Thriller n. 53: la votazione


photo credit: i voted via photopin (license)
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Eccoci alle prese con l’ultima votazione della stagione; ci siamo guadagnati un meritato riposo, ma soprattutto s’è guadagnata un paio di mesi di tregua la poveretta che s’è persa a Montmartre. Un plauso mio personale agli ultimi irriducibili, che hanno sfidato caldo e vacanze – si spera incipienti – ma non hanno rinunciato a fornire anche più di una versione.

Nelle pagine seguenti ci sono gli esercizi; come sempre, sono riportati in ordine di apparizione. Nell’ultima pagina trovate il modulo per la votazione e anche i voti, man mano che arriveranno.

Buona estate, buona lettura e buon voto.

ATTENZIONE ATTENZIONE: si è aggiunta una nuova versione, di Marina. La trovate nei commenti e a pagina 8.

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13 pensieri riguardo “Thriller n. 53: la votazione

  1. Okay. 🙂
    Questa la lascio indovinare a voi. Nel testo, però, ho inserito una “parola chiave”, è un film che ha fatto la storia, di un altro dei miei registi preferiti.

    Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre. Gira vorticosamente nel labirinto di vicoli e vie, immersa in una scura coltre di buio, l’incessante rumore dei passi dell’uomo che la sta inseguendo le rimbomba ancora nelle orecchie. Spera di averlo seminato. Si guarda attorno, la paura la sbatte contro un muro che lei sfiora lungo tutto il cammino fino a un palazzo da cui intravede un luccichio. Si volta per vedere se l’uomo è ancora dietro di lei. Quando crede di essere al sicuro, lo stolker le sbuca da dietro l’angolo: “Tesoro, luce della mia vita, non ti farò niente… Soltanto quella tua testa: te la spacco in due!”
    La donna urla di terrore e sale su per le scale. Raggiunge in fretta l’ultimo piano dove vede una porta chiusa:
    “Dove corri: sono io, sono l’amore tuo. Voglio solo… FARE A PEZZI QUELLA TUA TESTOLINA!”
    La porta fa fatica ad aprirsi, poi finalmente lei riesce a spalancarla e a sbatterla in faccia al suo persecutore.
    Si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini di statura molto bassa.
    “Hei, sono a casa, amore, su apri! Non hai sentito il mio toc toc?”
    La donna, in preda al panico, rimane immobile e muta.
    “Sono il lupo cattivo”.
    “Hei bello, questa non è la favola di cappuccetto rosso, semmai di Biancaneve e i sette nani. Noi siamo i sette anni e Biancaneve adesso… è nostra”.
    Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. Mentre lo stolker prova a sfondare la porta con un’ascia, i piccoli nani maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, che improvvisamente si colora di rosso sangue. Si sente soffocare.
    “Ma in che incubo sono finita?” è il suo ultimo pensiero prima che una mano la scuota. Si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: “Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!”
    La donna salta su dal lettino, con le mani che le tremano lascia il denaro sul tavolino e scappa. Urla, il dentista la insegue lungo il corridoio, mentre lei corre e continua a urlare.
    “Signora, signora, ha dimenticato il portafoglio, si fermiiii”

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