Biblioteca Scarparo #6


Siamo nel bel mezzo di un ponte lungo. Oppure di una week-with-benefit, sarebbe a dire una settimana come tutte le altre ma con il benefit del giovedì festivo. Sia come sia, oggi azzardiamo l’uscita dalla botte della letteratura mainstream e proviamo a dare un colpo al cerchio della saggistica.

Le elezioni americane incombono. A noi italiani, purtroppo, puzzano di déjà-vu. E no: dire agli americani “ci avete preso per il naso per anni, e mo tocca a voi” non è affatto una grande soddisfazione. Comunque il libro è qui, pronto per essere l’instant book che sbancherà a partire dal giorno dopo la chiusura dei seggi, cioè il 9 novembre prossimo.

Buona scrittura a voi e buona lettura a tutti…

 

651 - a passo di tanghero - rossa

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26 thoughts on “Biblioteca Scarparo #6

  1. Donald Trump ha fatto della caparbietà la propria cifra stilistica. Nato in una famiglia della classe media, è caduto e risorto più volte fino a diventare uno degli uomini più ricchi del mondo. Quando affronta la politica con la grinta e la cattiveria con cui ha guidato il suo impero economico, la pancia profonda degli Stati Uniti sente gli echi dei padri sulla Frontiera, quando Winchester alla mano si prendevano le terre per darle alle proprie mandrie. E la sua ricchezza sembra mandare bagliori del sogno americano, quando la volontà era sufficiente per uscire dalla povertà.
    Il mondo del XXI secolo, invece, sembra essere diventato troppo piccolo per frontiere e confini: quello che accade in medio oriente influenza direttamente la vita delle città statunitensi; la fuga dei messicani verso l’eldorado del Texas non sarà fermato da nessun muro; il debito sovrano della prima potenza mondiale è in mano, per una quantità esorbitante di dollari, alla Cina; la Russia reclama con muscoli sempre più allenati il ruolo di ex-superpotenza. Oltre l’agressività di facciata, “A passo di tanghero” analizza le scelte cui è chiamata davvero la prima democrazia occidentale e i rischi che corre. E, con lei, il mondo intero.

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  2. L’argomento non mi è congeniale. Quindi ho deciso di “giocare sporco” e buttarla sull’assurdo che io sto a scrivere due righe mica mi sto candidando a presidente, io.

    Tànghero non tanghèro! Qui si balla sul mondo ma non è tango e non siamo in balera.

    Il facoltoso imprenditore Donald Cryfish organizza un mega party itinerante per il suo 70esimo compleanno e invita tutti i compaesani a partecipare. Questo invito però nasconde un secondo fine: ottenere il regalo di compleanno che tanto desidera. Fra dibattiti, gaffe, proclami e battute, tutto sembra mirato a distogliere l’attenzione dalla difficile quotidianità e dal vero scopo di questo carrozzone. Riuscirà Donald a scartare il suo regalo? I suoi compaesani gli regaleranno le chiavi della casabionda?

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  3. Cosa scatta nella mente di un americano per arrivare al punto di volere come presidente un uomo come Donald Trump? A questa domanda che getta un velo scomodo sull’incapacità che molti hanno di andare oltre la ricchezza, il potere, e il carisma di Trump, cerca di rispondere con la nota sagacia Umberto Eco, che ha voluto lasciare un testamento ideologico partendo dalla vita privata del politico: il capostipite tedesco, i suoi 3 matrimoni e 5 figli, passando dalla sua innegabile arte di fare affari, fino alla discesa in politica.
    Da lassù, per chi crede, l’intellettuale italiano guarderà le elezioni con un occhio speciale, nella speranza che questo saggio edito postumo, possa avere almeno un’influenza sull’opinione pubblica, se non addirittura sul destino del mondo intero.

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  4. Penso che persino Paperon de Paperoni avrebbe da ridire al Circolo dei Miliardari di Paperopoli…Io sono impegnata col Nano e tu mi tiri fuori Trump, eh? 😉
    Eppoi eppoi…mi sa che ho preso da Sandra, perchè una delle mie quarte precedenti reclama di essere scritta in forma di racconto. Magari fra una pagina e l’altra del Brontolo (che il mio Nano solo Brontolo poteva essere! Sempre meglio che Pisolo…)

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