Tutte le trame del mondo


Quante sono le trame possibili? Dipende a chi chiedete: potrebbero essere milioni, una trentina, un centinaio oppure anche solo due. Ad ogni modo toglietevi dalla testa di inventare qualcosa di nuovo, perché tutto è già stato scritto innumerevoli volte.

Dovremmo dunque smettere? No, naturalmente. L’essenza dello scrittore è scrivere una cosa vecchia facendola sembrare una novità. Così, per fare un po’ di esercizio, proveremo a lanciare una nuova collana della Biblioteca Scarparo. Prendendo spunto dall’elenco proposto da vulture.com, vi darò un titolo e una possibile trama, ai quali risponderete – se vi va – con un possibile sviluppo; pian piano, settimana dopo settimana, costruiremo una piccola enciclopedia delle trame, dalle quali poi potremo pescare quando saremo a corto di idee.

Per cominciare (e scoprire se l’esercizio ci garba) vi propongo il primo titolo in programma: Il flauto del capitano Corelli.

Si parla di ADULTERIO, un tipo di trama che è sopravvissuto nei secoli a innumerevoli cambi nei costumi sociali. Può finire tanto con un suicidio quanto con una riconciliazione e non teme né tabù né licenziosità. Alcuni titoli: Anna Karenina (Leo Tolstoj), La lettera scarlatta (Nathaniel Hawthorne), Bravi bambini (Tom Perrotta), Fine di una storia (Graham Greene).

001 - il flauto del capitano corelli

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54 thoughts on “Tutte le trame del mondo

  1. Buongiorno Michele ^_^
    È una splendida idea e non vedo l’ora di provare. Per oggi, però, sciopero. Me ne vado in piscina fino al tramonto. 😃😜

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  2. Premetto che all’elenco dei libri sull’adulterio manca il mio “Ragione e pentimento” 😀 ecco lo svolgimento per il tuo Flauto.
    Lui famoso flautista che, come i marinai che hanno una donna in ogni porto, ne ha una in ogni teatro, dove si esibisce.
    Lei – non originalissimo ne convengo ma tutto è già stato detto come ci ricordi pure tu – non è la moglie, ma l’altra, una delle tante che crede in realtà di essere l’unica, e forse è la favorita, vive a Verona e i concerti in arena si sa, sono i più suggestivi.
    Lei – sempre lei – ama il dramma, sospira sotto il balcone di Giulietta.
    Lui se ne fotte,più la tratta male e più lei lo aspetta.
    Le altre un corollario di donne senza storia, esaltate al’idea di dividere il letto con il Roberto Bolle del flauto e tanto basta
    La moglie – qui ci vuole un colpo di scena:
    sa tutto da sempre e ha una relazione lesbica?
    Scopre le tresche e fa una strage? Un maschinicidio finalmente? 😀
    Una tragedia? La figlia (una figlia annoiata dal successo paterno potrebbe starci) scappa di casa, è gravemente malata, sputtana il padre sui social?

    Caro Michele, individuare trame possibili con le tue copertine per me non è mai troppo difficile, la difficoltà viene dopo. Un bacio

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  3. In tutta la sua nave, c’è solo una cosa a cui il Capitano tiene davvero: il suo flauto, racchiuso in un’elegante scatola in legno intagliata. La moglie crede appartenga ai suoi ricordi d’infanzia, un difficile legame col padre musicista. Non sa che si tratta di un regalo di lei, Francine, l’altra donna della sua vita. O l’unica. Smarrita in un lontano passato di turbamenti e bugie.
    Ma un giorno, attraccati al porto più sicuro di casa, proprio il flauto sparisce misteriosamente. Al suo posto, Corelli trova i fogli consunti di uno spartito, la canzone che aveva scritto per lei. Come e perché?

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  4. I camionisti non credo, basta affacciarmi dalla finestra dell’ufficio per vederli, una vita d’inferno per chi fa lunghe tratte, giorni di sosta in attesa di ricaricare, un camion non viaggia vuoto, e poi tanti km da qui alla Turchia, la Russia, hanno l’aria sfinita, mangiano e dormono sul tir. Sex? temo non pervenuto.

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    • Sì. Io, almeno, l’ho immaginato così; se però qualcuno ha qualche idea diversa, basta dirlo.
      Il fatto è che mi sono imbattuto in questa lista (a suo dire esaustiva) di possibili trame; avrei potuto anche prenderla e copiarla, ma mi pareva brutto. Ho preferito farne uno spunto diverso per la Biblioteca Scarparo, giusto per non fossilizzarsi a fare sempre le stesse cose. Mi piacerebbe anche variare le “sei parole”, ma non mi sono ancora venute idee.
      Per il thriller, invece, mi piacerebbe concludere la serie degli effetti speciali. Forse bisognerebbe rendere l’elenco più intellegibile: il titolo dice poco e spesso non si capisce quale sia l’esercizio sottostante. Dico questo perché capita – in giro per blog – che si ragioni di cose tecniche dimenticando che ci abbiamo già lavorato su…

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  5. La cosa che più mi stuzzica in questo titolo è che per me il capitano Corelli sarebbe una donna. Forse una donna molto femmina nonostante il ruolo (nella polizia o nell’esercito) ma di più una donna androgina. Però sì, una donna. E il flauto, un flauto traverso.

    Volendo puntare su un protagonista maschile sceglierei un flauto di pan per legarci una storia di lontane origini andine. E sarebbe un capitano di nave.

    Mi piace il risvolto “giallo” di Barbara.

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  6. Il cadavere del capitano Sara Corelli viene ritrovato nel bosco, malamente coperto dalle prime foglie autunnali. Il corpo nudo presenta segni di costrizione ai polsi, alle caviglie, al collo e non solo. Non ci sono ferite né traumi evidenti né segni di lotta. L’autopsia dovrà chiarire le cause della morte. Eppure quello che più stona in quel bosco è il flauto di legno rinvenuto in mano alla vittima. Un flauto semplice, di quelli scolastici. I colleghi del capitano, che nessuno chiamava Sara, sono confusi. Sanno poco di lei: un marito magistrato, niente figli, dedita al lavoro.

    E niente, non la so scrivere la storia. Non riesco ad andare oltre questo e a legare l’argomento. Quindi ve la spiego. Essendo l’argomento l’adulterio, l’ho pensata così.

    Si scopre (attraverso un diario, un blog, delle lettere…) che il capitano Sara Corelli aveva un amante (il suo grande amore da quando aveva 15 anni – all’inizio della storia quando trovano il cadavere ha circa 40 anni – con il quale ha sempre mantenuto una relazione più o meno frequente). Con tale amante e con altri uomini e/o donne attraverso di lui, metteva in atto fantasie sessuali basate sul ricreare situazioni di film/libri. Il legame con il flauto rimanda al primo incontro tra Sara e il suo amante sul motivo de “Le età di Lulù”. Da qui poi si sviluppa la storia con il racconto dei vari tradimenti fino ad arrivare alla soluzione del caso.

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  7. Concordo, non sopprimere le sei parole, mi piace tanto e riesco a partecipare anche quando ho poco tempo…Mi piace la quarta di Barbara, il giallo intriga.
    sono maliziosa, ma tra argomento adulterio e il flauto nel titolo mi viene in mente una versione un po’ osé e non riesco a scrivere una quarta “seria”…*~*

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  8. Non vi è dubbio che il flauto è del capitano Corelli, altra cosa è riuscire a soffiarci dentro: occorrerebbe essere un contorsionista circense per portare a termine l’operazione. E poi perché dannarsi in pratiche autoerotiche quando la Pelagia, figlia del medico Iannis e fidanzata con il pescatore Mandras, ha da tempo notato le polluzioni notturne del bel soldato italiano invasore sull’isola?

    Con Il flauto del capitano Corelli, l’editore Scarparo più che il romanzo rosa scopre in senso stretto i corpi dei protagonisti sotto le lenzuola bianche dell’eterno triangolo adulterino, con variazioni boccaccesche sul tema.

    Una proposta editoriale inedita, già opzionata per il cinema per la regia di Rocco Siffredi, fuori dal coro del politically correct nostrano.

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  9. Corelli si porta appresso una curiosa valigetta: è un lungo cilindro. Non se ne libera mai. La porta appresso dappertutto.
    – È il mio flauto. – confessa Corelli alla ballerina del teatro. Sottovoce, sfiorandole l’orecchio che profuma di lillà. I biondi capelli ondulati di lei sfiorano i seni che traboccano dalla scollatura del vestito rosso.
    – Mi sento perso senza. – dice lui inghiottendo un fiotto di saliva che gli allaga la bocca.
    – Posso aiutarti io. Sono brava. – risponde lei
    – Ma io ho moglie. – sospira lui, lo sguardo perso verso l’orizzonte.
    – Tutti hanno qualcuno, una moglie, una fidanzata, una madre… donne che danno per scontati i rapporti umani. Io ti sorprenderò. ti darò tutto e non ti chiederò nulla. A parte il tuo flauto. –
    – Il flauto? Non capisco. –
    – Una cosa preziosa, in cambio di un’altra. Darà più valore al mio dono… –
    Ma quale dono? Pensò Corelli. Le donne. Tutte uguali, ti promettono oceani e galassie, ma vogliono succhiarti l’anima.
    – Il flauto no, non posso. –
    – Peccato. Ci vediamo in coperta Corelli. – se ne andò dal ponte della nave sculettando.
    Mancavano quindici giorni alla fine della crociera. Strinse forte la valigetta al petto.
    Corelli aveva un’età per cui il tempo cominciava a scappare dalla sua esistenza, come sabbia fra le mani. Sentì una vertigine, come se il tempo giocasse con lui come il gatto con il topo e frenasse promettendo quindici giorni di lunga agonia.

    Una storia che vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultimo giorno.

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  10. Il capitano Rocco Corelli detto ‘flauto’ per le sue indiscutibili arti amatorie passa la vita a districarsi tra mille avventure con donne diverse, ma in realtà l’unica donna a cui Rocco è davvero fedele è sua moglie Stella che subisce i suoi tradimenti in silenzio e finge di non accorgersi delle tracce delle sue infedeltà. La verità è che Rocco, dopo ogni avventura sessuale, è sempre felice di tornare a casa da lei e ogni volta che sta con un’altra donna prova un’insopprimibile nostalgia per lei, l’unica con la quale riesce a dormire e con la quale riesce a concepire un futuro. Il loro matrimonio nonostante le infedeltà dura felicemente da vent’anni e il tempo passato insieme è sempre meraviglioso, perché Rocco, spesso invaso dai sensi di colpa per averla tradita, quando sta con stella è un marito amorevole e dolce. Non sarà che un matrimonio duraturo si basa proprio sul tradimento?

    Un romanzo dissacrante che richiama la filosofia delle canzoni dei Pooh e L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera.

    Una quarta scritta di getto, spero che piaccia alla Biblioteca Scarparo.

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  11. Sai Michele, qualche volta è pure colpa di chi legge! 😀

    “Invece adesso scrivo solo roba tragica (il che vorrà pur dire qualcosa).”
    Mumble mumble
    E cosa vorrà mai dire? Facci ridere, facci piangere. Va bene tutto purchè non lasci indifferenti. I tuoi “Dimmi che storia scrivere” sono testi diversi eppure in ognuno ho trovato qualcosa (ogni tanto ne leggo – o rileggo – qualcuno). Ti “conosco” da poco ma mi sembra di aver capito da qualche post che hai un’opera (più di una?) pronta; se è così, se per te è “pronta” perché non pubblichi? Aspetti un editore? Non prendi in considerazione il self? Se ne hai già parlato indirizzami pure al post…(o mandami da qualche altra parte se pensi sia meglio). 🙂

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    • Pronta. Che vorrà mai dire “pronta”? Ho un romanzo completato in terza stesura e due completati ma solo in prima stesura. E poi ho un romanzo a quota 200 pagine (ma la storia c’è tutta, è solo da finire di scrivere) e un’altro, nato quest’estate, che è partito come racconto lungo ed è già cresciuto fino a 100 pagine (pur essendo la storia solo a un terzo e forse meno del proprio svolgimento).
      Quello in terza stesura, che consideravo il più pronto e che l’ultima volta che l’ho letto mi era pure piaciuto, è già stato stroncato un paio di volte. Il brutto (o il bello?) è che io non mi accontento: mi sono fatto stroncare dalla crema della crema nazionale, entrambe le volte. Continuerò a farmi sbertucciare solo da agenzie del calibro della TILA, o poco di meno: degli altri non mi fido.
      Dici che non arriverò da nessuna parte, se pretendo di partire qualificandomi direttamente per l’olimpiade? È possibile. Di più: è assai probabile.
      Però io sono fatto così: o il top oppure nulla. Se devo scrivere, non ho intenzione di elemosinare una pubblicazione ma voglio che mi chiedano di farlo.
      Il self non fa per me, è chiaro. 🙂

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      • Leggo solo ora, e approvo. Da anni come sai bazzico le corse campestri senza capire se davvero non ho la stoffa per le olimpiadi o mi serva solo più allenamento, ma le sfide di serie C non hanno più alcuna attrattiva, meglio la panchina.

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  12. Non riesco a risponderti come vorrei.

    Però ti auguro di sicuro il top (quello che per te è il top)…così potrò leggere il tuo romanzo! Se mi piace anche solo la metà di quanto mi piace leggerti qui è comunque tanto.

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  13. L’ispirazione è così: ti svegli una mattina e di getto scrivi una cosa.
    Ecco, mi è accaduto questo, oggi e finalmente il flauto ha trovato una sua collocazione. 😉

    All’indomani delle vacanze estive, Sofia Noè non può fare a meno di pensare a Eros Corelli, il bagnino rumeno, di origini italiane, con un grande talento per la musica.
    Il marito, Stefano, aveva prenotato due settimane di ferie in un villaggio turistico a Cipro anche se lui, durante quei quattordici giorni, aveva preferito giocare a tennis e prendere lezioni di windsurf, trascurando per buona parte delle giornate la moglie. Così Sofia, spesso sola e annoiata sotto l’ombrellone, non si sarebbe mai aspettata di subire il fascino di un uomo più giovane che di giorno mostrava i muscoli in spiaggia e la sera vestiva in giacca e cravatta per esibirsi con il suo strumento: il flauto.
    Eros Corelli era un uomo molto dotato e la natura, già generosa con la sua prestanza fisica, non era stata da meno con il talento artistico.
    Quando Il bagnino-musicista suonava il suo flauto, non c’era donna che non gli cadesse ai piedi e non provasse a ottenere da lui una qualche attenzione. Aveva classe, sfiorava il suo strumento con mano leggera, lo prendeva tra le mani in modo delicato e con sguardo trasognato lasciava che la melodia lenta e suadente raggiungesse le corde più profonde di chi si abbandonava all’ascolto. Durante una serata in cui Stefano si era lasciato vincere dalla stanchezza ed era andato a dormire, Sofia aveva accettato l’invito di Eros di seguirlo in camera sua per mostrarle il prezioso flauto. Vederlo da vicino le aveva risvegliato uno strano interesse per la musica e la forza dell’attrazione l’aveva inevitabilmente portata nel suo letto.
    La mattina successiva, il giovane rumeno era di nuovo in spiaggia in tenuta da bagnino, a compiacersi delle lusinghe provenienti dalle signore più maliziose e a farsi prendere in giro bonariamente dai bambini che lo chiamavano “capitano” quando lo vedevano a lavoro, sopra la sua torretta di avvistamento, con il binocolo al collo e lo sguardo concentrato sul mare proprio come il capitano di un vascello.
    Il giorno della partenza, Sofia aveva osservato Eros per l’ultima volta dalla finestra della sua stanza, mentre faceva il bagno concessogli in un momento di pausa. Quando era andata a salutarlo lui le aveva messo in tasca un biglietto: era l’indirizzo della sua casa in Romania.
    È a quella notte di passione che Sofia sta ancora pensando e al pezzo di carta con l’indirizzo nascosto fra le sue cose.
    Stefano, il marito distratto, non è del tutto all’oscuro del tradimento di Sofia, in realtà nasconde un segreto collegato a una donna rumena e suo fratello. La vacanza a Cipro e tutto ciò che era accaduto quell’estate non era stato soltanto un caso e lei lo scoprirà dopo avere ricevuto un pacco regalo contenente il flauto del capitano Corelli.

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