brano 11 – Nadia Benaudi (senza titolo) – inedito
13 ) Brano 5 – Diana Gabaldon (Outlander-La straniera) – edito
13 ) Brano 16 – Anna Maria Fabbri (Piccola strega) – inedito
13 ) Brano 17 – Jojo Moyes (Io prima di te) – edito
16 ) Brano 4 – non svelato
16 ) Brano 8 – Anna Maria Fabbri (Melissa e la nuvola) – inedito
16 ) Brano 12 – Ariano Geta (senza titolo) – inedito
16 ) Brano 13 – Michele Scarparo (senza titolo) – inedito
16 ) Brano 14 – Silvia Algerino (senza titolo) – inedito
16 ) Brano 18 – Silvia Algerino (senza titolo) – inedito
16 ) Brano 21 – Haruki Murakami (L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio) – edito
16 ) Brano 22 – Sandra Faè (Figlia dei fiordi) – inedito

Nota sulla classifica

È presentata con lo stesso metodo che si usa nel compilare le classifiche sportive. Il numero a sinistra è la posizione: i brani che hanno lo stesso numero sono a parimerito, avendo ricevuto lo stesso numero di voti. Così, ad esempio non esiste un terzo perché abbiamo due al secondo posto: di conseguenza la posizione successiva è quarto, avendo davanti a sé tre brani.

Il numero di voti, invece, non è riportato.

***

Mi ricorderò di te. O forse no.

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88 thoughts on “Mi ricorderò di te. O forse no. La classifica

  1. WOW sono arrivata ultima!
    Il n. 22 infatti è il finale di “Figlia dei Fiordi”, di cui ho parlato in diverse situazioni. Finale che va quindi riscritto? Non so, deciderà l’editor.
    Sono in totale disaccordo con il primo posto al n. 1
    Rivelo inoltre che il n. 17 sempre proposto da me è “Io prima di te” di Jojo Moyes, romanzo piuttosto famoso e, a mio avviso, sopravvalutato!
    Sulla morale, la sempre citata da me Chiara Beretta Mazzotta mi ha spiegato che nel finale occorre un po’ tirare le fila della storia intera, questo in effetti si perde un po’ leggendo solo le ultime righe senza aver letto il romanzo, in generale, non mi riferisco al mio. Grazie a chi ha votato!

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  2. Io, da semplice lettore (e senza alcuna velleità da scrittore quindi ringrazio chi scrive), ho votato 7, 10 e 23. Avrei votato solo 7 e 10, riletto diverse volte per trovare il terzo necessario. Per il 7 che dire? Quel “Lo spettacolo era tremendo” mi chiude e mi apre un mondo. Per il 10, è più forte di me, è attrazione a cui non riesco a sottrarmi.

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  3. @Michele
    Sul tuo finale ho una curiosità: per i nomi ci sono solo le iniziali perché non sono stati ancora decisi o hai proprio voluto presentare volutamente il finale così? Perché questa scelta mi ha “allontanata”. Fermo restando le considerazioni che hai (avete, incluso i commenti) fatto sul centrare un incipit o un finale.

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    • No, i nomi sono decisi e anche molto particolari: ecco il motivo per cui li ho nascosti.
      Questo, per essere trasparente, è un appunto per il finale di un romanzo che sto scrivendo. Sono circa a due terzi ma qualche tempo fa, approfondendo i protagonisti, ho “scoperto” come sarebbe finito il libro. Così, per divertirmi insieme a voi e vedere l’effetto che fa, l’ho buttato dentro insieme agli altri. Sarà meglio che ci lavori un po’ su… 🙂

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  4. Aspetto di sapere se anche gli altri che si sono posizionati ai vertici sono scrittori affermati o meno, tuttavia non trovo una differenza così importante tra la Fallaci (che è la Fallaci) e quelli che si sono posizionati attorno a lei (tipo Marina). Tra l’altro, secondo me, il primo posto è stato leggermente favorito da due elementi: 1. è stato riconosciuto da molti 2. il fatto di essere in prima posizione nella lettura aiuta.

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  5. I miei preferiti, sono stati il numero: 1 (riconosciuto all’istante), 2, 6, 12. E’ stato davvero complicato sacrificare uno tra questi, ma alla fine ho rinunciato alla Fallaci, non perché non mi piacesse, ma perché ho voluto cedere all’attrazione provata verso finali sconosciuti. Complimenti a tutti, non è stato affatto semplice scegliere tra alcuni explicit, e a mio parere, questo è evidente dal fatto che nella classifica molti finali hanno raggiunto un pari merito nei voti.

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    • Sezionare racconti o, peggio, romanzi per estrarne poche righe è un’operazione rischiosa. Se non lo fosse, le centinaia di pagine tra la prima e l’ultima sarebbero inutili.
      Però sono convinto che si possa imparare comunque qualcosa: non sarà certo etologia, la nostra, ma almeno medicina (veterinaria, per la precisione)! 🙂

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    • Per il 7 proviamo ad aspettare chi mi ha segnalato il pezzo, anche se credo che sia impegnato in questi giorni. Se non dovesse farsi vivo, verso sera ne pubblicherò comunque la provenienza, dato che me lo ha dichiarato nella mail con la quale me lo ha proposto.

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  6. Io ho votato i numeri 3 (potrebbe essere la mia biografia tra qualche anno 😛 ), 5 (sveliamo che si tratta del finale di Outlander-La straniera di Diana Gabaldon, che ho inviato io a Michele per curiosità) e 6 (per il finale aperto: “Chissà cosa succede poi, dopo aver parlato. Dopo l’ultima pagina, quando il romanzo finisce.”)
    Ero indecisa sul 17 (non l’ho riconosciuto) ma era troppo corto per valutarlo e Parigi mi sembra scontata (Montmartre??!)
    Il 18 l’ho escluso solo perchè mi stanno antipatici i reparti maternità (ma se è di Silvia ed è quello che penso, è ambientato quasi tutto lì…)
    Sul 22 è un finale molto dipendente dalla storia. Qualcosa si intuisce. Forse cambierei il pezzo “, quello che divido con mia figlia, e in fondo non vedo l’ora di fargliela conoscere!” con un dialogo diretto. “Questa è mia figlia!” ed una descrizione. Quella cosa del “show dont’ tell”, per dire. Ma io non sono un editor, Sandra, e CBM ha la precedenza! 😉

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  7. Ma grazie Barbara che hai votato il 3! Si tratta del finale del mio romanzo “La libertà ha un prezzo altissimo”, sono davvero contenta che sia arrivato al numero 9 della classifica (se ho interpretato bene la numerazione) addirittura prima del brano 6 che avevo inviato anch’io ma è il finale del Romanzo di Gianrico Carofiglio Il bordo vertiginoso delle cose.
    Marina invece ha sbancato! complimenti l’ho votata anch’io io ho votato il numero 1 (avevo intuito fosse quello della Fallaci che non ho letto) ma secondo me è davvero bello, poi ho votato il 9 e il 19, ero indecisa anche con il 2 (che è sempre di Marina, Brava)

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  8. Ammetto candidamente di non aver votato. Ho fatto i compiti (ho letto tutti i finali) ma davvero non sono riuscito a farmi un’idea sufficiente per accordare preferenze a un finale piuttosto che all’altro. Per me (e parlo a titolo personalissimo) è molto difficile apprezzare un finale senza conoscere l’intreccio e lo sviluppo di una storia.

    P.S.: Complimenti, Marina. Sono sempre più convinto che tu non me la racconti giusta… 😀

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  9. Ma tu guarda un po’ credevo di finire in fondissimo con tutti e tre i finalo proposti, invece uno che non mio è al quarto posto, n°23 -Il rubino di fumo di Pullman, scelto perché tra i suoi, mi sembrava il meno noto e anche perché io tento di scrivere solo storie per bambini e ragazzi.
    Ma meraviglie delle meraviglie sono al 13° posto con n° 16 -Piccola strega, non me lo sarei mai aspettato, tra l’altro per me è da raffinare. Sono proprio contenta. Melissa e la nuvola n°8, invece è tra gli ultimi.
    Marina si merita la doppietta, i suoi finali sono molto belli, se non avessi votato la Fallaci avrei scelto il 2, ma un po’ come nella mia scelta di letture, dopo qualcosa che mi rattrista, e nel n°2 la storia non finisce bene, ne leggo due ironici o fantasy. Così ho scelto di pancia il 3, non sono giovane e vorrei una vecchiaia così spensierata, e il 6, anche questo con un personaggio, credo, non più giovanissimo, che ti lascia sognare.
    Grazie è stato bello giocare.

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  10. Oh che peccato, è già finito. Stavolta volevo partecipare anch’io. Poi travolto dalle eclissi della quotidianità ho smarrito la buona intenzione.
    Che dire, complimenti a Marina e un applauso a tutti i partecipanti.

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  11. Per chi è arrivato ultimo, consolatevi. Con voi c’è Haruki Murakami, brano 21, col finale di “L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio”, bestseller uscito da pochi mesi.
    Vi auguro tutto il suo insuccesso! 😀

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  12. Scusatemi, scusatemi, scusatemi… eccomi qui.
    Allora, direi che non è andata male per me: il primo classificato l’ho scelto io, ma il merito è tutto di Oriana Fallaci (vedo che avete già “indovinato” l’autrice).
    Il brano 10 è mio e non viene da alcun testo, in realtà. L’ho scritto per mandarlo qui, immaginando solo sommariamente il racconto (come tematica riguarda una mia opera incompiuta, ma il personaggio non è quello del libro).
    Anche il brano 19 è mio. Questo viene da un racconto che ho pubblicato in un’antologia disponibile in ebook gratuito a seguito di un concorso. L’ebook si chiama “Amori e tradimenti” mentre il racconto è “Possiamo coprirli, vero?”.
    Sono davvero lieta di vedere che vi sono piaciuti. Ho sempre pensato di non essere molto brava con i finali e non scrivo più da tempo, ma… è interessante riscontrare questo risultato.
    Grazie e… bella gara! I finali erano tutti molto belli!

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  13. Eccomi a commentare 😀
    Devo dire che l’insieme dei finali da votare non mi è piaciuto poi moltissimo, ne ho salvati meno di un terzo.
    E scopro che c’è anche un finale di Murakami, autore che ho apprezzato finora: non ho letto il libro da cui è stato tratto, e, sinceramente, estrapolare un finale dai suoi libri non può che portare a quel che è accaduto XD
    Siccome sono “rinco”, non ricordo se alla fine la mia decisione ha premiato il finale 13 o 14, sia come sia, mi sono piaciuti entrambi.
    E poi ho scelto il n° 20 e il n° 23.
    Questa iniziativa è bellissima ^_^ Buona serata a tutti!

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  14. Oggi ho stampato i finali, me li sono rigirati e studiati per bene. Ecco le mie impressioni:
    1.”Tu sei morto. Forse muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore”
    Per me è la frase più bella, se ci fosse stata solo quella l’avrei votato.
    Purtroppo mi sono persa, con ” Eri qui, mi sorreggevi, eri grande, eri uomo” . Stava pensando al feto? E se fosse stato femmina? O forse parlava del suo uomo?
    2. L’ho trovato bellissimo e romantico. L’avrei votato se non ci fosse stata l’ultima riga. “questo mi è ancora concesso, asciugare la tua ultima lacrima” Domanda a Marina: – Come ci riesce? –
    3. L’avrei votato se editandolo l’avesse dimezzato.
    4. Mi è piaciuto come è stato scritto, ma non chiedetemi di cosa sta parlando.
    5. L’ho votato. Mi è piaciuto lo stile e la metafora: loro che, dopo che hanno toccato il fondo risalgono e trovano una mondo incantato pieno di speranza guardando il cielo.
    6. Raccoglie tra le frasi che preferisco, ma non ho capito quando dice “ la ragazza di trent’anni prima che esce dall’aula della I E, portandosi appresso i sogni disperati e invincibili di un ragazzino che voleva fare lo scrittore” .
    8. Votato.
    9. Contiene una delle frasi che preferisco: “Sembrava il marinaio rassegnato e solitario di una barca abbandonata alla deriva ed era così che mi sentivo anche io.”
    10. Bello. Triste.
    12. Bello!
    13. Mi è piaciuto lo stile ma ci ho capito poco.
    14. Bello. Spesso in un testo toglierei i ma o i forse o i già e così via. Invece qui aggiungerei qualcosa alla frase “come da piccola, volando sul tappeto” ampliando un concetto che secondo me è molto interessante.
    16. Votato.
    18. Anche qui mi piace lo stile che ho invidiato. Silvia, non so quanto tu editi dopo aver scritto, ma a leggerti sembra che ti venga naturale così com’è.
    19. Bello, ma mi è sembrato un intero racconto, non un semplice finale. Complimenti a Romina per la capacità di sintesi. P.S. Anche per me è difficile credere che lui possa amare una tipa del genere.
    20. Bello. Volete sapere perché non l’ho votato? Lo so, sono una rompiscatole (scusate ma è il segno vergine 😉 ) Quel “vengono” per me non era altrettanto efficace di un “arrivano” o “giungono” o qualcos’altro di più evocativo, perché per me smorza un concetto bellissimo.
    21. Se avessi potuto votarne un quarto sarebbe stato lui.
    22. Per chi ama i finali aperti. Mi aspetto una continuazione. Apprezzo l’umorismo.
    23. Io odio i tre puntini. Qui mi sono piaciuti tantissimo! Tutte quelle parole nascoste fra quei tre puntini, le ho adorate.

    Scusatemi se sono entrata troppo nei particolari, ma siccome sto cercando di imparare, vorrei sapere che ne pensate.

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    • Ciao Isabella, io ho votato il sei e quella frase mia ha fatto pensare a loro due che hanno frequentato la stessa scuola, lei si ricorda di lui come il ragazzino che voleva diventare scrittore. Lui ne è compiaciuto.
      Io non sono una scrittrice, e mi sa che condividiamo tutte e due la voglia di capire per migliorare.
      Grazie per aver votato tutti e due i miei finali, tra l’altro leggendo dal cellulare mi sono sbagliata, ho invertito i titoli delle storie, noncelapossofare se non faccio pasticci non sarei più io 😛
      8) Piccola strega
      16) Melissa e la nuvola
      Scusa Michele, comunque è lo stesso, non è detto che siano i titoli definitivi, si votava il finale.
      Il 23) Il rubino di fumo di Pullman invece è corretto.
      La riflessione di Isabella, sui puntini del brano 23, in effetti ci sta tutta, in genere sento tuoni fulmini e saette sulle sospensioni, però io credo che dipenda tutto da un giusto e moderato uso. Qui evidenziano il pensiero della protagonista sul futuro, dandone però una carrellata veloce, un riassunto per punti. Da semplice lettrice direi che questi puntini, fanno risaltare senza dirlo, il sentimento della protagonista.

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    • Grazie mille, Isabella, per l’apprezzamento e per aver analizzato i finali. Il n. 14 è il finale del mio primo romanzo, scritto quasi 15 anni fa ed è molto grezzo. Vorrei sempre risistemarlo, ma forse ora non mi interessa neanche più farlo. Il concetto del volare sul tappeto riprende un episodio raccontato nel romanzo e l’intenzione era di chiudere il cerchio con solo un cenno, anche se ovviamente è incomprensibile non avendo letto il resto. Il n. 18 è invece il romanzo che sto editando con bookabook in vista della pubblicazione (forse). In effetti questo finale è una delle poche parti rimasta quasi del tutto identica alla stesura di getto. 😉

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  15. Ho dormito sopra ai quattro che avevo saltato, ecco qui le mie impressioni.
    7. No.
    Magari è una storia bellissima e quello è l’unico finale possibile. Non l’ho votato perché mi è sembrata una lamentela, amo chi si sforza di vedere il bicchiere mezzo pieno. Ho un amico che adora Stephen King, lui l’avrebbe adorato un finale così.
    11. Lo metterei alla fine di un romanzo che parla di Rosemary Altea, ma quel “Per qualcuno leniva il dolore del dubbio di aver commesso errori profondi con quel figlio difficile” mi complica la comprensione. L’avrei apprezzato di più senza quella frase.
    15. Toglierei “Subito dopo” e “una volta” .
    L’idea mi è piaciuta nel complesso, se l’avessi letta prima di trovarmi in un gruppo di scrittura che revisionava i propri testi, l’avrei votato. (sigh)
    Bello il ritmo all’inizio, “il calco della sua testa sul mio cuscino”, l’ho adorato, ma sono inciampata su: “nei buongiorno futuri senza lei cui rivolgerli.”
    Mi piace lui che sbircia l’accappatoio aperto, ma non lo metterei per inciso. Non c’è nessun inciso prima e io inciampo anche qui.
    17. Penso che ci siano le idee per il finale: paga il conto, va oltre, verso qualcosa che l’aspetta. Nonostante ciò sento che manca qualcosa. Forse di leggere il libro 😉

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  16. Scrivo anch’io le mie impressioni. ^_^

    Brano 1: A me piace tanto questo finale. Tutto quanto, anche il tormentoso giro di riflessioni che prece l’inevitabile conclusione finale. Lo avevo riconosciuto e non l’ho votato, preferendone altri.

    Brano 2 : Votato. Poche righe mi sono bastate per immaginare una storia intera. Il finale non consola, ma dice la verità. Io non mi sono posta il problema di come venga asciugata l’ultima lacrima. Forse, con un soffio di vento.

    Brano 3: Un pochino lungo. Avrei tagliato da: “E’ strano, ma ho trovato la felicità…”
    I concetti espressi in quest’ultima parte mi sono piaciuti tanto.

    Brano 4: Bello, scritto bene, ma molto lungo. Mi è piaciuto perché il finale lascia intendere un seguito.

    Brano 5: Anche questo lunghino e comunque, non sono riuscita a entrare nell’atmosfera descritta.

    Brano 6: Votato. L’ho trovato fantastico. Anche in questo finale si riesce a intravedere una storia intera e a immaginare un seguito. A me, sarebbero bastate anche solo le ultime due righe: “Chissà cosa succede poi, dopo aver parlato. Dopo l’ultima pagina, quando il romanzo finisce.”

    Brano 7: “Lo spettacolo era tremendo.”
    Ehm… Veramente troppo corto. Diventa difficile giudicare la qualità di questo finale senza aver letto il libro. Io credo che anche una frase storica, come: domani è un altro giorno, perderebbe forza, presa così, senza conoscere la storia.

    Brano 8: Credo sia un buon finale. Non l’ho votato perché non mi sono sentita attratta dal tipo di storia.

    Brano 9: L’immagine del marinaio alla deriva è splendida. Mi è piaciuta la scelta di descrivere lo stato d’animo del protagonista usando l’espediente della proiezione su uno sconosciuto. E poi, la frase finale non spiega, ma lascia intuire una svolta positiva con l’arrivo del treno a destinazione, lasciandoti con la speranza del cosa succede dopo.

    Brano 10: Bello. Triste.

    Brano 11: Non ho trovato nulla di sbagliato. E’ solo che non mi ha coinvolta particolarmente.

    Brano 12: Votato. L’ho trovato originale e molto efficace.

    Brano 13: Non ho capito molto in questo finale… mi è sembrato complesso e ingarbugliato. Non tanto per la questione dei nomi, che quelli ognuno può inventarli a modo suo. Forse, troppi aspetti della storia (che tra l’altro non conosco) sono concentrati in poche righe.

    Brano 14: Non mi ha coinvolta questo finale. E’ scritto bene, ma in me, non ha sollecitato nessuna particolare emozione.

    Brano 15: Cattura, eppure c’è qualcosa che non funziona. Non so esattamente cosa. Forse, contorto in alcuni punti.

    Brano 16: L’ho trovato divertente.

    Brano 17: Ho trovato che non avesse niente di speciale.

    Brano 18: Ho adorato le ultime due frasi.

    Brano 19: E’ stato tra i miei preferiti. Sono affascinata dalla follia umana.

    Brano 20: Non mi dispiaceva… ma ho preferito altre conclusioni.

    Brano 21: Anche questo finale l’ho trovato complesso. Bello, ma complesso. Sono stata indecisa se votarlo, ma poi, ho preferito altri finali che hanno avuto un impatto più immediato sulle mie emozioni.

    Brano 22: E’ un buon finale. Mi piace quando dalla conclusione si riesce a intuire il percorso e l’evoluzione di una storia.

    Brano 23: L’ho trovato insipidino.

    Su di me, ha molto influito l’impatto emotivo del brano, la comprensione anche se approssimativa del tipo di storia, la forza delle parole di disegnare immagini. Ho preferito particolarmente i finali che hanno lasciato intendere più che spiegare tutto rigorosamente, e che mi hanno fatto presumere un seguito. Alcuni finali li ho esclusi perché il mio gusto personale non mi ha avvicinato al tipo di storia, altri perché mi hanno emozionata meno, e altri ancora perché non sono riuscita a comprendere da un piccolo estratto l’anima della narrazione. Non è stato semplice scegliere; quindi, sicuramente merito a tutti. (Soprattutto, agli esordienti!)

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  17. Io vorrei puntare sul brano 7. In effetti, con sole quattro parole, sembra un po’ una presa in giro. Se solo ci fossero state due righe in più, forse, sarebbe stata un’altra storia. Quello che ha, a differenza di molti altri, è “il buco al posto della statua”: non dice, non spiega. Non prende il lettore per il bavero, indicandogli dove guardare. Non lo prende per la gola, con aggettivi che riempiano la scena. Gli dà un contenitore vuoto.
    La differenza è che chi legge, dentro al contenitore, ci vede quello che vuole. E, invariabilmente, dalla fantasia di chi legge vengono fuori sempre e solo le immagini giuste per colpirlo.

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    • Devo dire la verità: io non sono riuscita a vederci niente di particolare. Come fai ad apprezzare quattro parole senza qualcosa in più che aiuti a generare curiosità sulla storia che le precede?
      E se fosse stato un incipit, avrebbe avuto lo stesso effetto?

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    • Se avessi votato, il 7 non lo avrei preso nemmeno in considerazione. Potrebbe essere un finale, un incipit, un aforisma, persino la battuta di un dialogo…
      Ovviamente non è “colpa” (in senso buono…) dell’autore ma di chi l’ha proposto.

      A questo punto meglio i finali troppo lunghi…. 😀

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  18. @Isabella:
    Il 2 è un racconto scritto qualche anno fa in occasione di un evento tragico, ahimè, che ha coinvolto una persona a me molto cara, dunque potrebbe dirsi di matrice autobiografica. Chi parla è la persona scomparsa: da un immaginario limbo osserva la disperazione della madre che attende invano che il telefono squilli dall’ospedale. Lei non sa ancora che lui, invece, non ce l’ha fatta. Una storia tristissima che ho lasciato nel mio cassetto. Asciugare la sua ultima lacrima è un modo per fare capire che lui può ancora vedere e parlare con la madre prima di compiere il viaggio definitivo verso l’aldilà. Non ci riesce materialmente, però è lì che la guarda e prova a consolarla. Tutto qui.

    Grazie anche per l’apprezzamento del 9

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    • Dicevo qualche commento più su che “Per me (e parlo a titolo personalissimo) è molto difficile apprezzare un finale senza conoscere l’intreccio e lo sviluppo di una storia.” Ora che conosco qualcosina di più del Brano 2 sono andato a rileggermelo e l’ho apprezzato meglio.

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    • Marina, la storia mi è sembrata bella e chiara. A parte quel piccolo particolare 🙂 (Ma se mettessi un condizionale Tipo: vorrei mi fosse ancora concesso asciugare la tua ultima lacrima?)
      Grazie per la spiegazione!
      Scusa per la pedanteria ma non sono io, è il mio segno zodiacale. 😉

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  19. Io, invece, pensavo a quanto possa condizionarci il sapere che l’autore è conosciuto e parecchio apprezzato.
    Il 21 è del mio mito, Haruki Murakami e io lo avevo messo tra i miei forse, dopo avere amato il libro che contiene questo finale. A parte che non l’ho riconosciuto, anche se poi, rileggendolo con la consapevolezza, mi sono ricordata di Sara, Eri e della Finlandia. Ciò significa che il finale non mi colpisce in sé? Che forse leggo con meno esigenze una narrativa che so piacermi e dunque sto meno attenta alle sfumature? Che se leggessi Murakami senza sapere che quel libro è di Murakami ne resterei ugualmente affascinata o forse no?

    Quanto contano nome e fama dell’autore?

    Poi leggo che il 7 è un’opera di Thomas Bernhard e mi dico: caspita, ma a me non m’ha lasciato niente! (Cosa non difficile, a mio avviso, vista la brevità)

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